DAVID E GOLIA: IL CORONAVIRUS E L’UOMO (di Massimo Pamio)


Il coronavirus è riuscito a bloccare l’uomo. Un’invisibile creatura dell’aria a cui assegnerei provocatoriamente il nomignolo di “David”, con un sol colpo di fionda ben assestato, ha atterrato ed è riuscita a bloccare Golia, l’onnipotente e invincibile mostro umano.

La questione del coronato David ha distolto il nostro interesse da un semplice fatto molto più inquietante: quest’anno, il mese di febbraio è stato quello più caldo e arido che si ricordi, per di più c’è stata un’invasione di cavallette che ha devastato i campi di un continente intero, mentre la cimice cinese e la xylella continuano a insidiare produzioni agricole, e l’ape, la maggiore impollinatrice e facitrice di vita tra tutti gli insetti, si sta estinguendo.

Ebbene, già si sentono le voci di coloro che ammoniscono sull’andamento delle borse e delle finanze affermando la necessità impellente di riprendere immediatamente a produrre, con lena maggiore, in nome del Progresso, della Civiltà, dell’Economia, dello Sviluppo, dello Spread, degli Affari, della Moneta.

La natura ci ha avvisati, in modo chiaro e perentorio. La nostra specie sta causando danni irreparabili all’ambiente, e questo non è tollerabile dalle leggi naturali.

Noi dobbiamo adempiere a un dovere importante, dobbiamo fermarci e riflettere.

I potenti non sentono?

Allora, dopo la fine della pandemia, scendiamo in piazza, come fanno i ragazzini per difendere il loro futuro.

Decidiamo tutti insieme di fermarci per pensare a un mondo diverso, migliore, che rispetti responsabilmente e veramente l’ambiente, prima che altre immani tragedie colpiscano la nostra specie.

Scendiamo tutti in piazza, un giorno, accanto ai giovani di Fridays For Future.

Che gli agricoltori abbandonino le campagne, gli operai le fabbriche, gli autotrasportatori i camion, gli operai le fabbriche, gli impiegati gli uffici, che tutti si riversino nelle piazze e per le vie e i sentieri in un solo grande abbraccio al pianeta. Facciamo sentite la nostra voce a coloro che non sentono, a coloro che vivono non per la gioia di vivere ma solo in funzione del Denaro, degli Affari, della (Falsa) Ricchezza.

Una sola voce deve percorrere il pianeta: difendiamo il Dono della Vita per il rispetto di tutte le specie viventi, così come abbiamo fatto in Italia tutti noi, restando tappati dentro casa per evitare sì il diffondersi del contagio, ma anche e soprattutto per compiere un gesto di profondo rispetto nei confronti di vecchi e ammalati, i più vulnerabili.

Comprendiamo di essere noi, la specie umana, la specie più vulnerabile.

Vi prego di diffondere questo messaggio di cosciente consapevolezza.

 

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One thought on “DAVID E GOLIA: IL CORONAVIRUS E L’UOMO (di Massimo Pamio)

  1. Anna Maria Dell'Agata ha detto:

    Caro Massimo Pamio, mi trovi in assoluta simpatetia e ti ricordo che mio padre, Mario Dell’Agata, quando fu presentato a Roma e in Abruzzo il suo libro di poesie in dialetto abruzzese ( Pecure e pastore ,Itinerari Lanciano 1979) fece un discorso che sintetizzo così:
    Basta con le corse accelerate al progresso! L’umanità ha bisogno di una grande Pausa; in questa Pausa deve nutrirsi di Archeologia, intendendo la pappa reale della cultura del passato e di Agricoltura, cioè di un sano rapporto con la terra e l’ambiente.

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