GIANLUCA MOROZZI – CHI NON MUORE (GUANDA)


Ho trascorso una serata con Gianluca Morozzi piacevolissima, con divertimento, battute spiritose, chiacchiere, pettegolezzi, aneddoti, libri, canzoni, film. Hai di fronte uno scrittore di 14 romanzi, ma ti trovi con lui perfettamente a tuo agio, come se lo avessi conosciuto da sempre, come se fossi un suo amico di vecchia data. Poi dopo cena chiede quasi supplica di poter tornare in albergo perché deve fare qualcosa, probabilmente ha trovato spunti per una pagina, e allora, solo allora capisci che quella persona così simpatica non era vera, bensì era uscita da uno dei suoi romanzi e prendeva una scusa per tornare a rinchiudersi nel libro. Una Cenerentola sfuggita alla fiaba ma non al fatidico scoccare della mezzanotte, un inquilino del libro prestato al reale q.b., per una sera. Perché Gianluca è proprio come i suoi romanzi: piacevoli, divertenti, mai banali: e sebbene trattino storie inquietanti, è perché dentro di noi c’è sempre qualcosa di irrisolto, di nero, che però ecco si risolve subito, perché la dimensione della realtà è come la dimensione del libro e viceversa, basta saperci entrare dentro l’una o l’altra, senza soluzione di continuità, che poi ne puoi uscire senza danni, a tuo piacimento, vivendo con pudore gli attraversamenti, senza confondere troppo le due scosse, ecco, quando Gianluca ha capito di dover tornare nell’immaginario, dentro il libro, si è accomiatato  con garbo, ed è sparito. Forse avremmo dovuto seguirlo e ci saremo accorti che magari spariva nel nulla, oppure si recava in un angolo buio per ammazzare il primo passante, chissà, mah, queste sono ipotesi reali o immaginarie? Solo Gianluca può saperlo, oppure il suo fantasma che magari era con noi la sera a raccontarci di Gianluca.

L’ultimo romanzo di Gianluca Morozzi, “Chi non muore”, pubblicato da Guanda, con la copertina di Scarabottolo, che avere in copertina Scarabattolo al proprio libro vale già il rischio e la pena di aver vissuto su questa terra, ebbene, Chi non muore ha per protagonista una ragazza  giovane di Francavilla al Mare (paese rivierasco d’Abruzzo) che studia all’università di Bologna, alle prese con la sua vita libera e dissennata e con una storia di omicidi. Il ritmo è veloce, incalzante. L’ambientazione è rock, l’immaginario è quello in cui si ritroverebbero tutti quelli della generazione nata negli anni Settanta, con il corredo esistenziale, le musiche, i fumetti, i film, la Vespa.  Viene citato un abruzzese che conosce tutti i pettegolezzi della musica, Giancarlo Di Iacovo, rimando furbo e malevolo al magnifico scrittore abruzzese Giovanni Di Iacovo, insomma il romanzo è un piacevole attraversamento di citazioni “urbane”, di rimandi quasi da cronaca vera. Realtà e immaginario collidono pericolosamente, per creare scintille. Si legge a un certo punto un inciso: (C’è una cosa che odio, nei romanzi: quando un personaggio racconta a un altro personaggio quel che gli è successo nel capitolo prima, per filo e per segno, come se il lettore, quel capitolo, lo avesse saltato. Quindi (…). Saltiamo qualche secondo più avanti (…)), p. 59.

La complicità tra scrittore e lettore è spiazzante, straniante direbbe Lotman. C’è un romanzo dentro il romanzo, c’è un Morozzi che si rivolge direttamente al lettore senza mediazioni; si esce dalla finzione per criticare insieme un certo genere di letteratura, oppure siamo davanti a un gioco illusionistico, a un divertissement ?

C’è pure il caso della protagonista che parla al lettore: “Se volete sapere perché prendo tre birre quando nella band siamo in quattro, la risposta è semplice (…), p. 38, e qui pensiamo a un Morozzi stravolto, trasformato in una bella ragazza, (bruttissimo a vedersi e a immaginarsi, nel mio immaginario vedo questa ragazza con un paio di baffi!!!) che si rivolge al lettore con voce femminile, la distorsione spaziotemporale e immaginaria qui graffia sul vinile: Morozzi si diverte ancor di più, ci prova, oppure ci fa? Che Morozzi possa travestirsi e uscire con i tacchi a spillo mi fa orrore, ecco il noir! Ecco perché andrebbe ammazzata  la protagonista, è un ibrido inguardabile…

Ora capirete perché Morozzi è uno scrittore di culto, perché i suoi lettori lo seguirebbero in cima al mondo, in realtà Morozzi è un cantante rock, e i suoi libri sono veri e propri concerti, con la differenza che Morozzi è più imprevedibile, e che sul suo palco, quello del romanzo, ne inventa una più del diavolo più leggendario della storia del rock. Morozzi, voglio dire, è molto meglio di Vasco e di Ligabue. Meglio leggere un libro di Morozzi che ascoltare un disco dei due appena citati. E adesso andate a fanculo tutti, perché devo finire di leggere il libro di Morozzi e non posso perdere tempo con una recensione del cazzo. (Massimo Pamio)

 

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

cuoreruotante

Le cose belle hanno il passo lento

Condìta Armonia

Autobiografia culinaria

pagine che amo

Just another WordPress.com weblog

Poeti d'Abruzzo

Focus Po-etico sul territorio abruzzese

from the morning

le passioni infernali mai conosciute prendono fuoco nella casa vicina.

solovignette.it

Quotidiano di satira illustrata

Anna&H

sono approdata qui

Linguaggio del corpo

Bodylanguage & PNL

And Other Poems

New poems to read every week.

filmcritica rivista

cinema filosofia inconscio lingua polis scrittura

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

AnItalianGirl

Sii chi vuoi, ma se sei te stesso è meglio!

operaidelleditoriaunitevi

Just another WordPress.com site

lagunaweblog

La narrativa è la più esigente delle fidanzate

Nel vento...

Pensieri e dintorni

L'Inconfessabile

ciò che non si può dire lo scrivo

Cristina Khay Blog

La Vita e' un Fiore*

lamentesepolta

0, 1, 2, ecc. - si.tormento@gmail.com

Parole Inconsistenti

Appunti di scrittura di Luca Romano

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

miglieruolo

La vita è sogno

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: