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BARBARA ALBERTI – AMORE E’ IL MESE PIU’ CRUDELE – L’Amore e il Male


Barbara Alberti, con un romanzo incantevole, Gelosa di Majakovskj, è stata Premio de Lollis.

Amore è il mese più crudele  (Ed. Nottetempo) è l’ultima opera di Barbara Alberti, scrittrice e donna di intelligenza suprema, che, del sentimento più narrativo, quello amoroso, è forse l’interprete maggiore, attenta notomizzatrice dei cambiamenti e delle trasformazioni che stanno investendo la società dello spettacolo, in cui i vizi privati divengono pubbliche virtù, i pettegolezzi assurgono a  notizie degne del telegiornale e gli affari di cuore vengono monetizzati. Barbara è anche l’ideatrice e animatrice d’una delle più vivaci e interessanti trasmissioni culturali radiofoniche, La guardiana del faro, in onda su Radio 24, in cui in alcune puntate si è accennato alle cocottes, personaggi stimati e vezzeggiati dalla grande letteratura che, sempre pruriginosa e trasgressiva, dedicò loro pagine di simpatia, in nome del riscatto di figure di donna le quali, condannate da una società falsamente puritana, si dimostravano perfino colte, a differenza delle escort odierne, povere sciocchine vuote e ambiziose, in tutto simili alle donnette che diventavano le favorite del Re nel Settecento francese, mantenute intriganti e malvagie, che in vecchiaia, ormai non più desiderate, per non perdere le loro prerogative, si recavano personalmente in città pronte a ghermire povere ragazze, prede innocenti da offrire in pasto alle insaziabili brame del Potente.

L’Amore e il Male e la Crudeltà vanno a braccetto, sembra suggerirci la Alberti: e se l’Amore fosse il Male, un’altra delle invenzioni dell’Uomo per dimostrare la sua inclinazione al sadismo?

Questo smentirebbe l’assunto platonico secondo cui il Dio dell’Amore sarebbe il più potente. Eros, invece, soggiace al Dio della Tirannia, della Possessione Diabolica… E’ il Male a generare l’Amore e non viceversa… E’ a causa del Male che si vuole possedere l’Altro…

L’Amore è mezzo di produzione del Male che, nelle mani del Tiranno, diviene perfino Gioco, Bellezza, Sublimazione Aristocratica del Narciso onnipotente.

L’Amore è ostaggio degli Amati, che oltraggiano e disprezzano i Disamati. Scrive la Alberti: “Io odio chi non amo, mi disse una ragazza perseguitata da un innamorato non corrisposto. Anch’io. Mai ho avuto pietà per chi mi amava senza essere amato. Mi ami? Beato te! Io darei un occhio per innamorarmi. Allora fammi innamorare, sono qui per questo. Niente? Allora che vuoi? Come ti permetti?”

In una lotta di vera e propria liberazione i Disamati dovrebbero tagliare le teste agli Amati, e liberarsi per sempre, così,  di ciò che li rende schiavi. Invece l’Amore è il mese più crudele, e il Disamato è spesso un debole, un perdente, un essere che come il Minotauro vive perduto e smarrito nel labirinto privo di specchi in cui allontanare la propria sofferenza eterna. Al Disamato spetta il pettegolezzo, ovvero la Parola con cui colpire i Felici, agli Amati l’intrigo. Amare e tradire, che sono le due facce della possessione diabolica.

L’Amore romantico è morto. Resta nelle sequenze cinematografiche e nei libri delle saghe sui vampiri, suggerisce la Alberti. Della possessione diabolica che ci poneva in uno stato allucinatorio, è rimasta solo la proiezione, il fantasma che continua a tormentarci nelle sale cinematografiche o nelle pagine dei libri. Forse il Diavolo non ci possiede più. Oggi siamo noi stessi a possederci, e a non lasciarci possedere: oggi il Narciso è talmente forte che mai nessuno si concede sinceramente al Male e alla Possessione dell’altro. Per questo, nessuno più soffre d’amore, se non al cinema, perché la nostra è una società glaciale, che va verso il cyborg, l’automa che non sente ma programma i suoi sentimenti, e li archivia dentro se stesso come un archivista nel museo. Dell’amore, di questa forma del Male, non si avrà più scienza, e chissà, forse l’uomo sarà stato un ponte verso la perfezione. Il Tempio del Corpo offrirà solo uno spunto alla curiosità di qualche cyborg studioso del passato che, così, finirà per scoprire e forse per provare il sentimento della nostalgia, come in Blade Runner.

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RENZO PARIS NEGLI ANNI SETTANTA -UNO DEI PREMI DE LOLLIS


In memoria di Velemir Chlebnikov
Bianca, chi sei?
incanti o sei incantata?
sei muta e preferisci parlare
o parli e preferisci tacere?
Finestra aperta o monade rinchiusa a
catenaccio,
cirro o nuvola scura?
Fiore o serpe,
friabile sabbia o dura roccia,
due punti o punto a basta?

Desiderio d’amore o amore del desiderio,
un linguaggio sconvolgente o
lo sconvolgimento di un linguaggio
schietto diamante o cedevole alluminio,
aquila o passerotto,
un abbraccio squillante o lo squillo d’un abbraccio,
l’orribile fungo o il fungo dell’orrore,
Bianca chi sono?

Renzo Paris è scrittore e critico molto noto, poeta, docente universitario, studioso e amico e allievo di Moravia. Proponiamo una poesia degli anni Settanta, in memoria del poeta futurista russo. Paris è stato da noi premiato al De Lollis per lo splendido romanzo “La Croce tatuata” edito da Fazi nel 2005.

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“L’AMORE QUANDO C’ERA”, NUOVO ROMANZO DI CHIARA GAMBERALE


Chiara Gamberale, premio De Lollis 2011 con La luce nelle case degli altri (Mondadori 2011), inaugura il 2012 con un nuovo romanzo, L’amore quando c’era, sempre edito da Mondadori.

Vi diamo un assaggio con questo link, presso il quale in anteprima editoriale per le cure di Luigia Sorrentino ne saprete di più.

A giorni pubblicheremo la nostra intervista ad una scrittrice dalla bella umanità e indubbiamente dalla bella penna, ovviamente amica di casa Noubs!

 

 

CHIARA GAMBERALE

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