INTERVISTA INEDITA A QUEL GENIACCIO DI GIOVANNI DI IACOVO!


Vi proponiamo in esclusiva per Casa Noubs un’intervista inedita ad uno dei più talentuosi, nonché geniali, scrittori abruzzesi, GIOVANNI DI IACOVO.L’intervista è a cura del direttore editoriale Noubs, Massimo Pamio.

Buona lettura!

INTERVISTA A GIOVANNI DI IACOVO: “I VERI SCRITTORI VIVONO NELLE FERITE DELLA REALTA'”

Giovanni Di Iacovo (Londra, 1978) ha esordito con il volume Sporco al Sole-Racconti del Sud Estremo (Besa-Book Bros, 1998) poi con 11 Under 30 (Castelvecchi, 2000), fino al pluripremiato romanzo Sushi Bar Sarajevo (Palomar, 2006) e ad un volume di “cover” di fiabe famose in versione pulp dal titolo E morirono tutti felici e contenti (Neo Edizioni, 2009).

Vincitore della sezione letteratura della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (Sarajevo, 2001), del Premio Teramo 2006 e del Premio Sassari 2011, è da dieci anni direttore del Festival delle Letterature dell’Adriatico, è Consigliere comunale di Pescara e collabora con la locale cattedra universitaria di Letteratura italiana contemporanea. Alcuni suoi racconti sono stati messi in scena nello spettacolo Viaggio nelle Metropolis insieme a Stefano Benni e David Riondino. È pronto il suo nuovo romanzo che uscirà nel 2012.

-Giovanni Di Iacovo è l’autore di “Sushi Bar Sarajevo” che è stato uno dei migliori esordi narrativi degli ultimi dieci anni, un romanzo straordinario. Giovanni che cosa è cambiato da allora?

Molte cose sono cambiate, perchè per me scrivere è un percorso. In generale, credo che in tutte le attività la cosa che conta è quello che scopri nel cambiamento, lungo il tragitto, più che il raggiungimento o meno della meta. In questo modo, infatti, mandare uomini sulla luna ci ha regalato le padelle di Teflon. Io scrivo ogni giorno, almeno tre ore al giorno, e la mia vita è immensamente migliorata da quando la vivo insieme ai miei personaggi, e alle mie storie. Scrivere è creare, quindi è anche vivere diverse vite.

-Quali sono i giudici migliori di un’opera narrativa? 

Sicuramente i lettori, anche se io nella scrittura utilizzo tre “cavie”. Tre amici  diversissimi tra loro che vivono in tre continenti diversi anche se hanno passato l’adolescenza con me, immersi nelle mie stesse culture. Quando termino una bozza la mando innanzitutto a loro. Le osservazione, i feedback o le micromodifiche che ricevo, quando coincidono in tutti e tre, le applico al romanzo.

-Chi sono gli scrittori oggi? Dove e come vivono?

Oggi gli scrittori sono tutti, il che è ottimo come formazione personale, un po’ meno per altri versi, ad esempio il fatto di scrivere e non leggere e non comprare libri. Per scrittori “veri” intendo coloro che lo fanno con mestiere, con continuità, non solo un mettersi a scrivere sull’onda di una qualche emozione passeggera. I veri scrittori, vivono nella ferite delle realtà, per indagarle.

-Come alimenti la tua fantasia? Alcool o yogurt?

Il mio motto è “prima vivi, poi scrivi”. La mia creatività si nutre di esperienze, incontri, viaggi, persone, pericoli ma anche libri, cinema, musica. Consumare culture è la benzina della creatività.

-Come leggi e dove?

Leggo nei viaggi, leggo nelle attese, oppure leggo in un punto preciso della mia casa, su una bizzarra poltrona di velluto nero, lontano dallo studio dove lascio i miei affanni e i miei lavori.

-Quali sono le tue pagine preferite di sempre?

Quelle su cui mi sono formato da ragazzino, quelle di Demian di Hesse, del Maestro e Margherita di Bulgakov, della Filosofia nel Boudoir di De Sade e de Alle Quattro del Mattino, di Lovecraft.

-Che cosa sogni prima di svegliarti?

Sesso estremo all’interno di piramidi costruite con geometrie non euclidee e fluittuanti al centro dello spazio, circondato da antiche porte che conducono ai recessi dei miei ricordi, anche quelli preesistenti alla mia nascita. Prima invece sognavo Berlusconi.

-Il tuo romanzo più recente, “Tutti i poveri devono morire” ha più a che fare con la politica della globalizzazione o con il governo Monti?

Come ogni romanzo antiutopico, è scritto in una situazione geopolitica minacciosa paventando il peggioramento mondiale di tale situazione. Poi il peggioramento si realizza davvero nella realtà e allora ti viene il dubbio che coloro che tracciano i destini del mondo e della politica internazionale leggono i tuoi libri e si ispirano. Maledetti!

-Quando sei nel bagno a che cosa pensi?

In bagno? Ma noi scrittori non andiamo mai in bagno! Siamo creature eteree e sublimi senza nessuno dei volgari appetiti o bisogni degli umani! A proposito, mi presteresti venti euro che sennò mi staccano Fastweb? Eppure gliel’ho detto che sono etereo!!!

-Quale è il profumo che ti attira di più?

I feromoni femminili.

-A 150 anni dall’unità d’Italia, che cosa è oggi la lingua nazionale? La donna italiana chi è? E il maschio?

La lingua nazionale è diventata la banalità, uomini e donne italiane sono degradate nella più sconfortante banalità e mancanza di coraggio, di idee di ricerca di una qualche identità. Per fortuna esistono oasi umane che vanno in senso opposto, ma questo è oggi un Paese molle, stupidotto, strangolato da vili  paure e privo di inventiva. E se non lo raddrizziamcontinueranno a fuggirne tutti.

-Pubblicizza il tuo prossimo libro.

Il mio prossimo romanzo è un noir che ha come protagonista una escort inquietante e sui generis che farà una lunga avventura alla ricerca delle inquietanti verità su di se in varie parti d’Europa. In ogni caso, lo definirei una sorta di “Epica contemporanea delle diversità”.  Compratevelo sennò inizierò  fare ridicoli spot televisivi come Alfonso Luigi Marra.

-A chi hai dato il tuo ultimo bacio?

Alla mia attuale compagna, Sibilla Panerai.

-I tuoi musicisti preferiti. I migliori brani musicali del 2011.

Amo molto la musica tedesca e quella giapponese. Dei brani suggerisco quindi “Fruhling in Paris” dei Rammstein, “Shounan Zoku” degli Aural Vampire e “Opheliac” di Emilie Autumn.

-I migliori libri e film del 2011.

Amalgrab di Guergana Radeva tra i libri e Antichrist di Lars Von Trier tra i film che ho visto quest’anno.

-Che cosa salveresti il 20 dicembre 2012?

Solo te, Massimo, davvero solo te!

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2 thoughts on “INTERVISTA INEDITA A QUEL GENIACCIO DI GIOVANNI DI IACOVO!

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Eddie ha detto:

    Come sempre Giovanni si rivela essere sempre un grande. Ho adorato il suo ultimo libro e spero che con il prossimo continui a farci sentire la vita un po’ più leggera. Con affetto, Eddie

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