IN VIAGGIO NELL’ESTREMO ORIENTE di LUCIANO TROISIO


Aeroporto di Phnom Penh, 18 gennaio 2014

Sono partito stamattina da Sihanoukville in pulmino Vip. Dopo 4 ore, alle 13, siamo arrivati all’aeroporto. Tre o quattro freak sono scesi qui con gli zaini, solo a me hanno fatto pagare un dollaro supplementare (di parcheggio). Gli amici mi avevano avvertito che ho pagato il doppio anche il pulmino. Ma siccome la situazione è tutt’altro che tranquilla, non ci ho fatto caso più di tanto: intanto ho comperato molto in anticipo il biglietto che assicurava uno stop direttamente dentro l’aeroporto internazionale, e ho accettato di rimanere prudentemente nella noiosa Sihanoukville, città portuale e dalle belle spiagge, per tutti i giorni che mi rimanevano. Infatti oggi mi scade il visto e devo uscire dal paese. Così non sono nemmeno entrato nella capitale Phnom Penh, dove una decina di giorni fa la polizia ha incredibilmente (trattandosi di una monarchia democratica) sparato sui dimostranti del settore tessile, che pretendevano di veder raddoppiato il salario (160 dollari invece di 80). Richiesta forse eccessiva il cui risultato è stato: 5 morti e una dozzina di feriti. (Pare che ci siano anche altrettanti dispersi).

Ora devo aspettare fino alle 18 il mio volo per Vientiane con la Vietnam airlines. (Viene da Saigon, fa scalo qui e a Vientiane, poi prosegue per Hanoi. Un volo casalingo. Al controllo: deliziosa vetrinetta con oggetti sequestrati, coltelli, temperini, una pistola, un machete, ogni sorta di liquido; ho rivisto le hostesses in elegante Aodai con lo spacco; obbligo per tutti i passeggeri di scendere a ogni scalo, anche con i bagagli a mano).

Non c’erano altre soluzioni. Nelle more scrivo queste note:

Sihanoukville è una città assai strana almeno dal punto di vista turistico. Il clima è ottimo con serate fresche e i prezzi sono i più bassi in assoluto di tutta l’Indocina. I turisti più numerosi sono i russi (in genere villani e scostanti), che vengono con le famiglie. Ho avuto l’impressione che la presenza russa, anche negli investimenti, stia calando. Il famoso aereo dentro il bar-hangar è sparito con tutto il bar completamente demolito. Pare che ora i proprietari siano cinesi. Folta la presenza italiana, soprattutto pensionati single, sono aumentate di molto le imprese italiane, a vista d’occhio. Ormai più di trenta tra ristoranti, spaghetti-houses, produzione di pasta varia, macellerie, panetterie/pasticcerie; c’è anche un lodevole libraio (del tipo seconda mano). Mi hanno parlato anche di una tipografia, più probabilmente si tratta di uno studio grafico per pubblicità, che non sono riuscito a contattare. Siccome qui ci sono molti faraonici casinò, e in più molti hanno la mania, anche le donne, di giocare a carte per soldi, c’è anche chi ha pensato se vale la pena di finanziare chi per caso ne avesse bisogno.

In generale i turisti sembrano tutti di uno stesso standard: cultura medio/bassa, parecchi grandi bevitori e veri ubriaconi, solitari, anarchici, maschi, pensionati, con scarso budget da amministrare cautamente, e che in Europa non permetterebbe né lussi né sbornie. Alcuni si trattengono molto a lungo e quindi affittano un appartamento. Nel nostro albergo Sakal, c’è anche un anziano primario gran bevitore. È l’unico laureato del panorama; scrive sempre al computer nella hall (io, siccome ricevo il segnale Wi Fi in camera, me ne resto lì. Ma l’anno scorso il segnale non mi giungeva: tutto migliora). Indossa quasi sempre la camicia della sala operatoria. Ne ha una di tela verde e una sull’azzurro. Secondo me dal suo comportamento barcollante, deve aver avuto un ictus. Dall’anno scorso lo trovo piuttosto peggiorato e spesso vedo che si fa accompagnare in camera dalle cameriere che lo sostengono.

I francesi ex padroni hanno i loro caffè esclusivi dove spesso non c’è nemmeno un tavolino libero. Ci sono andato, da solo, perché nessuno ha voluto accompagnarmi, dato che si spende molto (è facile sfiorare i due dollari). Devo dire che ambedue le volte ho trovato il cappuccino mediocre, anche i croissant non erano il massimo. Infatti il francese che l’anno scorso ne produceva, ha chiuso bottega. Gli italiani si trovano la mattina sul tardi al mercato coperto  in centro città, dove molti provvisti di cucina fanno la spesa; in un locale all’aperto, con ampio parcheggio a pagamento (e vista sul decoroso palazzetto delle toilettes, anch’esse a pagamento, 300 rial. Insomma ogni comfort). Ma tutto avviene per caso, non ci sono intese. Noi arriviamo tra i primi verso le 9.30, i tavoli sono sempre occupati da cambogiani, il locale è famoso per le zuppe con tagliatelle di mais e ravioli von ton, anche il caffè non è indecente. Passano molte venditrici di frittelle (500 rial). Io ne compero due al sesamo di forma tondeggiante e le intingo nei due caffè che bevo con latte condensato; c’è solo quello, oppure quello fresco è contenuto in scatolette, tipo tonno, costa molte volte di più e non è affatto fresco né migliore. I discorsi sono vari e tutti di minimo cascame quotidiano, tanto che non è facile stare diplomaticamente alla bassezza. Però conversando con vari giramondo si viene a conoscenza di molte notizie. Raccontano volentieri di luoghi visitati, di prezzi, di cibi, di voli; sono generosi nel dare delle dritte preziose, nel segnalare gli aspetti negativi, i locali da evitare. Molti i discorsi, molti i silenzi. L’argomento donne è sempre di moda, le avventure narrate sono interessanti e verrebbe voglia di registrare qualche racconto che forse non c’entra con l’erotismo ed è più vicino al mercimonio se non al porno. Uno scrittore si pone ovviamente il problema di come trascrivere: certo lessico è sconveniente (si potrebbero usare gli antichissimi  termini sanscrito/indiani di certe raffinate edizioni del Kamasutra e le parolacce si muterebbero in gioielli, ma chi capirebbe? Soprattutto chi comprerebbe?) Il problema non è secondario e so di preciso che molti famosi scrittori (e scrittrici) si sono cimentati in racconti erotici pubblicati sotto pseudonimo: pare sia una faticaccia superare decorosamente le tre cartelle. Sempre ragionando di scelte lessicali, c’è da restare allibiti leggendo su Internet qualche forum, che non riguarda affatto argomenti sexy, ma lo sport, l’economia: improperi, offese di ogni tipo, genitalità alla grande (o meglio: alla glande) e perfino bestemmie che sono un reato perseguibile. Appare evidente che i controllori non ce la fanno a impedire che certe espressioni finiscano in rete (nonostante i molti Segnala abuso) e ci restino a volte delle mezze ore prima di essere oscurati.

Ci sono i grandi affabulatori postprandiali, gli immaginifici cantastorie con adorante pubblico poliglotta. Nonostante ciò pare improbabile che si formino gruppi o amicizie. Saranno felici così? Esperti de li vizi umani, vittime di infinita volatilità, bisogna riconoscergli che sono ricchi di “volontà di sapere”, invano riflettendo sul senso della vita. Tutti risultanti di infinite variabili, e intanto si muovono in moto da soli (con esclusione del sottoscritto che non sa nemmeno guidare). Inoltre teoricamente ci vorrebbe la patente internazionale che nessuno ha. La polizia in centro è sempre in agguato. Io, agli ordini dell’ottimo Auriga, nemmeno gli chiedo le destinazioni. So che a una certa ora da Martini attaccano una musica per lui fastidiosa (io invece non sopporto il rumore delle palle da biliardo), che all’Indipendence si mangia un piatto famoso chiamato Pan Ceu. Sappiamo tutte le scorciatoie per evitare inghippi, sia per attraversare il centro che per raggiungere le varie spiagge. In realtà allunghiamo di molto il percorso, attraversiamo tratti popolati da molte decine di scimmie con relativi piccoli. Le rare volte che ci hanno fermato, la multa è stata una mancia libera di 1-2 dollari (l’atteggiamento della polizia nei confronti dei turisti farang cioè stranieri, è piuttosto benevolo, ma l’umore potrebbe mutare).

 

A me danno molto fastidio quelli che si metttono a bere ininterrotamente fin dalla mattina presto. Ce ne sono anche in Kao Shan road a Bangkok. Quelli sono australiani molto giovani. Qui l’età media è molto alta (credo che superi quella di Abano Terme che è sui 55). Basta non frequentarli, ma si dà il caso che poi anche tra italiani si venga a contatto con fumati, bevuti, goduti e felici, che verso sera si sentono benissimo, parlano scioltamente di varia umanità, e a volte si avventurano   anche in discussioni politiche indisponenti. Da evitare.

 L’anglofono magrissimo che ha passato gli ultimi anni della sua magra esistenza anche notturna al trespolo delle bibite, nel frattempo è morto di infarto e l’hanno cremato. Giorni fa è morto un italiano che beveva circa 5 litri di vino al giorno. Un modo piuttosto lento per suicidarsi. Certo efficace.

Molto rari i giovani, nullafacenti che stanno qui a lungo (ma non lavorano?), misteriosi, isolati, silenziosi, lasciano adito a molte supposizioni: delinquenti? Falliti? Una mia conoscente, una povera scema, decanta di continuo il suo viaggio turistico in Sudafrica; l’unico che abbia fatto. In realtà è stata consigliata di fuggire per un po’ dall’Italia onde evitare il carcere. Appartiene a una dinastia di opulenti falliti dai mirabili Suv. Aprivano sempre nuove aziende intestate a un fratello, nel giro di un paio d’anni fallivano, ne aprivano un’altra intestata a un altro fratello, fino a quando finirono le aziende perché non c’erano più fratelli. Inoltre le loro mogli in genere sparivano portando con sè vari miliardi di lire (sarà vero?)

Non è escluso che tra i vari falliti che si trovano in giro, alcuni abbiano ricchi depositi, (abbiano perduto somme ingenti al gioco), vivano di rendita, siano inattaccabili, specie quelli che hanno rubato e gli è andata bene. Poi ci sono i conoscitori di tutti i cavilli burocratici (ad es.: come godere di circa sei mesi della cassa integrazione, avendo lavorato gli altri sei mesi dell’anno, sembrerebbe strano ma qui ce ne sono. Con 700 euro in certi paesi si vive benino, il clima è ottimo, si sfugge l’inverno padano, le donne non costano niente. Uno shorttime con una ragazza passabile viene 5 dollari. Sì, è squallido, lo so da me, però è così, e la povertà, lo stato di necessità costringe d’ambo i lati a comportamenti impensabili. Ad es.: in prossimità del porto di Sihanoukville, c’è una zona detta Chicken Farm dove si possono incontrare di queste donne. Anche noi ci siamo recati -soltanto in perlustrazione- con la nostra brava moto. La strada oltre ad essere malfamata, è anche infame, sterrata, tutta una buca, quasi impercorribile. Da collegarsi al precipizio in ogni senso. Eppure parecchie di quelle ragazze sono giovani e attraenti. Avrei qualche incertezza sull’igiene e sulla decenza del contesto, però i clienti sono parecchi, (anche italiani). Uno dei problemi è quello di non farsi rubare la moto, come succede sempre più spesso. Ma basta affidarle alle mamme delle fanciulle.

Sopra la collina Victory, vicino al Sakal ci sono un paio di strade fitte di ristoranti affollati, birrerie, locali di ritrovo con ragazze. Molte sere finiamo col trovarci lì, mangiamo discretamente agli stessi tavoli, purtroppo molti sono alticci, gridano, fumano come ciminiere, e specie alcuni italiani fanno discorsi urtanti costellati di bestemmie che alla lunga mettono a disagio. Così sorgono tacite antipatie; e i bevitori -non si direbbe- sono tra i più intransigenti: se vedono qualche soggetto molesto o gloriosus evitano il locale. Quasi picciolo mondo.

 

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