FRANCESCA FIORI E L’IO, nota di Massimo Pamio


Francesca “Samsa” Fiori, giovane poetessa, in questo breve poemetto o manifesto poetico generazionale dal titolo emblematico, “Chi sei”, fa dell’intelligenza un uso particolare, non strumentale, non si arresta ad inquadrarla nell’ottica unidimensionale di un sistema perfetto che la riconosce e illumina in base alle capacità omeostatiche di adattamento al funzionamento generale; secondo l’attuale principio vigente e normativo infatti l’intelligenza deve essere utile non al singolo, ma alla comunità, bisogna sfrondare gli orpelli, gli eccessi dell’intelletto, le domande fuori posto, le curiosità imbarazzanti, la voglia oscena di sapere e di conoscere, occorre eliminare tutte le anomalie che l’intelligenza potrebbe generare nella mente, andando a provocare frizioni e scintille nel meccanismo oliato della Grande Macchina Desiderante che ci guida verso le magnifiche sorti e progressive. Mai chiedersi chi siamo, perché potremmo mettere in dubbio la finzione della carta d’identità, della patente, della carta di credito e di tutti gli altri strumenti che costituiscono la nostra vera identità politicamente corretta. Perché chiedersi chi siamo? Cui prodest? Eppure Francesca ricorda che alle scuole elementari ci facevano svolgere dei compiti in classe o a casa: “parlami di una tua giornata”, “la mia famiglia”, “le mie vacanze”. Che cos’è mio? Chi sono io? C’era dunque un maestro che inconsapevolmente andava contro corrente, instillandoci il dubbio. Francesca con ironia sferzante e con audacia si oppone all’appiattimento globale in corso a quella Mente Globale che probabilmente vuole renderci tutti uguali e senza personalità, eccettuate le piccole differenze legate alle scelte di consumo e di mercato, per cui rischiamo di essere le nostre scarpe firmate, di coincidere in tutto e per tutto con il vestitino a fiori. Un poemetto che lancia la nostra Francesca tra le voci più interessanti della giovane poesia italiana (Massimo Pamio).   

 

 

Chi sei

 

Mi domandano chi sei

a casa, a scuola, alle poste, in fila alla cassa 4 del supermercato, all’ingresso dei locali…

i proprietari delle case in affitto

5 x 7, l’impiegata al desk informazioni dell’università

3 x 4, per non disperdere identità.

 

Strade polverose,

metropoli assordanti e disattente,

inquadrature fuori fuoco:

rosso, rosa rossa resina

asfalto blu

rosso

blu

sogno

[…]

 

Censura.

 

Inserire nel modulo nome e cognome,

nome e cognome,

nome e cognome

e sottoscrivere,

sottoscrivere,

sottoscrivere la verità,

non stai mentendo

quella sei tu,

riassunta in un pezzo di carta,

non stai mentendo

quella sei tu,

di altezza media,

sei tu con i capelli castani,

non stai mentendo

quella sei tu,

senza segni particolari,

non stai mentendo.

 

.Carta d’identità

via di residenza

età

lavoro

data di scadenza.

 

Straniante concetto d’amore.

 

Ti chiami,

sei nata,

vivi…

 

Vivere:

verbo intransitivo attivo,

necessario è il riferimento solo al soggetto.

 

Io mi reggo da sola,

ma tu mi regoli:

mi hai dato la forma di quei mattoncini colorati che ci facevano usare alle scuole elementari per imparare a fare le operazioni,

somme sottrazioni

l’unità era un cubetto bianco

uno.

Astrattismi geometrici

presupposti per una Scolastica moderna

presupporti per contenere l’ansia.

 

Sono.

 

“Descrivi chi sei”

mi chiedevano le tracce dei temi d’italiano fino alla terza media:

sono Francesca,

sono nata troppo presto

al confine con la primavera,

al confine tra me e te

quando tu hai smesso

di essere noi

e io

ho smesso di essere te,

adesso siamo

io e te, incellofanate

dalle nostre pelli elastiche poco idratate

per una migliore conservazione,

per una migliore conversazione,

paghiamo anni di terapia

per una migliore comprensione

dell’altro,

ci deformiamo con educazione

ma non puoi insegnarmi l’empatia.

 

Connessione remota.

Sono.

 

Peso troppo per fare la ballerina

pesavo già troppo quando ancora non avevo un peso,

Statica è la parte della meccanica che studia le condizioni di equilibrio di un corpo,

le condizioni necessarie affinché un corpo resti in equilibrio,

affinché un corpo resti,

anche dopo l’intervento di forze esterne

resti,

in equilibrio

resti,

resti,

resti,

resti.

Resti abbandonata dopo la resistenza armata contro l’esercito

della tua morale,

resto, Antigone,

oltre il terrorismo delle televisioni,

nonostante gli attentati della società masochista,

fobofobia,

facoltà di creare libere aggregazioni

contro le malattie degli umani,

contro le lacrime degli umani,

contro le gravidanze casuali delle bambine di seconda generazione,

post adolescenze eterne,

asfissia

donna

donna

crocevia dell’assenza.

 

Ho i piedi lunghi come troppe altre donne

non troverò mai il mio numero tra le rimanenze in saldo,

mi servono delle scarpe.

 

Sono.

 

Essere ha un significato proprio

non solo ausiliare,

sono

recintata nei confini del tangibile

incapace di comunicare,

sono

inciampata tra le tue storie, anche stanotte

tra i tuoi ricordi, non ho dormito,

sono

resistente agli spigoli,

pieghevole come le sedie da giardino,

santa come le donne duecentesche,

claustrofobica come te in ascensore, io avevo 6 anni e tu un attacco di panico,

depressa come l’economia mondiale dopo la crisi economica del ’29.

 

Sono.

Non stai mentendo.

 

Come faccio a spiegare chi sono

se mi chiedete di farlo dandomi un numero massimo di parole da usare?

Senza uscire dalla riga tratteggiata, barrare la casella giusta M o F…

Come faccio ad essere sincera

se posso usare solo 5 colori per descrivere i miei occhi?

Come non sentirmi sola

se nessuno mi domanda come…

come stai?

francesca-samsa-fiori

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One thought on “FRANCESCA FIORI E L’IO, nota di Massimo Pamio

  1. Giancarlo Bufacchi ha detto:

    Un mio alter ego al femminile. Un alter ego universale. Un senso di isolamento e disagio che deriva dall’inevitabile essere soli con se stessi, spesso volontariamente, forse per non soffrire la solitudine di tutti. E poi l’essere reale, l’essere immaginato, quello di carta, numero, codice. E siamo tutti codici. Ma questo non è che catalogo, legge , controllo, oppressione. Forse si è reali solo nel rifiuto . Come stai?

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