IL SIGNOR DIAVOLO PUPI AVATI AL MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE


Sarà Pupi Avati l’ospite della cerimonia di premiazione della XIX Edizione del Premio lettera d’Amore patrocinato dal Comune di Torrevecchia Teatina e dal Museo della Lettera d’Amore con l’organizzazione dell’Associazione Culturale AbruzziAMOci.

Giovedì 8 agosto, alle 20 e 30, si terrà la cerimonia di premiazione, nel Parco “S. Karol” del Palazzo del Marchese Valignani di Torrevecchia Teatina, nel corso della quale si ascolterà la lettura da parte degli attori Antonella De Collibus e Alessio Tessitore delle lettere vincitrici, presenterà il giornalista della RAI Nino Germano. Presiederà il Sindaco dell’Amministrazione Comunale, Dottor Francesco Seccia.

Nella difficile scelta dei vincitori, si è cimentata la giuria composta da Tonita Di Nisio, Marcella Lacanale, Massimo Pamio, Massimo Pasqualone, Lucilla Sergiacomo, idealmente presieduta dal prof. Vito Moretti in memoriam.

Vincitrice della XIX edizione è stata eletta Rita (Ghita) El Khayat, scrittrice di fama internazionale; al secondo si classificano ex aequo Miriam Fragomeni e Gabriele Di Giorgio, al terzo ex aequo Francesco Mosconi e Angela Flori. Premi speciali per: Adriana Aurilia, Ida Cupido, Laura D’Angelo, Anna De Medio, Monica Di Fabio, Olivetta Gerometta, Mariaester Graziano, Simone Ignagni, Lisa Laffi, Barbara La Mastra, Ottavio Marandino, Maria Anna Mastrodonato, Alessandra Nepa, Giorgia Pellorca, Simona Rea, Maria Saracino. Sono stati segnalati per il loro valore letterario i testi di: Clelia Accardo, Veronica Agnoletti, Annamaria Albertini, Mauro Barbetti, Rosanna Capri, Loredana Cornacchio, Claudia D’Angelo, Anna Maria Deodato, Carlotta Desario, Tino Di Cicco, Assunta Di Cintio, Michele Di Virgilio, Maila Ermini, Laura Ficco, Simonetta Gallucci, Roberto Gavelli, Francesca Giubilei, Lucia Ielpo, Tiziana Iemmolo, Manuela Minelli, Kassandra Molinaroli, Cristina Orlandi, Fatima Rocio Peralta Garcia, Gabriella Pison, Daniele Poto, Margherita Sbrogiò, Gabriella Schiavone, Sara Simeoli, Maria Cristina Sinibaldi, Clementina Tirino, Anna Maria Veit.

Saranno altresì premiati gli studenti delle scuole partecipanti; gli alunni della scuola primaria di Torrevecchia Teatina classi terze delle insegnanti Stefania Turilli, Sara Marcantonio, Anna Iarussi, gli studenti discenti della prof.ssa Monica Ferri della scuola secondaria di primo grado “Cesare De Lollis”: Mario Grifone, Tiziano D’Andrea, Enrico M. D’Orazio, Loris Masciulli, Daniele De Matteis, Leonardo Ciommo, Roberto Di Fabio, Mattia Gariffo, Lorenzo Gambatese, Riccardo Graziosi, Matteo Valente; gli studenti dell’Istituto Statale “I. Gonzaga” della prof.ssa Antonella Di Sipio: Sara Livrieri, Lucrezia D’Andrea, Deborah Fondi, Federica Di Renzo, Francesca Sciubba, Federica Parente, Lorenza Pascucci.

Rita (Ghita) El Khayat, figura universalista di spicco, è considerata tra le più importanti intellettuali del mondo arabo e non solo. Scrittrice, antropopsichiatra, psicoanalista, antropologa e scienziata, nata a Rabat, ha avuto l’opportunità di frequentare le migliori scuole moderne di lingua francese, culminando nella sua laurea alla scuola di medicina. Durante i suoi studi è stata la prima donna di lingua francese, impegnata come radio speaker, TV e artista del cinema,. Prima donna psichiatra in Maghreb, a Casablanca esercita la professione di medico psichiatra, specializzazione che ha conseguito a Parigi, come allieva prediletta di Georges Devereux, creatore mondiale dell’etnopsichiatria e uno dei trenta eredi di Freud, ufficialmente ricnosciuti; anche laureata in  medicina del lavoro ed ergonomia e in medicina spaziale a Parigi, dove ha inoltre conseguito il Dottorato in antropologia del mondo arabo, presso l’Ecole des hautes etudes en sciences sociales (Ehess/Paris). Docente presso università italiane, americane e canadesi, creatrice della cattedra di «antropologia della conoscenza e del sapere», è membro del dipartimento degli studi femministi de l’Uqam, università del Quebec, Canada. Ha scritto 40 libri e circa 700 articoli. Nel 1999 fonda l’Association Aïni Bennaï per diffondere la cultura in Maghreb e nel 2000 anche le Editions Aïni Bennaï. Nel 1999 è stata la prima donna nella storia del Marocco a scrivere a un sovrano la nota ‘epistola di una donna a un giovane monarca’, tradotta spontaneamente in 14 lingue. La lettera è stata indirizzata al giovane re, Mohammed VI, quattro mesi dopo la sua incoronazione, scritta per contrastare un movimento islamista e reazionario che voleva il ritorno a casa delle donne.
Nove mesi prima dell’11 settembre, Rita El Khayat ha scritto la “Lettera aperta all’Occidente”, espunta all’ultimo minuto da un editore francese, poiché considerata irricevibile dall’Occidente e successivamente a tale data, pubblicata in diverse lingue nel mondo. Nel 2006 ha ricevuto la cittadinanza onoraria italiana, conferitale dal Presidente Giorgio Napolitano, come figura d’eccellenza che si è distinta nel nostro Paese per meriti speciali in campo sociale, scientifico e culturale. È stata candidata al Premio Nobel per la Pace 2008. È anche cittadina onoraria di Pescara dal 2007.

PUPI AVATI, all’anagrafe Giuseppe Avati, è nato a Bologna nel 1938, figlio di un antiquario bolognese e fratello maggiore di Antonio, sceneggiatore e produttore. È sposato con Nicola, così chiamata in onore del nonno molto amato.

Esordisce come clarinettista jazz nella Doctor Dixie Jazz Band, carriera a cui rinuncia dopo l’ingresso nella band di un talentuoso allora sconosciuto, Lucio Dalla.

Illuminato dalla versione di 8 1/2 di Federico Fellini tenta la strada del cinema.

Nel 1975 collabora alla sceneggiatura di Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. Inizia l’ascesa con La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (1975) con Ugo Tognazzi; La casa dalle finestre che ridono (1976) diventa film cult per gli appassionati di cinema noir.

Pupi Avati può vantare ad oggi più 50 film diretti e 51 sceneggiature scritte. Presiede la Fondazione Federico Fellini, nata nel 1995 in memoria del grande regista riminese, che aveva esercitato grande influenza sullo stesso Avati e che gli era divenuto amico negli ultimi anni di vita, al punto che, come dichiara lo stesso regista, avevano concertato di girare un film in segreto per poi diffonderlo successivamente. L’amore e la passione per la musica e per la propria città lo hanno accompagnato per tutta la vita: il regista spesso gira i suoi film a Bologna ed è solito inserire in essi numerosi riferimenti musicali, ispirandosi direttamente, in alcuni casi, a questa sua esperienza (come ad esempio in Ma quando arrivano le ragazze?). Sempre questo amore per la musica e in particolare per il Jazz, lo porterà a scrivere e dirigere il film TV Jazz Band nel 1978 e, nel 1991, Bix – Un’ipotesi leggendaria, dedicato alla figura di Bix Beiderbecke.

FILMOGRAFIA

Tra i suoi film più rappresentativi:

  • Una gita scolastica (1983) con Carlo Delle Il film viene premiato con 2 Nastri d’argento : uno per la miglior regia e uno per il miglior soggetto originale.
  • Regalo di Natale (1986).
  • Storia di ragazzi e ragazze (1990) vincitore di 2 Nastri d’argento: uno per la miglior regia e uno per la miglior
  • Il testimone dello sposo (1998).
  • Il cuore altrove (2003) David di Donatello come miglior
  • Il papà di Giovanna (2008).
  • Il figlio più piccolo (2010).
  • Una sconfinata giovinezza (2010).
  • Il cuore grande delle ragazze (2011).
  • Il bambino cattivo (2013).
  • Un ragazzo d’oro (2014) con Sharon Stone e Riccardo Scamarcio, vince il premio come miglior sceneggiatura dell’anno a Montreal al World Fim Festival in
  • Il fulgore di Dony (2017).
  • Il Signor Diavolo, appena uscito nelle sale cinematografiche.

Ha scritto anche romanzi:

  • I cavalieri che fecero l’impresa (da cui trae anche l’omonimo film nel 1999).
  • una sua biografia Sotto le stelle di un
  • La grande invenzione (2013).
  • Il ragazzo il soffitta (2015).
  • Il Signor Diavolo (2018), da cui il film omonimo in uscita.

Pupi Avati 8.jpg

 

 

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