Mario Lunetta, uno dei maggiori poeti italiani viventi, caro amico delle Edizioni Noubs, persona dalla bontà delicata e dall’intelletto forte, appassionato, ci ha donato una sua poesia inedita. Noi la doniamo a voi, nella sua tersa bellezza dicembrina.
Opzione deviata
Le mie furbizie credo siano rimaste tutte nel ventre di mia madre
tenerissima donna piena di timori e tremori timidezze labilità
quando sono venuto al mondo come si dice in cerca di chissà cosa
chissà con quali pretese. Ora so soltanto che a costruirmi
tutte le mie ingenuità ho fatto una fatica mostruosa e tuttavia
non me ne pento. Le mie difese cedono un giorno dopo l’altro
ed è sempre più chiaro che solo le eccedenze hanno un senso.
Tutto ciò che si risparmia è qualcosa di non esperito qualcosa
di non vissuto. La verità o ciò che così viene denominato
non è l’opposto della menzogna ma una sua opzione deviata
un suo irrealizzato desiderio. Ecco perché tentare di definire
esattamente il proprio profilo è come insultare lo scirocco
fare linguacce agli acquitrini. Non ho paura di niente se non
di me stesso della mia immaginazione troppo povera stenta
piena di rumori non decifrati. Sento che i miei occhi sono
sempre più inadeguati a definire le cose le loro ombre smarrite
Sento che i volti che ho amato nascondevano una noce radioattiva
che era la loro luce il loro nulla. E ora non mi resta che tacere
con gli abiti che mi si stringono addosso i capelli che cadono
illuso sotto la pioggia di avere ai piedi una coppia di pattini alati
19 giugno 010
