SE N’E’ ANDATO L’ULTIMO RE(MO) DI ROMA


Remo Remotti è stato l’ultimo Re(mo) romano, se n’è andato per sempre, un duro colpo per noi che credevamo nella sua immortalità come l’unica eccezione alla regola.

Gigante buono, amava i giovani come se fossero tutti suoi figli, a tutti donava un piccolo oggetto, un piccolo dono; da una parte soddisfaceva la sua passione per gli amici, dall’altra copriva un senso di colpa per il fatto di non essere con i poveri, accanto ai poveri. In realtà, oltre che pauperista, Remo aveva un senso della paternità senza confini, arricchito da un amore per la vita smodato, contagioso; la sua energia viva, esplosiva la disperdeva in mille rivoli, dalla recitazione in teatro e al cinema, all’arte, alla pittura, alla scultura, alla scrittura – aveva la fissa dell’autobiografia fin da giovane! ma poi gli toccava rimaneggiarla, aggiungendo sempre altri capitoli della sua esperienza umana – alla poesia, alla spiritualità: le sollecitazioni erano tante e incontrollabili, l’amore per la vita e per le donne, la curiosità per ogni aspetto dell’esistenza.

Esuberanza che non lo rendeva superbo, perché tutto mitigava con un senso dell’umorismo straordinario, perfino becero, sboccato, osceno: Remo non conosceva il peccato, non conosceva l’immoralità perché profondamente sincero, vero, gioioso, giocoso e infantile, e i bambini, si sa, sono innocenti.

A noi, che abbiamo avuto la fortuna di pubblicare numerosi suoi libri, lasciava messaggi in segreteria strepitosi, divertenti, prendendoci spesso per i fondelli, con parole irriferibili, con i suoi inimitabili gridolini, i suoi falsetti. Li conserviamo gelosamente come un cimelio: a dire il vero, li provocavamo, perché quando ci chiamava, identificando il suo numero di telefono, non rispondevamo volutamente, proprio per collezionare i suoi fantastici messaggi. Li facevamo ascoltare a tutti gli amici, con grande divertimento comune, che metteva tutti di buonumore e rinsaldava tra di noi il suo culto.

Sì, Remo era carismatico, uomo di culto, molto amato dai giovani perché, nella sua esuberanza, nei suoi eccessi, nell’esercizio del suo linguaggio boccacesco, si rivelava più giovane e sincero di loro, un bohémien figlio dei fiori, che predicava pace e amore.

Ci ha donato tantissimi oggetti, insegnamenti, da una cassetta per la meditazione, al consiglio con cui ci suggeriva di recarci in chiesa dopo una cerimonia festosa appena dopo che si era svuotata dei presenti, per prendere tutta l’energia positiva che vi si era accumulata. Un maestro di vita.

Siamo rimasti tutti stupiti favorevolmente dalle manifestazioni di affetto che intere schiere di registi, attori, scrittori, artisti hanno espresso oggi mercoledì 24 giugno in occasione del saluto presso la camera ardente in Campidoglio e della cerimonia funebre che si è svolta nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, nota come Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma. Migliaia di persone hanno reso omaggio, tra quelle centinaia di giovani, dei quali molti in lacrime; si sono susseguite testimonianze straordinarie. Alla fine, la lettura da parte della figlia Federica di un testo di Remo trovato fra le carte nei cassetti, che sembrava scritto appositamente per tutti gli amici nel caso della dipartita, una specie di testamento spirituale in cui esortava tutti ad amare la vita e a pensare positivamente, se è vero che noi siamo ciò che pensiamo. E’ scaturito spontaneo, senza retorica, un applauso che è durato quindici minuti, forse l’applauso più lungo della esperienza terrena della vita di Remo, un applauso sincero, vero, esplosivo, incontrollabile come era lui. Sembrava che nessuno volesse smettere per non lasciare che Remo fosse portato via per sempre.

Quando tutti sono usciti, io e mia moglie abbiamo seguito ancora una volta uno dei suoi consigli che non conoscevamo, citato dal parroco (che ha tenuto un’omelia dolcissima, poetica, profondamente sentita). Ci siamo tolti le scarpe e siamo tornati in quel luogo sacro, a piedi nudi, come lui voleva.

Di tutto l’evento quel che ci ha colpito maggiormente è stato quando il parroco, dopo aver richiesto un momento di silenzio e di preghiera per lo spirito di Remo, mentre tutti avevano chinato il capo e a occhi chiusi meditavano, un raggio di sole improvvisamente ha illuminato tutta la chiesa. Un piccolo miracolo.

(Massimo Pamio)

IMG_6213

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Emergenza Cultura

In difesa dell'articolo 9

cuoreruotante

Le cose belle hanno il passo lento

Elisabetta P.

Creative storyteller

pagine che amo

Just another WordPress.com weblog

Poeti d'Abruzzo

Focus Po-etico sul territorio abruzzese

from the morning

le passioni infernali mai conosciute prendono fuoco nella casa vicina.

solovignette.it

Quotidiano di satira illustrata

Anna&H

sono approdata qui

Linguaggio del corpo

Bodylanguage & PNL

And Other Poems

New poems to read every week.

filmcritica rivista

cinema filosofia inconscio lingua polis scrittura

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

AnItalianGirl

Sii chi vuoi, ma se sei te stesso è meglio!

Edilio Ciclostile

I buzz into your head

operaidelleditoriaunitevi

Just another WordPress.com site

lagunaweblog

La narrativa è la più esigente delle fidanzate

Nel vento...

Pensieri e dintorni

L'Inconfessabile

ciò che non si può dire lo scrivo

Cristina Khay Blog

La Vita e' un Fiore*

lamentesepolta

0, 1, 2, ecc. - si.tormento@gmail.com

Parole Inconsistenti

Appunti di scrittura di Luca Romano

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

miglieruolo

La vita è sogno

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: