GIANCARLO ZAPPACOSTA SUI FOGLIETTI VOLANTI DI ALBA BUCCIARELLI


 

Giancarlo Zappacosta, persona colta e raffinata, attore e studioso, ha scritto una attenta e scoppiettante, fragorosa, sarcastica introduzione all’opera di Alba Bucciarelli, “Foglietti volanti di una cuoca distratta” .

Ve la proponiamo, per deliziare i vostri più esigenti gusti visivi e uditivi.

Diceva Flaiano che le memorie di un giorno non durano di più. E per questo motivo indubitabile Alba ha pensato bene di rammentarsele, appuntandole su carta raccattata alla meglio in una cucina, quella del suo nostalgico ristorante di Casalincontrada, La Buca del Grano, il più delle volte impataccata di salse, schizzi d’olio ed essudati organici. Convivialità totale, musica con uso di cucina e di battuta in battuta non s’invecchiava mai. Dopo tanti anni, incontrarsi e dirsi “oddio”! E mentre l’impiegato postale Charles Bukowski pubblicava le cose più belle dell’ultimo scorcio di secolo, i nostri letterati stavano discutendo dell’ultimo Bevilacqua. Perciò non se ne accorsero. Raramente si fa con interesse ciò che si fa per interesse; e lei ha messo a frutto l’esperienza, questo singolare fenomeno che ci induce a parlare dall’alto degli errori compiuti, forse si reputa solo una romantica andata a male e se sale sull’ironico è per non scendere nel sentimentale. Abbiamo, nonostante lei Capricorno, io Sagittario, molti pensieri in comune: ad esempio entrambi riteniamo che c’è di certo una differenza tra il matrimonio e gli arresti domiciliari e siamo insieme consci che prima o poi la individueremo. Ed insieme con Sabatino viviamo il reiterato contrasto che con una semplice idea si può ipnotizzare la folla, ma con il dubbio si persuade un’intelligenza. Immersi nella vertigine vorace delle nostre comuni passioni, il teatro, il suono di una voce educata, l’armonia di una nuova melodia, la sempiterna consolazione della poesia e della filosofia, l’immarcescibile grazia dell’amicizia ed il gusto sado-masochistico del sarcasmo, dove tutto è risibile e niente, se non la vita, è sacro: e tutto è un tormentone torrenziale, ghiribizzi demenziali, ispirazioni spiegazzate, fantasie dissennate: Giancarlo, tu arzigogoli nell’inutile strabismo dell’astigmatico crogiuolo intestino, variopinto e dovizioso. Non trattenere l’impeto della fremente bramosia. Cagare devi, cagare puoi. Sarà delirio di ristoro. Poi! Della serie: “una stronzata ad effetto per far colpo in salotto”: Solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno. Insomma, l’autoironia è igiene mentale di sopravvivenza, sarà anche pazzia, ma c’è del metodo, perché senza una buona dose di demenza, nessuna iniziativa, nessuna impresa, nessun gesto. La ragione è la ruggine della nostra vitalità. È il pazzo che è in noi ad obbligarci all’avventura; se ci abbandona, siamo perduti: tutto dipende da lui, perfino la nostra vita vegetativa; è lui che ci invita, che ci costringe a respirare, ed è ancora lui a far sì che il nostro sangue circoli nelle vene. Se ne va via? Eccoci soli! Non si può essere insieme normali e vivi. Tutto in Alba è osservazione di costume che talvolta si coordina con altre osservazioni di costume per diventare racconto o abbozzo di romanzo; c’è la malinconia provocata dal risentimento della donna civile di fronte ai progressi della maleducazione e della barbarie; e c’è il gusto per il particolare dilatato, per l’aforisma, per il gioco di parole, per la micronarrazione. È un libro bello e strano, come potrete appurare leggendolo dalla prima riga all’ultima tutto d’un fiato: non ve ne pentirete! Superficialità del vivere, pressappochismo dilagante, contraddizioni quasi commoventi nella loro ostinazione a ripetersi in ogni situazione: è una fulminante, inarrestabile delibazione del linguaggio della parola e della musica della follia. Come Flaiano, Alba vive un giorno alla volta, non riesce a mettere insieme due giorni. E lei vive a uno a uno, in Foglietti Volanti, con ironia e amarezza, i complicati giorni della maturità. E nella sua solipsistica narrazione a me e Sabatino, suoi scatenati , dissacranti ed assidui frequentatori, ed in questi frangenti esplode il dionisiaco irriverente di Alba, accade che ci si interroghi: “…siamo qui su questo scoglio, lontani dal traffico, lontani dal caos, lontani dallo smog… non ci resta che aspettare i soccorsi”. Siamo una massa d’ignoranti, parliamone! Due assiomi imperscrutabili di Alba? Il bello della vita è guardarsi allo specchio e sapere che non ti sei venduto…Il brutto della vita è realizzare che mai nessuno ti si è voluto comprare. Socrate diceva: Conosci te stesso ma Alba gli avrebbe risposto: E se dopo essermi conosciuta mi sto sui coglioni? Troverete errori, sfondoni o pareri controversi ed opinabili? Siate misericordiosi, d’altronde anche Michelangelo ha fatto le sue cappelle!!!

Alba Bucciarelli: Foglietti volanti di una cuoca distratta (Edizioni Noubs)

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