RICOMINCIO DA ME


La quarantena collettiva che ha costretto gli italiani a svolgere lo stesso lavoro, quello del casalingo, ha influito negativamente sulla mente di moltissime persone, che scalpitano, sbuffano, si infuriano, perché rivogliono la loro vita.

Perché, com’era prima? Se andiamo a investigare le vite di costoro, scopriamo che erano costituite della più piatta banale ripetitività di gesti, consuetudini, attività, doveri quotidiani: andare al lavoro, accompagnare i bambini a scuola, fare la spesa, preparare il pranzo, visitare i parenti, un salto in palestra, il venerdì sera in pizzeria, il sabato al cinema, la domenica con i parenti.

Qual è allora il problema?

Il problema è che in questi momenti in cui si resta soli, si scoprono le proprie frustrazioni, un matrimonio ormai divenuto routine, il rapporto con i figli costituito da mancanza di dialogo, e via dicendo, e ci si ritrova di fronte alla propria coscienza, a fare i conti con se stessi e con la propria vita e si prova una maledetta Paura. Questa è la vera Paura di questi giorni, non quella provocata dal coronavirus bensì il sentimento di sgomento che si avverte nel dover essere sinceri con se stessi, di ritrovarsi nella compagnia scomoda della solitudine, di fronte a pensieri rimossi, a desideri tacitati, a speranze tradite, a illusioni disattese, a un fondamentale atteggiamento di ambiguità e di falsità nei confronti di se stessi e dei propri cari.

C’è un film, Groundhog day, di cui è stato realizzato un rifacimento italiano, E’ già ieri, in cui il protagonista scopre che ogni giorno si ripete esattamente uguale al precedente, come in un incantesimo.

È la realtà di tanti, forse di tutti noi, ma nel momento in cui veniamo posti di fronte al problema, ne restiamo sgomenti, irritati, inferociti come accade oggi a tante persone costrette a restare a casa e a riflettere sulla loro esistenza ripetitiva.

Dovrebbe servire, questa lezione, a cercare di cambiare la propria vita, non tanto a darle una scossa quanto a comprendere che ciò che conta non è occupare il tempo di mille impegni per dimenticare di non vivere, ma a cercare una nuova via, a riprendere il contatto con il mondo, a scoprire quel che veramente conta nella propria esistenza, a non renderla una banale passeggiata sul nulla, una inutile traversata dalla nascita alla morte.

(Massimo Pamio)

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