Andrea Marchesi è un giovane poeta (bergamasco che vive a Pavia) di cui è in corso di pubblicazione, per le Edizioni Noubs, l’opera prima, un testo che, già vincitore del Premio Opera Prima “Marina Celiani De Lollis”, rivela le qualità di una nuova, autentica voce che si farà certamente strada nella storia della poesia italiana.
“Senza distruggere l’innumerevole l’uomo non sa stare/ o senza comprimere filosoficamente delle dosi di infinito”: lo sforzo conoscitivo di questa lirica è continuo, e si agita tra pienezza e mancanza, e non frequenta vie di mezzo, perché non c’è tempo più agitato e assetato d’estremo come la giovinezza. Eppure, a volte, questa tensione si scioglie e improvvisamente appare una verità definitiva, soprattutto nella dimensione esistenziale, individuale: “senza averti non mi sarei mai trovato”, e qui Marchesi coglie la verità del singolo: solo una persona ci delimita, ci limita e si riconosce in noi; solo in quella ci riconosciamo, ci ricomponiamo, quella che ci permette un profondo comunicarci e accoglie il bisogno di esprimersi e di annullarsi della nostra anima interiore, e ci rivela che noi siamo in un gesto, in un atteggiamento, in un modo di comunicare, di baciare, di accarezzare, di sorridere, di ridere, in una serie di esercizi che si ripetono e nel ripetersi formano la nostra contingenza, il nostro consistere, ovvero il modo di essere del nostro unico autentico labilissimo Io (…) (dalla nota critica di Massimo Pamio).