IL MANIFESTO DELLA NUOVA POESIA di AMBRA SIMEONE


E’ con gioia che annunciamo la scoperta di un’altra poetessa giovane di notevolissimo talento, che, per la densità linguistica, per lo stile, per l’intelligenza profonda, per la sorpresa spiazzante contenute nella clausola, ci ricorda uno dei più grandi poerti italiani del secondo Novecento, l’indimenticabile Edoardo Sanguineti.

Questo ci fa ben sperare per le sorti della letteartura italiana, ultimamente ridotta a ben poca cosa.

Il futuro della letteratura italiana è nelle mani di scrittori come Ambra Simeone.

Proponiamo per gentile concessione dell’Autrice, una sua lirica che ci sembra riassumere con graffiante ironia ed estrema condapevolezza ll tormento dei nuovi poeti, un testo che potrebbe valere come un vero manifesto della nuova poesia.

io: pronome personale, singolare e soggetto solamente a me

ve lo dico subito, quel che scrivo non prendiamolo troppo in considerazione,

ma sorge un dubbio, mi sa che scriviamo troppo al singolare, linguaggio privato,

e io che non mi muovo neppure di casa se non lo posto su twitter, ci sarà un motivo,

loro hanno deciso, ora silenzio, ‘sti quattro sciocchi poeti stanno sempre a starnazzare

e c’è chi gli risponde: embè, perché stare zitti? su troppe cose dobbiamo star zitti,

almeno questo concediamocelo, postiamolo su facebook, inviamolo via mail,

nell’etere, per tutta la linea internet, sarà che forse parliamo troppo di noi stessi,

e il mio io è meglio del tuo, perciò sempre lo stesso dubbio, non so se è giusto o sbagliato,

ma più che rispondere a questa domanda complicata, dovrei dire solo quel che penso io,

dirlo nel modo che più mi piace, tanto agli altri non frega un beneamato, e quindi,

non m’importa poi molto, io che scrivo sui blog di poesia “sono un grande poeta”,

citando la frase di Sordi “perché io son io, e voi non siete un cazzo”, ma che bello

avere un po’ di cultura cinematografica, che bello che quando ti manca la parola

proprio mentre ce l’avevi sulla punta, ora ti viene in mente la citazione giusta,

due cose: o scrivi come se nessuno volesse ascoltarti o come se tutti dovessero farlo,

scegli o questo o silenzio, o te o gli altri; e gli altri siamo noi e dobbiamo star zitti

dicono alcuni, per cui io non gli do troppa attenzione, ascolto ma con un solo orecchio,

perché a parlare tutti insieme non ci capiamo più, invece a farlo uno alla volta

almeno uno ha detto la sua, io che se non lo dico a qualcuno non riesco a dire,

io che a cercare un lavoro che mi piace sui siti cercalavoro, non lo trovo mai,

e poi se esiste un tizio che scrive complicato abbiamo bisogno del traduttore,

ma chi si crede di essere lui? io sono migliore, e se ce n’è un’altro che scrive semplice,

e allora chi si crede di essere lui? io sono molto più ricercato, sono molto più poetico,

gente, ve lo dico subito che quello che scrivo, non dovete prenderlo troppo sul serio,

anzi non leggetelo, però m’interessa come la pensate, io sono io e voi siete meglio,

e non c’è altro da dire né da scrivere dicono loro, silenzio, io invece dico il contrario

di quel che penso, la maggior parte delle volte sono contraddittoria, io non ci sono,

io sono qui sulla carta, sono qui sul blog, sono qui in casa, io non ci sono, io.

Ambra Simeone è nata a Gaeta il 28-12-1982 e attualmente vive a Monza. Laureata in Lettere Moderne, ha conseguito la specializzazione in Filologia Moderna con il linguista Giuseppe Antonelli e una tesi sul poeta Stefano Dal Bianco. Collabora con l’Associazione Culturale “deComporre”. La sua prima raccolta di poesie “Lingue Cattive” esce a gennaio del 2010 per i tipi della Giulio Perrone Editore di Roma. Del 2013 è la raccolta di racconti “Come John Fante… prima di addormentarmi” per la deComporre Edizioni. La sua ultima raccolta di quasi-poesie esce quest’anno per deComporre Edizioni con il titolo “Ho qualcosa da dirti – quasi poesie”. È co-curatore de “Il Gustatore – quaderni Neon-Avanguardisti” che hanno ospitato Aldo Nove, Giampiero Neri, Peppe Lanzetta, Giorgio Linguaglossa, Paolo Nori e molti altri. Per deComporre Edizioni sta curando un progetto multi-antologico attorno al tema della scrittura dal titolo “Scrivere un punto interrogativo”. Alcuni suoi testi sono apparsi su riviste letterarie nazionali e internazionali tra le quali l’albanese Kuq e Zi, la belga Il caffè e l’americana Italian Poetry Review e su antologie; le ultime due per Lietocolle a cura di Giampiero Neri e per EditLet a cura di Giorgio Linguaglossa. Sulla sua poesia si sono espressi: Gian Ruggero Manzoni, Franca Alaimo, Giampiero Neri, Giorgio Linguaglossa, Claudio Damiani, Nazario Pardini, Marzio Pieri.

Copertina

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3 thoughts on “IL MANIFESTO DELLA NUOVA POESIA di AMBRA SIMEONE

  1. INES SITZIA ha detto:

    Più che poesia mi sembra una riflessione personale,introspettiva, dubbiosa, profonda.
    Un nuovo modo di esprimersi.

  2. Alvise Fretti ha detto:

    Esserci e non esserci. Questo è il destino disperso nell’etere di chi sente come individuo ma è anche assolutamente consapevole di non contare niente in una totalità disumanizzante. Ma è qui che l’urlo soffocato del singolo diventa poesia di una intera umanità. Noi non siamo niente ma allo stesso tempo ognuno di noi può diventare la voce di tutta l’umanità. Complimenti.

  3. leopoldo2013 ha detto:

    Certamente non “parole in libertà” , ma parole e libertà ; libertà di chiamarsi fuori – linguistica(mente) – dall’ordine costituito e dai vari canoni allineati e coperti …
    La via indicata da Ambra Simeone ha sicuramente un futuro a cui molti di noi rivolgono non generica solidarietà ma convinta empatia .
    grazie –
    leopoldo attolico –

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