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Poesie di Grazia Di Lisio per l’8 marzo


Tratte da “Un asciugar di tempo” (Edizioni Noubs, 2014)

 

(labilità)

sempre un andare come sonnambuli

tra dubbiose ombre e fantasmi che

tornano a parlare. E se riscrivesse

un dio le pagine del tempo?

Timida torna l’alfa dei millenni

a respirare… ma è sempre un perdere

la vita.

        Echi assonanze nuove e rimandi –

        arsenali di oggetti alla deriva

        in un immobile addio

 

 

 

(estraneità)

essere è oltraggio.

Una corsa da fermi – controcanto

di inganni. Costretti a fissare

         coi lembi cuciti degli occhi.

La sfida è accoccolarsi all’istante

 

 

   

non è il canto del falco pellegrino

o il dialogo d’azzurro la meta

del viaggio peregrino

ma il brivido sull’orlo d’infinito.

                 Un asciugar di tempo.

Un balzo imprevedibile di tempo

nella terra dal vento squassata

occidentale. Non voce umana

 ma buio memoriale si propaga

    nel labirinto ove un sole nero

                splende

 

 

Grazia Di Lisio è nata a Cabras (OR) e vive e lavora tra Teramo e Pescara. Tra le pubblicazioni, le raccolte poetiche Voci e silenzi (Sigraf 2003), Le accese solitudini (Tracce 2005), Annoda fili acquei con traduzioni in francese (Gedit 2008 – primo Premio Internazionale Ida Baruzzi Bertozzi 2011), Compresenze con traduzioni in sardo (Tracce 2009 – finalista Premio Astrolabio 2009 e Premio Città di Sassari 2011), Sa terra sonadora, saggio-traduzione di canti inediti sardi (Noubs 2011 – secondo Premio saggistica in lingua campidanese 2012), testi per il Teatro Scuola, recensioni e articoli. Elabora progetti in sinergia di linguaggi.

 DI LISIO COVER

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SERATA SINESTETICA AL MEDIAMUSEUM MARTEDI 11 MARZO ALLE 17 E 30


 Martedi 11 marzo 2014, ore 17.30, al Mediamuseum di Pescara   
a cura dell’Associazione Culturale “Lo spazio di Sophia” e delle Edizioni Noubs      
serata sinestetica 

               Il Tutto in un frammento a cura di Grazia Di Lisio

 

Immagini – Ivano Pardi, Vassily Kandinsky

Musiche  John Cage, Keith Jarrett, Erik Satie

Interpretazione – Grazia Di Lisio, Un asciugar di tempo (Noubs 2014)

Pinuccio Sciola, Oltre la pietra, video di Franco Fais

Registrazione – Martina Corongiu

Montaggio Video – Fabrizio Ranalli.

Partecipano:

Anna Colaiacovo,  Giovanni D’Alessandro, Silva Fallavollita,  Massimo Pamio

DI LISIO COVER

 

     Frammenti, tecnica mista su tavola 100 x120 – 2008

 

 

 

Ivano Pardi, erede spirituale del padre Romeo – pittore molto noto a Castelli – , è un artista poliedrico, impegnato sia nel recupero di frammenti di storia della tradizione classica (sulla scia dei più noti vasai del suo borgo), sia nell’affinamento di nuove tecniche pittoriche. Dopo la maturità artistica e la laurea all’Accademia delle Belle Arti di L’Aquila, insegna presso la Scuola di Ceramica di Castelli, ma all’impegno didattico preferisce l’attività artistica coltivata nel silenzio dell’antica bottega cinquecentesca, opus di Orazio Pompei e banco di prova per i suoi molteplici interessi: jazz, poesia, fotografia. Dal vasellame e l’eleganza delle maioliche all’implosione delle tele materiche, Ivano Pardi è tra i più audaci interpreti del fluire magmatico dell’esistenza, esempio significativo i “Frammenti” esposti nel 2009 al “MuMi” di Francavilla e nel 2010 al Caffè Letterario “P. Barberini” di Pescara, una sorta di diario dipinto che valorizza un segno colto d’ispirazione trecentesca e un’osservazione profonda del reale. Socio del Museo della Permanente di Milano, è vincitore ex aequo del “Premio Ambiente”, Roma 2010. Sue opere sono presso collezioni private, in Musei in Italia e all’estero.    

 

Immagini: Cavallino bianco – Il mio borgo – Recuperi – Ultimo fuoco – Frammenti – Recuperi –

 

   Frammenti – Frammenti – Cosmogonia – Metamorfosi – Cosmogonia.

 

 

 

 

 

                                                         Dialogo in Frammenti

 

Con “Frammenti si disvela la favola pittorica di un artista solitario che sogna cavallini a dondolo dell’età perduta e gioca con i recuperi memoriali del borgo natio. Il canto nuovo di Ivano Pardi, un figurativo di mutevolezza espressiva, di sacralità per Castelli. Un canto che si culla di recuperi di un borgo dove i Pompei e i Pardi hanno fatto la storia. “Un paese è non essere soli” – pur tra puntelli delle viuzze silenti: quel borgo dai lembi slabbrati, quel ventaglio di casette addossate, Pardi incornicia con dignità e fierezza, lasciando trapelare un filo d’emozione nella terrosità dei colori. Sui “Frammenti” di tele e tavole, affiorano grumi materici, graffi di colore, lembi di case sghembe da una tavolozza che germoglia sorrisi e riluce di ingubbiate e graffite, di vecchi ritratti e decori di Orsini-Colonna. Pennellate fluttuanti di archetipi, in flash back, su incisioni e graffiti di giraffe e figurine rupestri, incisioni di piccoli soli soffocati nella corteccia materica che esplode da piccole bolle-cratere: dilemmatico gioco di luci e ombre, di frammenti umani dilacerati con cui Pardi ricompone la complessità dell’io. E sorride all’arte dei padri nel canto di superfici materiche, in volumetrie di pensieri, di forme e colori, nei guizzi graffiati d’argento, nel verde dei sogni. Materia che si fa colore, frammento di vita, il muthos legei delle favole antiche. Una favola che insegna a cullare il tempo, a unire la magia del passato al presente, a rivivere il mito di prorompente vitalismo.

 

                                                                                                                       g.d.l.                                                                                                

 

 

 

PINUCCIO SCIOLA

 

 

 

Nato a S. Sperate (CA) nel 1942. Compie gli studi artistici a Cagliari, Firenze e all’Accademia Internazionale di Salisburgo. Conosce Kohoschka, Minguzzi, Kirchner, Vedova, Moore. Viaggia  e conosce tutte le città più importanti d’Europa. Dal 1967 al ’68 frequenta in Spagna l’Università della Moncloa. Visita tutti i centri dell’arte romanica e studia le opere della grotta rupestre D’Altamira. Nel maggio del ’68 è a Parigi. A S. Sperate inizia con il muralismo. Nel ’73 lavora con Siqueiros a Città del Messico. Dal ’68 all’86 insegna modellato presso il Liceo Artistico di Cagliari. Lavora alle pietre di grandi dimensioni. Partecipa ad una mostra itinerante in sette città tedesche. Dal ’90 al ’96 insegna scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Sassari. Contemporaneamente viaggia ancora in Africa, Perù, Cile, Isola di Pasqua. Fa parte dell’Associazione Internazionale Arte e Natura e partecipa a molte attività internazionali di Scultura a San Sperate, dove vive e lavora.

 

Video “Oltre la pietra” di Franco Fais

 

                                                          I segreti della materia

 

  

 

Lapides in corpore terrae / ossa reor dici corpo…, sono le pietre le ossa della terra, la grande Madre da cui si rigenera il mondo. Del pensiero ovidiano si fa erede Pinuccio Sciola, cantore delle pietra e fratello dei primordia che scandaglia l’aggregarsi e il disgregarsi materico, il suo metamorfico fluire, perché nella materia è la segreta armonia del tempo, prima dei grandi sconvolgimenti naturali, prima del giudizio universale e delle “Opere e i Giorni” esiodei. Un tempo senza tempo nel caos del Cosmo primordiale. Sciola sa ascoltare il respiro della pietra e risvegliarne il canto. Un canto di tempo e materia, sospeso tra terra e cielo, un canto d’acqua rappreso nella roccia grumosa come la vita. – “Io sono nato cinquemila anni fa” – dalla memoria del tempo, dice lo scultore dell’anima, l’uomo che con stupore infantile disvela l’essenza di pietra e di terra, accordando sinestesie di natura. La pietra in cui l’artista si identifica è il soffio vitale che si solleva oltre la morte, per risvegliare dal grembo della Terra il suo singulto. Con cuore di farfalla, Sciola scivola sulla densità del basalto e la leggerezza del calcare e intona alla pietra un ditirambo d’amore, perdendosi nel mistero pre-nuragico della sua terra, nella profondità dei pozzi sacri in cerca di luce, nei luoghi aborigeni dove la pietra è sacra. Sfiorando e pizzicando, orchestra le emozioni timbriche della vita come una spola che corre veloce sulla tela del tempo per tessere l’invida aetas di attimi vibranti e fuggevoli. Un artista che scavalca tempo e materia e si fa voce del Cosmo nel cosmo, spodestando le categorie terrene fino ad esprimere nella mutevolezza plastica delle sue opere il fascino misterioso del divino, un Dio nell’IO. Pinuccio scruta il simbolismo e interiorizza il suono facendo percepire agli umani un brivido di energia ancestrale. Acqua, aria,  fuoco, cristallizzati nell’anima della pietra, riprendono vita al suo ciak sonoro, dopo secoli e secoli di silenzi. Un’arte che incontra le arti, in sintonia con la musica infinita di John Cage, con le forme armoniose di Renzo Piano e la turbolenza espressiva della poetica di Rimbaud in cerca di “terra… e di aria”.                                                                                                                                                                                                     

 

                                                                                                                             g.d.l.                                                                                                

 

 

 

Un asciugar di tempo

 

        (Noubs 2014)                                                                

 

                                                                                                            l’andare – rauco peregrinare –  

 

                                                                                                                        avrà colore d’eriche e viole

 

                                                                                                                                                                  

 

                                                                                               

 

Giovanni D’Alessandro

 

Domina nella poesia di Grazia Di Lisio una silenziosa evocazione ctonia della natura e delle sue forze invisibili, produttrici di vitale bellezza. Ad essa gli umani – sperduti nel loro “rauco peregrinare”, nel loro “errabondo andare” – sono richiamati con severo monito dalla poetessa per riconoscersene parte, per ritrovare se stessi, pur nella coscienza della finitudine del tempo, che presenta ad ognuno il suo pedaggio, rendendo abusivo ogni andare, vietando ogni ulteriore procedere, trasformando in “oltraggio” lo stesso “essere”. Grazia leva l’indice verso un punto altissimo: solo all’uomo è dato cogliere il “dialogo con l’azzurro” del falco pellegrino lassù, mentre vola e sotto di sé osserva, con sguardo acutissimo, una terra dal “colore d’eriche e viole”. A thing of beauty is a joy for ever, la bellezza è gioia perenne, insegnano i poeti come Keats. Così fa l’autrice indicando quanto perentoria sia la fascinazione della bellezza. Quanto “prenda gli occhi”. Quanto “ordini di seguirla”. Quanto “asciughi il tempo”.

 

 

 

 

 

 

 

Grazia Di Lisio è nata a Cabras, paesino della Sardegna occidentale; vive e lavora tra Teramo e Pescara; è iscritta a molte Associazioni di Pescara (Archeoclub, As.sca, Flaiano, Italia Nostra, Spazio di Sophia) di cui condivide finalità e interessi. “Il tutto in un frammento”, progetto sgorgato dall’amicizia e stima per Anna Colaiacovo, sua compagna di Liceo, mira ad approfondire le armonie dissonanti e i condizionamenti che assillano l’uomo contemporaneo, attraverso un excursus dialettico con parole e immagini. L’interesse per i linguaggi espressivi è esigenza ineludibile per Grazia Di Lisio, linfa per l’attività di docente. Ma il tentativo di esprimere la bellezza dell’attimo in un “istante di luce” è affidato alla brevitas e alla semplicità della poesia Haiku. I ‘frammenti’ Haiku fanno parte della sua ultima silloge “Un asciugar di tempo” (Noubs 2014).  

 

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UNA POESIA DI ANNA VENTURA


Grazia Di Lisio ha organizzato una manifestazione: “Viaggio nel blu”, arte, poesia e musica all’insegna delle gradazioni dell’azzurro.

Tra le poesie più intense e graziose questa di Anna Ventura, poetessa che di recente ha licenziato per le stampe una preziosa traduzione in versi endecasillabi del “De reditu” di Claudio Rutilio Namaziano (Edizioni Noubs).

 

 

 

 

Acqua marina   

 

 

Acqua marina,

 

colore non colore, si gettarono

 

nella piscina naturale,

 

nel bel mezzo dell’arcipelago della Maddalena,                     

 

Agnese, Renata, Grazia

 

e tante altre, sembravano sirene.

 

“Attenti”, disse una: “A Budelli

 

non si può prendere la sabbia” (ne avevo già

 

un sacchetto pieno). La schiumetta del mare

 

era tenera come un merletto.

 

Seduta sulla barca,

 

completamente vestita,

 

col cappello in testa,

 

pretendevo

 

che quella meraviglia fosse mia.

 

 

 

ANNA  VENTURA

 

Anna Ventura, nata a Roma da genitori abruzzesi, laureata in lettere classiche a Firenze, agli studi di filologia classica ha affiancato un’attività di critica letteraria e di scrittura creativa. Ha tradotto, oltre al De Reditu  di Rutilio Namaziano, alcuni  Inni di Ilario di Poitiers (per il volume Poeti latini tradotti da scrittori italiani – Bompiani-, a cura di Vincenzo Guarracino). Dirige alcune collane di poesia. Suoi diari sono depositati presso l’Archivio Nazionale del Diario di Pieve Santo Stefano. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti Abruzzesi; è socia del Pen Club italiano. Opere di poesia: Brillanti di bottiglia, La diligenza dei santi, Aria sulla quarta corda, Le spighe incrociate, Le case di terra, In chartis, Nostra Dea, Haiku e altri versi, Cinquanta poesie (con testo a fronte in lingua francese, trad. di Paul Courget), L’armadio delle meraviglie, El jardín (in spagnolo, trad. di Carlos Vitale), La città, Non suoni ma rumori, Mostri gentili, Monstruos gentiles (in spagnolo, trad. di Marian Raméntol Serratosa). Opere di  narrativa: La strada ebrea, Venti passi nel sentiero, Il calendario olandese, I sogni della ragione, Lo specchio vuoto, Limite di un pomeriggio d’inverno, Foglietti cinesi, Lares, La settimana di Anil, La nobiltà dei mercanti, Tra domenica e lunedì (6 aprile – 21 novembre 2009 – diario da un terremoto). Di saggistica: Studi recenti su Rutilio Namaziano, La multiforme unità di Pasolini, Cinque saggi di abruzzesistica, Ex libris del primo Novecento, Il mestiere appassionato, La musa errante, Un’amicizia di dieci anni (lettere di Gennaro Manna ad Anna Ventura). Ha curato numerose antologie; le sue opere sono state tradotte in francese, inglese, tedesco, portoghese e rumeno. Della sua opera si sono interessati innumerevoli critici; si segnalano le monografie: Francesco Di Gregorio, Letture Novecentesche, Alfredo Fiorani, La tela di Penelope, Liliana Porro Andriuoli, Certa et arcana,  Vittoriano Esposito, Itinerario Letterario di Anna Ventura. Ha conseguito numerosi riconoscimenti: il Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Premio Histonium alla cultura, il Premio Peltuinum alla Carriera, il Premio Zirè d’oro alla cultura, il Ceppo Proposte, il Tagliacozzo, il Chianti, il Lerici-Pea, l’UTET, il Capoverso, il Fiore, l’Esuvia, il Cesare de Lollis, il Venilia, il Penne, il Teramo, il Giusti-Monsummano, il Parise, l’Anna Osti, l’”Over cover scriba”, Città di Forlì, il primo premio al Concorso Internazionale “Lettera d’amore” di Torrevecchia Teatina, ed altri.

 

 

 

 

 

Aventura1

 

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UNA POESIA DI GRAZIA DI LISIO


Poetessa, scrittrice, saggista, Grazia Di Lisio ha organizzato “Viaggio nel blu”: testi poetici, musiche e immagini in una serata di sinestesie, indimenticabile. Ecco una sua poesia ispirata da una delle gradazioni del blu:

Azzurro-inconscio

Luce traspare

dai lembi dell’abito lunare.

In fuga dai marosi lenti si va silenti

nel baratro d’inconscio. Il mantello

lacerato della notte

è un cromatismo di cellule

impazzite. Scheggiati azzurri.

E sogni rovesciati e ci trascina

muto il vagone della vita.

Ѐ il baratro epocale che

in orbitali grandezze ci sperde

solitarie? Ne percepiamo il senso

fusi dentro il caos.

 [Dispersi.

Come questo cielo

ci sentiamo tersi.

Senza riferimenti

dove niente ha fine,

senza tracce da seguire

verso l’inarrivabile confine.

Ciò ch’è per sempre

nelle sfumature non trascende

ma resta in un unico colore

e c’è chi muore]

in aria sfuggente di miracolo

[alle prese con questo ostacolo].

In bufere già vissute.

Grazia Di Lisio, di formazione classica, è appassionata di ogni espressione d’arte. Oltre all’insegnamento, concluso al Liceo Scientifico “Einstein” di Teramo, si è dedicata all’approfondimento di discipline archeologiche, alla conoscenza tecnico-pratica del linguaggio teatrale e cinematografico. Ha pubblicato micro-testi per il Teatro-Scuola, poesie-immagini-ritratti sul sito online di Lietocolle e le raccolte di poesia “Voci e silenzi” (Sigraf-2003), “Le accese solitudini” (Tracce-2005), “Annoda fili acquei” (Gedit-2008, “Premio letterario internazionale Ida Baruzzi Bertozzi” Chiavari 2011, primo premio) e “Compresenze” (Tracce-2009, “Premio Astrolabio”, Pisa 2011, finalista). Elabora performances interdisciplinari e collabora a percorsi d’arte e poesia. È presente in varie Antologie poetiche, in cataloghi e riviste d’arte. Ha collaborato con ABC, attualmente scrive su riviste abruzzesi L’ultima sua opera,  Sa terra sonadora (Edizioni Noubs) è una ricognizione sui canti popolari del Campidanese e delle  zone limitrofe. Grazie alla trascrizione musicale del Maestro Antonio Piovano, il testo rappresenta un’operazione unica di salvataggio di quella parte della memoria storica che appartiene a un popolo in una determinata fase storica.

grazia di lisio

 

 

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LETTERA D’AMORE XII EDIZIONE – I VINCITORI – ASCANIO CELESTINI PREMIO INTERNAZIONALE – TUTTI AL MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE


Mercoledì 8 Agosto 2012, alle ore 21.00, presso il Parco del Palazzo Ducale Valignani di Torrevecchia Teatina (CH), alla presenza del Sindaco Katja Baboro, si svolgerà la cerimonia di premiazione delle lettere vincitrici la XII edizione del Concorso internazionale “LETTERA D’AMORE”, promossa e organizzata dall’Associazione Culturale “AbruzziAMOci” con il patrocinio del Comune di Torrevecchia Teatina. La giuria composta da Massimo Avenali, Chiara Fiori. Vito Moretti, Massimo Pamio, Giuseppina Verdoliva, ha reso noto i nominativi dei premiati.

Al primo posto ex aequo Maria Jatosti e Manfredo Di Biasio, al secondo ex aequo Antonella Ortolani e Walter Lazzarin, al terzo posto ex aequo Maria Rosaria Perilli e Mariateresa Stella. Segnalati i testi di: Grazia Di Lisio, Antonio Di Carlo, Antonella Iacoli, Giulia Valsecchi, Marisa Tolve, Crescenzo Invigorito, Stefano Santosuosso,  Giuseppe Mandia, Vanes Ferlini, Stefano Sprecacenere. Presenzierà in qualità di ospite d’onore Ascanio Celestini, attore, regista, scrittore e drammaturgo romano, che riceverà il Premio Internazionale “Lettera d’Amore”, che la giuria ogni anno assegna a una figura illustre del mondo culturale italiano e straniero.

In tale occasione, il giovane cantautore teatino Paolo Fiorucci, con la sua band, si esibirà nell’esecuzione di brani e cover inedite tratte dal suo repertorio. Presentatori della serata i giornalisti Marina Moretti e Giuseppe De Micheli. La lettura dei testi sarà a cura di Federica D’Amato e di Giovanni Adriani.

Sarà visitabile gratuitamente il Museo della Lettera d’Amore.

I vincitori della XII edizione del Premio Lettera d’amore:

Maria Jatosti è scrittrice romana, autrice di 6 romanzi -il primo, “Il confinato”, è stato finalista al Premio Viareggio nel 1961- e di 4 raccolte di poesia.

Manfredo Di Biasio è poeta di Fondi (Latina), autore di ben dieci raccolte di poesia, e di due di prosa.

Ospite d’onore, cui sarà assegnato il Premio Internazionale “Lettera d’Amore” è:

Ascanio Celestini (Roma, 1º giugno 1972) è un attore teatrale, regista cinematografico, scrittore e drammaturgo italiano. È considerato uno dei rappresentanti della seconda generazione del cosiddetto teatro di narrazione: i suoi spettacoli sono fatti di storie raccontate e sono preceduti da un lavoro di raccolta di materiale lungo e approfondito. L’attore-autore fa quindi da filtro, con il suo racconto, fra gli spettatori e i protagonisti dello spettacolo. L’attore in scena rappresenta se stesso, anche quando parla in prima persona: è qualcuno che racconta una storia.

Quasi tutti i suoi spettacoli sono diventati libri, ma in particolare Storie di uno scemo di guerra (premio Bagutta, Premio Fiesole Narrativa Under 40 e votato libro dell’anno dagli ascoltatori del programma Fahrenheit di Rai Radio 3 e La pecora nera (premio Anima) nascono come veri e propri romanzi. Nel 2006 partecipa al film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti. Nel 2007 gira il documentario Parole Sante che racconta la vicenda di un collettivo autorganizzato di lavoratori precari d’Atesia, del più grande call center italiano situato a Cinecittà Due, nella periferia di Roma. Anche questa opera fa parte del progetto che da due anni lo vede impegnato nel tentativo di raccontare cosa significa la lotta di classe in un tempo nel quale si riesce con difficoltà a intuire che esista ancora una coscienza di classe; viene presentato al Festival internazionale del film di Roma nella sezione Extra. Contemporaneamente esce il suo primo disco, anch’esso intitolato Parole sante, dove sono raccolte le canzoni presenti negli spettacoli, nel documentario e alcuni inediti. Il disco ha ricevuto nel 2007 il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci “Dalla parte Buona della Musica”. Un grande successo ha avuto il libro pubblicato da Einaudi Io cammino in fila indiana. Nel 2009 gli sono stati assegnati il premio Cultura dell’incontro e il Premio Volponi dedicato alla letteratura d’impegno civile, nonché premio speciale Dessì. Dal suo libro La pecora nera è stato tratto un film che ha vinto il Ciak d’Oro come miglior esordio e il Premio della giuria ad Annecy, e Celestini ha vinto il premio come migliore interpretazione maschile al Sulmona Cinema Festival. Tra gli ultimi spettacoli teatrali, Pro Patria, del 2011.  Ha partecipato alla trasmissione televisiva The show must go off, condotto da Serena Dandini.

Il Museo della Lettera d’Amore

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GRAZIA DI LISIO A S. MARIA NAVARRESE (BAUNEI) il 14 luglio


Il libro “Sa terra sonadora” (Edizioni Noubs) di Grazia Di Lisio sarà presentato in Sardegna a S. Maria Navarrese (Baunei) il 14 luglio in Ogliastra, alle 19. Luoghi incantevoli da sogno e festival straordinario.

https://www.facebook.com/note.php?note_id=432849890083139

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Piccolo calendario a venire delle Edizioni Noubs


Donne belle, donne forti, donne appassionate: ecco le prossime date tutte al femminile delle Edizioni Noubs:
– 31/III con Federica D’amato alla Feltrinelli di Pescara
– 12/ IV con Grazia Di Lisio alla Feltrinelli di Pescara
– 19/ IV con Anna Ventura sempre alla Feltrinelli di Pescara
– 20/ IV con Alba Bucciarelli al Capsicum di Chieti..

E ulteriori appuntamenti in giro per l’Italia di cui riceverete presto notifica…

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