Paolo Fiorucci, Sei personaggi in cerca di cuore


L’ottimismo della canzone: gli oggetti ci salveranno

nota critica di Massimo Pamio sul cantautore abruzzese Paolo Fiorucci

Premio De Lollis per la canzone d’autore 2010

Nell’affidare all’album Sei personaggi in cerca di cuore otto canzoni contraddistinte dalla ruffiana orecchiabilità delle musiche, nonché da una tematica che unifica i testi (sarebbe un album concept, concettuale), tutti dedicati alla vita celata e sconosciuta di oggetti – quali il soldatino di stagno, un manichino, la macchina delle fototessera, il portiere del calciobalilla, lo spaventapasseri, il robot C2-36, il mostro di Frankenstein – Paolo Fiorucci, cantautore abruzzese al suo esordio, esprime già una forte, marcata personalità, capace di accontentare sia il gusto dell’ascoltatore popolare sia quello del critico più esigente, grazie a piccole e grandi astuzie di un talento spiccato.

Se la sua poetica, estremamente coerente, è rivolta a fondere musica e parole in una giocosa ironia, in una affabulazione sobria ed elegante, la sua tensione è assimilabile a quella del bambino che ci indica con stupito incanto come la realtà sia proprio quella della sbalorditiva scena teatrale di cui si è fatto involontario protagonista grazie a un proprio gesto che ha suscitato lo stupore e l’attenzione degli adulti e nel quale la propria oggettualità si è improvvisamente animata.

Questi oggetti di Fiorucci sono macchine perfette, e funzionano! Sono forme musicali in cui si narra la storia che gli uomini non conoscono, di un’età interiore, perfetta, che invece, forse, proprio le cose da loro costruite nascondono e che potrebbero aprire la strada a un nuovo Umanesimo. Gli oggetti ci salveranno?

Se mescolate bene gli ingredienti, quantità a vostra scelta di Eduardo De Crescenzo, Enzo Gragnaniello, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Edoardo Bennato, Fabrizio De Andrè, Daniele Silvestri, Sergio Caputo, Vinicio Capossela, aggiungendo tanta poesia e ironia e un pizzico di malinconia, avrete ottenuto Paolo Fiorucci con tutti i suoi personaggi in cerca di cuore.

Io ho apprezzato in particolare Penso forse sono e C2-36, ballate alla De André, ma tutto il disco è il frutto di una cura straordinaria, di un lavoro di gruppo, della partecipazione di ben 25 musicisti, di arrangiatori perfetti; da non dinenticare perfino il libretto che accompagna il CD, con il fumetto di un’autrice svedese e una copertina fellinian-freak, insomma, un notevole disco d’esordio, da non perdere.

Ora amareggiato, ora disincantato, qualche volta rassegnato, talaltra sbalordito, ma sempre gioioso, incredulo, ironico, retoricamente sfottente, mai irridente ma canzonatorio, sfrontatamente pudico e pudicamente sfrontato, amicalmente esortativo, Paolo Fiorucci canta con poetica provocatorietà l’ironica recita d’un vivere gioioso di precarie malinconie.

Paolo nasce con la musica in testa il 27 settembre 1984 a Chieti, in via V. Bellini, compositore. Comincia a suonare da autodidatta la classica chitarra casalinga e a 16 anni intraprende lo studio del sassofono. Poco prima della maggiore età inizia a scrivere canzoni, scopre la poesia del ‘200 e ‘300 e la prosa novecentesca. Il 31 luglio 2004, mentre Simon & Garfunkel cantano davanti al Colosseo, ha la certezza che la musica e la sua vita sono la stessa cosa. Decide di spartire la sua voce con qualcuno, con la predilezione per un pubblico che può guardare in faccia, spingendo i suoi personaggi appena oltre la strana timidezza che lo accompagna. Decisivo è l’incontro con il chitarrista Vitale Di Virgilio, che lo aiuta ad arrangiare i cinque brani che usciranno nel primo EP autoprodotto, “Nel regno di Pop” (gennaio 2006). Nel mese di aprile 2007 è invitato alla ‘Prima rassegna della musica cantautoriale di Chieti’, che vede in cartellone fra gli altri Marco Ongaro e Alessio Lega. Nel luglio 2007 al concorso Sing your song di San Demetrio ne’ Vestini (AQ) si aggiudica il premio ‘Miglior testo’ con la canzone “Bologna”. Il 28 agosto dello stesso anno apre a Montesilvano (PE) il concerto del cantautore genovese Max Manfredi. Nell’estate 2008 partecipa in veste di sassofonista e armonicista alla realizzazione di un tributo a Sergio Endrigo, portato sul palco del Teatro Fenaroli di Lanciano (CH) da Friotto & Bandautore. Citato all’interno del libro di Paolo Talanca “Cantautori Novissimi. Canzone d’autore per il terzo millennio”come esponente della Novissima eletta schiera della canzone d’autore. Nel novembre 2008 si classifica primo al “Premio internazionale a un passo dalla poesia” di Tollo (CH). Nel marzo 2009 consegue a pieni voti la laurea in Lettere, discutendo una tesi dal titolo “Il Sillabario sensoriale di Goffredo Parise”. Dal giugno 2009 è ai Comet Broadcasting per la registrazione del suo nuovo EP, “Sei personaggi in cerca di cuore”, autobiografia in sei canzoni giocattolo che uscirà nel 2010. Nell’agosto 2009 è finalista al Premio Botteghe d’Autore di Albanella (SA). Nel dicembre 2009 al Premio Augusto Daolio di Sulmona (AQ) si aggiudica il Premio della critica con le canzoni “Al di là della vetrina” e “Facce da documento”. Il 15 marzo suona in Sala Sinopoli all’Auditorium Parco della Musica di Roma, accompagnato dalla Corte dei Miracoli (Vitale Di Virgilio – chitarre e miracoli, Umberto Cinalli – basso elettrico e miracoli, Simone Merciaro – tastiere e miracoli, Paolo Toscano – chitarra acustica e miracoli, Mimmo De Iuliis – batteria e miracoli). Nell’agosto 2010 è nuovamente finalista al Festival Botteghe d’autore di Albanella (SA).
Il 28 dicembre 2010 esce il suo disco d’esordio, “Sei personaggi in cerca di cuore”, autobiografia in otto canzoni giocattolo.

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One thought on “Paolo Fiorucci, Sei personaggi in cerca di cuore

  1. nilo ha detto:

    Non conosco l’ultima prova di Paolo ma conosco bene Paolo Fiorucci da molti anni. Sono certo che qualto produce con le sue capacità creative è di ottimo livello. Prima o poi il mondo degli adulti, arroganti e presuntuosi, dovrà accorgersene e fare i conti con lui. Allora vedremo chi vincerà. Io lo So.

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