Vigilia di Natale, inedito di ANDREA MARCHESI


Andrea Marchesi è un giovane poeta (bergamasco che vive a Pavia) di cui è in corso di pubblicazione, per le Edizioni Noubs, l’opera prima, un testo che, già vincitore del Premio Opera Prima “Marina Celiani De Lollis”, rivela le qualità di una nuova, autentica voce che si farà certamente strada nella storia della poesia italiana.

Senza distruggere l’innumerevole l’uomo non sa stare/ o senza comprimere filosoficamente delle dosi di infinito”: lo sforzo conoscitivo di questa lirica è continuo, e si agita tra pienezza e mancanza, e non frequenta vie di mezzo, perché non c’è tempo più agitato e assetato d’estremo come la giovinezza. Eppure, a volte, questa tensione si scioglie e improvvisamente appare una verità definitiva, soprattutto nella dimensione esistenziale, individuale: “senza averti non mi sarei mai trovato”, e qui Marchesi coglie la verità del singolo: solo una persona ci delimita, ci limita e si riconosce in noi; solo in quella ci riconosciamo, ci ricomponiamo, quella che ci permette un profondo comunicarci e accoglie il bisogno di esprimersi e di annullarsi della nostra anima interiore, e ci rivela che noi siamo in un gesto, in un atteggiamento, in un modo di comunicare, di baciare, di accarezzare, di sorridere, di ridere, in una serie di esercizi che si ripetono e nel ripetersi formano la nostra contingenza, il nostro consistere, ovvero il modo di essere del nostro unico autentico labilissimo Io (…) (dalla nota critica di Massimo Pamio).

 

ANDREA MARCHESI

Vigilia di Natale

 Ti vedo come un capitano freddato su mari

rissosi di vecchie pascolanti e carciofi sfrontati,

sfiorati da quella plastica che simula la rugiadosa

civiltà del banco fresco, in questa vigilia di Natale

da supermercato. Amico, vicecaporeparto.

 

Non chiede il tuo braccio uno squasso di remi

e di coraggio, ma lo sferraglio ottuso

di carrelli portati a riposare come buoi.

E tutto il tempo ti attanaglia

non solo quello visto a riposare sotto il neon

ma l’infradiciare degli attimi al di fuori dal grembo,

le tue rughe, il ritorno a casa e quelle crettature

che sfondano lo specchietto in autostrada,

quando ti si ghiaccia lo sguardo con le note ferme

dell’autoradio, l’anima in percentuale ridotta colonizzata

e ingoiata per l’ossigeno della pensione.

 

Lavorare sfianca e stanca anche la domenica

nel giorno e nell’anno del signore duemilanove

e vi hanno mozzato la coda per impedirvi di girarvi

intorno, operai sganasciati, cani educati.

 

Marx è ormai un barbuto fotogenico

che scarnifica i vetri con il rasoio

nei quattro assi dei libri,

un Cristo che non ha avuto

santi da moltiplicare per sfamare e risorgere,

né muri, né croci per farsi appendere.

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5 thoughts on “Vigilia di Natale, inedito di ANDREA MARCHESI

  1. Giorgio Magri ha detto:

    E’ bella e straziante

  2. Leonello Rabatti ha detto:

    Un lirismo irrigidito dentro un vetro di disperazione. Capacità di dosare i ben conosciuti strumenti formali (rime, enjambements, allitterazioni, consonanze) in un procedere per immagini che formano il quadro esistenziale di una vita postmoderna (e postmarxista).
    Un ruscello di intensa empatia carsicamente scorre sotto il suolo della disillusione.

  3. Liliana Zinetti ha detto:

    Oh sì! Bella.
    Liliana Z.

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