A TREVISO MOSTRA “DAI SAMURAI A MAZINGA”: dall’oro alla latta di LUCIANO TROISIO


Treviso, 10 ottobre 2014

A Treviso, alla Casa dei Carraresi: Mostra dedicata al Giappone. Sono andato in treno nella città tota amorosa, volevo essere presente alla conferenza-stampa riservata ai giornalisti. Poca gente, tono minore, voci fioche e assenza di microfoni, comunicazione fredda, scadente; netta la contrastiva percezione: una grande cultura non troppo esemplificata, rimpicciolita in deliziose stanzette provinciali, integrata da colta autocefala saggistica. Già questo mi ha sinceramente stupito, sebbene non sia la prima volta che, anche in altre città, noto il basso profilo delle conferenze stampa, cui di solito seguono scialbi trafiletti informativi. Inoltre, contrariamente a quanto promesso da quei gran signori, non è seguita la visita guidata per cui mi ero mosso dalla mia preclarissima Padova (che offre quotidianamente varie alte opportunità culturali molto seguite e dove proprio in questi giorni si svolge l’affollatissima Fiera delle Parole, con molti grandi scrittori e celebrità televisive). Davanti all’ingresso un camioncino scaricava ghiaia (forse per lo striminzito giardinetto Zen, da storiella Zen), all’interno fervevano ancora alacremente i tardivi lavori a poche ore dal vernissage. Niente male come inizio.
Devo precisare che l’antica signorile Casa dei Carraresi è un sito davvero straordinario, ma troppo piccolo, insufficiente ad ospitare prestigiose esposizioni, come è stato rilevato molto spesso dagli addetti ai lavori, nonostante gli allestimenti siano sempre ottimamente curati. Ci comunicano che questa sarà l’ultima della serie (di sei esposizioni) dedicata all’Oriente. Probabilmente non la migliore.

n.1Costume_teatro_Nō_periodo_Edo_XIX secolo
Gli organizzatori si ostinano a costiparvi splendidi oggetti delle grandi culture asiatiche: ben quattro mostre a scansione biennale relative alla Cina. Conoscendo la Cina e i suoi musei, posso dire di aver visto nelle mostre di Treviso il meglio della sinica archeologia: reperti e oggetti di altissimo livello -chapeau- e (quasi) sempre autentici (nonostante sia noto che i Cinesi -e gli Asiatici in genere- in perfetta buonafede non esagerano, come i suscettibili europei, la distinzione tra un reperto antico e una discreta copia recente. A non dire di altro, ricordo di aver visitato qualche anno fa a Bangkok, un’esposizione dedicata al mitico Esercito di terracotta. Ebbene: i guerrieri erano false imitazioni, in vendita in vari negozi. Lo stesso avevano fatto molto prima i Cinesi, mandando a Zurigo guerrieri e cavalli falsi. Giustamente gli Svizzeri si erano offesi a morte. Da quella volta in poi i Cinesi mandano in Europa soprattutto guerrieri autentici). Anche noi italiani, quando nel 1983 abbiamo a Pechino organizzato una mostra dedicata al nostro Rinascimento, abbiamo mandato quasi esclusivamente copie. Ma un conto è parlare di fragilissime tele inestimabili e uniche, impossibili da spostare, un conto è inviare all’estero falsi guerrieri di terracotta, i cui originali sono migliaia. Nel 2004 la città di Firenze ha organizzato un’esposizione di alto livello nel quartiere Ueno di Tokyo, prestando molte opere assai preziose: una tavoletta di Giotto, il crocefisso di Michelangelo, un ritratto di Botticelli (“la già creduta la bella Simonetta”). C’erano però alcune copie; anche tra i manoscritti miniati c’erano riproduzioni anastatiche. La mostra era sempre talmente affollata che risultava impossibile avvicinarsi alle opere. (Anche in questo caso spazi troppo ristretti)?

Tenendo conto del fatto che la ricchissima provincia di Treviso ha intensi scambi economico/commerciali con l’Impero di Mezzo, appare logico e lodevole che si interessi anche dell’aspetto culturale. Nonostante molti si pongano la domanda: vista la vicinanza con Venezia, non sarebbe meglio collocare direttamente le mostre in quella città, visitata da 28 milioni di turisti? (Anche Padova e Vicenza soffrono lo stesso problema di incombente prossemica con la città lagunare). Ora la piccola Treviso ha da qualche anno perfino un’università. (Durante le varie vernici mi è sembrato di notare che l’Università Ca’ Foscari, prestigioso Ateneo veneziano, primo in Italia per lo studio delle lingue orientali, abbia cercato di starsene alla larga, ma posso sbagliarmi).

Quando la Casa dei Carraresi ha organizzato la mostra relativa al Tibet, mi sono rifiutato di visitarla perché allestita naturalmente col gentile benestare del comunismo reale di Pechino, [responsabile della rapina, del bombardamento e della sistematica distruzione di oltre 6.000 templi e monasteri spesso antichissimi, per non parlare, tenendo conto di valutazioni prudenti anche se a volte non verificabili, delle centinaia di migliaia di tibetani periti nelle stragi, dei circa 180.000 profughi sparsi per il mondo, dei milioni di cinesi Han trapiantati in Tibet, per cui attualmente i sei milioni di tibetani risultano essere una minoranza assediata nel loro paese da una odiata maggioranza cinese]. In sostanza ha significato (amore per la cultura ma soprattutto) aver tenuto il sacco a chi ha ferocemente annientato dal 1950 in poi, il 90 per cento di tutti i beni culturali del Tibet. Logicamente la mostra fu ritmata da manifestazioni di protesta. Uno scarno comunicato trovato nella cartellina per la stampa, ne sottolinea ancora lo straordinario successo.
Ho atteso all’ingresso che finisse l’aperitivo (forse a base di Prosecco): il mio già notevole stupore è di molto aumentato quando nessuno tra i giornalisti ha sollecitato la visita promessa suscitando infiniti equivoci. Poi uno degli organizzatori mi ha invitato con cortese gelo a visitare la mostra da solo.

Fin dal titolo: “Dai Samurai a Mazinga” (come dire, in sottotitolo: dall’Oro alla latta) si può dedurre che la mostra ha scelto di dare molta importanza al periodo recente. Non è chiaro se gli oltre 500 reperti esposti comprendano anche i troppi giocattoli di plastica e robot della seconda metà del XX secolo, che senza dubbio garantiranno grande affluenza di pubblico giovanile e scolaresche delle primarie. Qualche giocattolo si potrà acquistare alla boutique interna.

n.10_Grendizer_Giappone_1975_plastica_vinilen.9_MAZINGER_Z_Giappone_1973_plastica_vinile
Quando ero ospite dell’Università Imperiale, ho avuto l’opportunità di visitare più volte i principali musei di Tokyo (il Nazionale e specialmente quelli ricchissimi che espongono molte antiche sculture, dove risalta evidente la matrice culturale cinese) rimanendone affascinato, nonostante le didascalie in inglese fossero ridottissime e insufficienti. Conosco anche gli Orientali italiani, ricchi e trascurati (mi pare che il Chiossone di Genova qui non sia nominato; scrivo questa nota senza aver visionato il catalogo (che ai giornalisti non è stato nemmeno mostrato sotto vetro) probabilmente sarà molto preciso e particolareggiato).
Confesso di essere rimasto piuttosto deluso dall’esposizione, nonostante siano molti i reperti di prestigio (ci mancherebbe…), armature, maschere, grafica, eleganti oggettini vari, bambole antiche, tessuti, netsuke, sorpresine Kinder, ecc. Poco di tutto. Nessuna novità per me, certamente di grande interesse per un acritico principiante.
Molto originale l’allestimento che miscela -e in un paio di salette quasi affastella- antico e moderno, illustre pornografia Shunga (vietata ai minori) e bamboline, silografie e miserello giardinetto Zen, sebbene non mi sfugga che in Giappone esistono davvero giardinetti assai minuscoli.

n.8_Beltà_Femminile_Bambola_legno_metallo_metà_XIXsec_Univ_Studi_Padova
Quando ho scoperto che alcune celebri opere grafiche non erano autentiche ma recenti ristampe, sono stato colto da malessere (forse un po’ di ipoglicemia), ho capito che stavo perdendo il mio tempo e me ne sono andato dritto alla stazione senza più nemmeno cercare il catalogo nella deserta boutique.

Hiroshige 2

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

cuoreruotante

Le cose belle hanno il passo lento

Elisabetta P.

Creative storyteller

pagine che amo

Just another WordPress.com weblog

Poeti d'Abruzzo

Focus Po-etico sul territorio abruzzese

from the morning

le passioni infernali mai conosciute prendono fuoco nella casa vicina.

solovignette.it

Quotidiano di satira illustrata

Anna&H

sono approdata qui

Linguaggio del corpo

Bodylanguage & PNL

And Other Poems

New poems to read every week.

filmcritica rivista

cinema filosofia inconscio lingua polis scrittura

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

AnItalianGirl

Sii chi vuoi, ma se sei te stesso è meglio!

Edilio Ciclostile

I buzz into your head

operaidelleditoriaunitevi

Just another WordPress.com site

lagunaweblog

La narrativa è la più esigente delle fidanzate

Nel vento...

Pensieri e dintorni

L'Inconfessabile

ciò che non si può dire lo scrivo

Cristina Khay Blog

La Vita e' un Fiore*

lamentesepolta

0, 1, 2, ecc. - si.tormento@gmail.com

Parole Inconsistenti

Appunti di scrittura di Luca Romano

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

miglieruolo

La vita è sogno

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: