LA GIOIA DI SCRIVERE DELLA SZIMBORSKA SCALA LE CLASSIFICHE DI VENDITA


“La gioia di scrivere” della poetessa Wislawa Szymborska scala la classifica delle vendite

di Marco Lodoli

http://quotidianoimperfetto.blogspot.com/

Come ogni settimana, sfoglio “l’inserto cultura” di Repubblica, mi soffermo su qualche articolo, sorvolo su altri, leggo le prime righe di un intervento e mi riprometto di finirlo più tardi, spizzico la recensione di un libro che potrebbe essere interessante, e poi arrivo alle colonne delle classifiche: di solito le scavalco rapidamente, so già quali nomi ricorrono, Camilleri, Fabio Volo, la Mazzantini, i giallisti scandinavi, i giallisti francesi, i giallisti americani e così via, senza troppe sorprese. Questa settimana, però, sono rimasto a bocca aperta, ho dovuto ricontrollare la classifica generale e quelle parziali perché non credevo ai miei occhi. Sul podio più alto, a cento punti, si piazza “La gioia di scrivere” della poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996.

Questo è il libro più cercato, più acquistato, più regalato e letto e sottolineato e riletto e pensato. La Szymborska, non Bruno Vespa o il Diario di una schiappa o Ti scuoio all’alba o Il meglio di Zelig. Un libro di poesia: la vita non smette di sorprenderci, ogni geremiade sulla crisi della cultura, sulla carenza di sensibilità del nostro tempo, sull’analfabetismo trionfante deve farsi da parte per lasciar passare il carro della bellezza seguito da una grande corteo di gente entusiasta, gentile, curiosa, poetica.

Se ho capito bene, parte del merito va a Roberto Saviano, che in qualche trasmissione televisiva ha letto dei versi della Szymborska e ha cantato le sue lodi. Saviano ha carisma, viene ascoltato, un suo consiglio è prezioso: però la gente poteva anche infischiarsene, accontentarsi di quella pillola televisiva e tirare avanti. Invece in tanti si sono precipitati in libreria, hanno speso 19 euro per il libro di un’autrice misteriosa, difficile anche solo da pronunciare. Sono piccoli segnali di risveglio, avvengono contemporaneamente a mille altri che fanno preoccupare (librerie che chiudono, case editrici alla canna del gas, percentuali di lettori in calo inarrestabile): non c’è da fare festa o gridare vittoria.

Però fa un piacere immenso sapere che qualcuno oggi torna a casa con quel piccolo libro in mano, e mentre cammina già lo sfoglia, legge qualche riga, e quelle parole agiscono, cambiano per un momento l’ordine dei pensieri, la percezione delle cose, il sentimento del tempo. Oggi la poesia è prima: squartatori e serial killer e comici e politicanti e giornalisti televisivi e calciatori e cuoche almeno per un giorno fatevi da parte rispettosamente! Per concludere, ecco una poesia della Szymborska sul valore del tempo, perché il tempo non sta mai fermo ad aspettare le nostre timide decisioni, perché abbiamo bisogno dell’energia della giovinezza per far ripartire questa ruota incastrata:

LA VITA BREVE DEI NOSTRI ANTENATI

Non arrivavano in molti fino a trent’anni.

La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre.

L’infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo.

Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere

Prima che tramontasse il sole,

prima che cadesse la neve.

Le genitrici tredicenni,

i cercatori quattrenni di nidi tra i giunchi,

i capicaccia ventenni –

un attimo prima non c’erano, già non ci sono più.

I capi dell’infinito si univano in fretta.

Le fattucchiere biascicavano esorcismi

Con ancora tutti i denti della giovinezza.

Il figlio si faceva uomo sotto gli occhi del padre.

Il nipote nasceva sotto l’occhiata del nonno.

E del resto essi non contavano gli anni.

Contavano reti, pentole, capanni, asce.

Il tempo, così prodigo con una qualunque stella del cielo,

tendeva loro una mano quasi vuota

e la ritraeva in fretta, come pentito.

Ancora un passo, ancora due

Lungo il fiume scintillante

Che dall’oscurità nasce e nell’oscurità scompare.

Non c’era un attimo da perdere,

domande da rinviare e illuminazioni tardive.

La saggezza non poteva aspettare i capelli bianchi.

Doveva vedere con chiarezza, prima che fosse chiaro,

e udire ogni voce, prima che risonasse.

Il bene e il male –

Ne sapevano poco, ma tutto:

quando il male trionfa, il bene si cela;

quando il bene si mostra, il male si acquatta.

Nessuno dei due si lascia vincere

o allontanare a una distanza definitiva.

Ecco il perché di una gioia sempre tinta dal terrore,

di una disperazione mai disgiunta dalla speranza.

La vita, per quanto lunga, sarà sempre breve.

Troppo breve per aggiungere qualcosa.

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One thought on “LA GIOIA DI SCRIVERE DELLA SZIMBORSKA SCALA LE CLASSIFICHE DI VENDITA

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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