RIUSCIRA’ IL COMICO A REDIMERCI? -ITALIANO MEDIO- DI MACCIO CAPATONDA SBIANCA AI BOTTEGHINI – di MASSIMO PAMIO


Il fenomeno culturale più interessante del momento in Italia non è dato da un nuovo movimento filosofico o di pensiero, bensì da Maccio Capatonda, alias Marcello Macchia, che dopo aver spopolato per anni sul web con la parodia dei trailer cinematografici e poi con la proposta di brevi video comici macchiettistici, ispirati dalla farsesca semitragica perenne diretta del Paese Italia-TV, ovvero di un paese in bilico tra realtà e finzione televisiva, in cui ormai tutti vivono come su di un palco di Sanremo, molti cercando di occupare la scena dell’esibizione, molti altri incalzando per assistere da coprotagonisti senza pagare e senza incassare nulla, altri facendo di tutto questo un vitalizio, altri facendo finta di niente, ebbene, nonostante dopotutto questo, Maccio Capatonda si è arroventato nella regia di “Italiano medio”, che ha “sbiancato i botteghini”, con favolosi incassi, film divertentissimo di cui parla lo stesso autore in un’acuta intervista rilasciata ad Arianna Finos di “Repubblica”: “Mi nutro dei media più che della realtà”, afferma il regista attore, comico e sceneggiatore. L’italiano medio “è un uomo confuso sollecitato dal quotidiano bombardamento di stimoli mediatici, che vorrebbe cambiare il mondo perché sa che tantissime cose non funzionano, ma il giorno dopo ha dimenticato tutto, e si dà ai piaceri della promiscuità”. Meglio di lui, Nonciclopedia definisce l’italiano medio come un omologato, di cui “riesce a essere persino più spaventoso. Mentre l’omologato si fissa su una singola moda o un singolo tormentone (salvo cambiare quando i produttori di omologati impongono che non sia più considerato trendy) e lo fa più che altro per farsi accettare dai suoi simili, l’italiano medio non segue una moda o un tormentone specifico, ma si lascia trascinare da ciò che capita. Inoltre, contrariamente all’omologato, non lo fa per emulazione, ma proprio perché gli viene naturale, senza avere secondi fini quali l’accettazione sociale”. L’italiano medio non è la specie che ha realizzato la profezia di Flaiano “il futuro è dei cretini”, non è un cretino allo stato puro, è invece l’uomo qualunque realizzato, il “chiunque” della rivista letta da alcuni “italiani medi” nel film: pericolosamente opportunista, ribaldo, sbruffone, forte con i deboli e sottomesso con i forti, privo di coscienza civica e sociale, pronto a nascondere la mano che ha lanciato la pietra, ipocrita, pessimo padre di famiglia, pessimo figlio, pessimo vicino di casa. Capatonda lo coglie così come ce lo svela un’intervista di una giornalista del TG, oppure una confezionatrice di format televisivi come Maria De Filippi, talent scout per eccellenza dell’italiano medio televisivo, quello che scalpita per i quindici minuti di popolarità che oggi spetterebbero a “chiunque”, appunto. L’italiano mediochiunque di Capatonda appartiene alla televisione, è una nuova specie umana che ha subito un progressivo divoramento da parte dei mass media della sua coscienza, preda in alcuni decenni dei falsi fasti televisivi, consumatore infantile e sprovveduto, vittima d’ogni verità propinata dal mondo dello schermo, figlio dello schermo, partorito dallo schermo, rigettato dallo schermo in un reale che ormai non gli appartiene più se non attraverso le fioche luci di bar, discoteche, centri commerciali, alberi natalizi che gli ricordano la ribalta. Se da una parte Capatonda assolve l’italiano mediochiunque televisivo dai suoi peccatucci di incoerenza e di confusione, che gli derivano “dalla mancanza di una verità” sociale, dotato di una faccia da cretino che buca lo schermo, dall’altra egli lo descrive come “una persona confusa, bipolare o tripolare. Oscilla tra la voglia di cambiare le cose e quella di sbattersene. Lo penso anche di me stesso”. L’approccio di Capatonda è cinico, ma anche chapliniano, laddove, in un mondo di approfittatori, si erge la ostinata separatezza del protagonista Giulio Verme, uomo integerrimo, che ha tutti contro, ma ostenta “l’arroganza che deriva dall’essere minoranza. È anche uno Charlot di oggi. In Tempi moderni Chaplin lavorava i prodotti, il mio eroe lavora col pattume, alla raccolta differenziata. Su quel nastro trasportatore oggi c’è la necessità di smaltire i prodotti che sono stati fabbricati”. Chi vuole cambiare il mondo diventa pericolosamente arrogante e solitario. Il finale last minute è happy hour, la speranza vince sul Male, anche se il nemico non è sconfitto, è solo conquistato dai progetti del buono, che procureranno profitti a tutti. Il comico resta uno dei pochi mezzi a disposizione per cercare di separare la realtà dalla finzione televisiva in cui ormai troppi vivono nel nostro Paese. Chissà se riuscirà, con l’aiuto di Maccio Capatonda, a redimerci, a salvarci dall’italiano medio televisivo che cresce dentro ognuno di noi. Chi vivrà, riderà.

ITALIANO MEDIO DI MACCIO CAPATONDA

ITALIANO MEDIO DI MACCIO CAPATONDA

Annunci

2 thoughts on “RIUSCIRA’ IL COMICO A REDIMERCI? -ITALIANO MEDIO- DI MACCIO CAPATONDA SBIANCA AI BOTTEGHINI – di MASSIMO PAMIO

  1. leopoldo attolico ha detto:

    Ottimo Massimo ! Mi sei piaciato !( Petrolini ) Dev’essere un gran bel film , da non mancare . Un caro saluto
    leopoldo –

  2. sabatino ciocca ha detto:

    Un’analisi lucidamente vera, alla faccia di tanti intellettualucci che s’ostinano ancora a nutrirsi dei soliti triti riti conditi con le solite spezie per coprire il sapore del pasto ormai inacidito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

cuoreruotante

Le cose belle hanno il passo lento

Condìta Armonia

Autobiografia culinaria

pagine che amo

Just another WordPress.com weblog

Poeti d'Abruzzo

Focus Po-etico sul territorio abruzzese

from the morning

le passioni infernali mai conosciute prendono fuoco nella casa vicina.

solovignette.it

Quotidiano di satira illustrata

Anna&H

sono approdata qui

Linguaggio del corpo

Bodylanguage & PNL

And Other Poems

New poems to read every week.

filmcritica rivista

cinema filosofia inconscio lingua polis scrittura

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

AnItalianGirl

Sii chi vuoi, ma se sei te stesso è meglio!

operaidelleditoriaunitevi

Just another WordPress.com site

lagunaweblog

La narrativa è la più esigente delle fidanzate

Nel vento...

Pensieri e dintorni

L'Inconfessabile

ciò che non si può dire lo scrivo

Cristina Khay Blog

La Vita e' un Fiore*

lamentesepolta

0, 1, 2, ecc. - si.tormento@gmail.com

Parole Inconsistenti

Appunti di scrittura di Luca Romano

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

miglieruolo

La vita è sogno

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: