Archivi tag: I peggiori

CHIARA ZACCARDI AVEVA ANTICIPATO LA VICENDA DELL’OHIO NE “I PEGGIORI”


QUANDO LA REALTA’ CONVIVE CON L’IMMAGINARIO LETTERARIO

L’anno scorso le Edizioni Noubs hanno pubblicato un romanzo della giovanissima e talentuosa Chiara Zaccardi.

In Ohio accede un fatto che sembra essere uscito dalla penna di Chiara Zaccardi.

Lo spunto per il romanzo le viene da un sogno.

E se il sogno le fosse stato suggerito dal dolore di quelle ragazze segregate in Ohio?

 ECCO LE SOMIGLIANZE TRA IL ROMANZO DI CHIARA ZACCARDI E LA VICENDA ACCADUTA IN OHIO DESCRITTE DALLA STESSA AUTRICE

La vicenda delle tre ragazze scomparse in Ohio e ritrovate dopo anni poco lontano da casa ha molti punti in comune con “I peggiori”.

Le vittime erano poco più che adolescenti, come i protagonisti del libro.

Sono state rapite da una persona che conoscevano, un autista di scuolabus che abitava vicino a loro. Nel libro i rapitori sono i professori della scuola superiore che i ragazzi frequentano.

Uno dei rapitori aveva partecipato alle ricerche di una delle ragazze scomparse e si era perfino preoccupato di consolare la mamma della giovane. Nel romanzo l’inganno è simile

: le vittime vengono attirate in trappola dalla solerzia dei professori, che propongono loro un corso di recupero per evitare l’espulsione dal liceo.

Sono state rinchiuse in una normale abitazione, segregate nel seminterrato e torturate, poco lontano da cittadini che, ignari, hanno continuato a vivere la loro vita. Nel romanzo succede la stessa cosa, senza che la polizia riesca a trovare tracce.

Sono state trattate come schiave, tenute incatenate e costrette a subire abusi sessuali. Nella finzione letteraria accade esattamente la stessa cosa, e anche lì le vittime soffrono di malnutrizione.

Si è scoperto che gli aguzzini sono tre uomini adulti ritenuti insospettabili. Anche ne “I peggiori” si tratta di due persone ritenute “per bene”, mai condannate per alcun reato.

Una delle ragazze rapite, Amanda, era stata vista l’ultima volta all’uscita del fast food dove lavorava, il giorno prima del suo diciottesimo compleanno. Nel libro l’auto di una delle protagoniste, diciassettenne, viene ritrovata proprio davanti al luogo di lavoro.

La polizia aveva liquidato le scomparse come allontanamenti volontari, poiché le ragazze avevano problemi in famiglia. Nel libro è uguale: siccome i ragazzi non hanno quasi niente in comune, a parte l’età, non si pensa possano essere stati sequestrati dalle stesse persone; anzi, ritenuti problematici e sbandati, per alcuni viene ritenuta più probabile una fuga intenzionale.

L’idea del romanzo è nata da un sogno che ho fatto alcuni anni fa, in cui mi ritrovavo improvvisamente rinchiusa e legata in un seminterrato buio insieme ad alcuni compagni di scuola, senza sapere come e perché ci fossi finita, ma con la certezza e il panico che in quel luogo infernale avrei vissuto vessazioni e orrori di ogni tipo. Forse non è stato un caso. Forse, in realtà, senza saperlo ho sognato Amanda, Gina e Michelle.

i peggiori

 

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IL BOOKTRAILER DE I PEGGIORI DI CHIARA ZACCARDI (EDIZIONI NOUBS) – LA SCUOLA, I GIOVANI, L’ORRORE


IL BOOKTRAILER DE I PEGGIORI, ROMANZO D’ESORDIO DELLA TALENTUOSA CHIARA ZACCARDI, VENTISEIENNE DI PARMA NATA PER SCRIVERE.

LA SCUOLA I GIOVANI E L’ORRORE

http://www.youtube.com/watch?v=-TzLcLa34nU&feature=plcp

 

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CHIARA ZACCARDI & SILVIA CASTELLANI AUTRICI NOUBS “IN GIALLO”


http://www.gradogiallo.it/

Ottime notizie dal mondo del giallo per le Edizioni Noubs! Ben due nostre autrici, Chiara Zaccardi e Silvia Castellani, sono finaliste a importanti premi letterari di settore.

Prima, la giovanissima Chiara Zaccardi, autrice esordiente con il romanzo “I Peggiori” (Noubs Edizioni 2012), è finalista al premio “Grado Giallo”, organizzato dal Comune di Grado unitamente a Il Giallo Mondadori.

In attesa della proclamazione dei vincitori, il 6 Ottobre 2012, incrociamo tutti le dita per Chiara!

Il verdetto della giuria:

“Si comunica che la Giuria del Premio Grado Giallo ha individuato le cinque opere finaliste dell’edizione 2012:
“L’angelo minorenne” di Marco Cirillo
“Crimine ab uno disce omnes” di Gianluco D’Aquino
“Nient’altro che una vita diversa” di Massimiliano de Luca
“La pistola nello zaino” di Aldo Selleri
“I giocattoli siamo noi” di Chiara Zaccardi”

Silvia Castellani, che prossimamente esordirà con la Noubs Edizioni e l’e-book “Il mistero dei due elefanti”, è finalista al premio MystFest 2012, Festival Internazionale del Giallo del Giallo e del Mistero (per la proclamazione leggere QUI), con il racconto “Il magazzino”.

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I PEGGIORI DI CHIARA ZACCARDI SU LETTURE FANTASTICHE


Un’altra interessante recensione sul romanzo parahorror  di Chiara Zaccardi “I peggiori” (Edizioni Noubs)

al link

http://www.letturefantastiche.com/i_peggiori.html

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I PEGGIORI DI CHIARA ZACCARDI SU HORRORMAGAZINE


Segnalazione per il romanzo “I peggiori” di Chiara Zaccardi su Horror Magazine al link

http://www.horrormagazine.it/notizie/6791/

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I PEGGIORI DI CHIARA ZACCARDI SU SCHELETRI


Una interessantissima recensione sul romanzo di Chiara Zaccardi nel blog “Scheletri”

al link

http://www.scheletri.com/

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CHIARA ZACCARDI E I PEGGIORI A ROMA


Si è parlato, nelcorso della presentazione del romanzo di Chiara Zaccardi “I peggiori” a Roma, del dono della tecnica narrativa e del dono della scrittura di una straordinaria esordiente, Chiara Zaccardi, ma anche di tanti altri argomenti,  dal conflitto generazionale alla grandezza degli scrittori italiani fino alla Morante e a Bufalino, di critica nei confronti dei neorealisti -da Vittorini a Calvino- che insieme con il falso giovanilismo di facile moda (da Tondelli ai Pulp) hanno contribuito a abbassare i toni della grande scrittura, indebolendo il romanzo italiano e consentendo alla letteratura di genere di imporsi al grande pubblico, e poi dialogo aperto su tantissimi aspetti, di critica letteraria in genere, di poesia, di drammaturgia, ecc. ecc. Ci si è divertiti, e poi alla fine una conclusione sui generis con la lettura di una poesia di Wislawa Szimborska.

Nel fiume di Eraclito

un pesce pesca i pesci,

un pesce squarta un pesce con un pesce affilato,

un pesce costruisce un pesce,

un pesce abita in un pesce,

un pesce fugge da un pesce assediato.

Nel fiume di Eraclito

un pesce ama un pesce,

i tuoi occhi – dice – brillano come pesci nel cielo,

voglio nuotare con te fino al mare comune,

o tu, la più bella del banco.

Nel fiume di Eraclito

un pesce ha immaginato il pesce dei pesci,

un pesce si inginocchia davanti al pesce,

un pesce canta al pesce

e chiede al pesce un nuotare più lieve.

Nel fiume di Eraclito

io pesce singolo, io pesce distinto

(non fosse che dal pesce albero e dal pesce pietra)

scrivo in particolari momenti piccoli pesci

con scaglie così fugacemente argentate

da esser forse un ammiccare imbarazzato del buio.”

(Wisłava Szymborska)

 

 

 

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“I PEGGIORI” DI CHIARA ZACCARDI SABATO 16 GIUGNO A ROMA


Sabato 16 giugno 2012, ore 18

presso il Giardino Parioli di Roma con

Associazione Libra e Noubs Edizioni
presentano


….
“I PEGGIORI” di CHIARA ZACCARDI

(NOUBS EDIZIONI, 2012)

I GIOVANI CAMBIERANNO IL MONDO IN PEGGIO

info: Giardino Parioli
via Antonio Bertoloni 3b – ROMA
06-8083307 /347-7618417
http://www.giardinoparioli.it
http:// libraduepuntozero.wordpress.com

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I PEGGIORI DI CHIARA ZACCARDI E BOOK SCARICABILE SU KINDLE


“I peggiori” di Chiara Zaccardi: l’e book è scaricabile da oggi sul vostro Kindle. Per la vostra felicità!!

http://www.amazon.com/dp/B0087T5PTW

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ANTONIO E LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI CHIARA ZACCARDI


Antonio, giovane scrittore, ci scrive una bellissima lettera relativa alla presentazione allo Spazio Feltrinelli di Pescara del romanzo di Chiara Zaccardi, “I peggiori”.

La riportiamo, ringraziandolo per averci concesso l’autorizzazione alla divulgazione del testo.Eccola:

Voglio congratularmi con voi per la presentazione del libro di Chiara Zaccardi. Perché, al di là dello stimolo che avete mosso in me e penso in tutto il pubblico nel voler leggere questo libro, mi sono piaciute le vostre riflessioni sul mondo dell’editoria. Sono decisamente d’accordo con voi su quanto espresso in sala: ormai troppi piccoli editori pubblicano esordienti soltanto dietro compenso in modo da coprirsi le spese nel caso in cui il libro non venda e grandi editori puntano su personaggi già affermati che offrono qualche migliaia di copie sicure. Io stesso, prima di essere contattato da voi, ho ricevuto telefonate da alcune case editrici che su internet si descrivevano serie e competenti e senza aver neppure letto il mio romanzo mi hanno “offerto” contratti a pagamento con obbligo di acquisto di centinaia di copie. Mille, mille e cinquecento euro. Spiccioli per loro, non per me, lavoratore part time e figlio, orgoglioso, di operaio. Questi comportamenti umiliano, ma non soltanto l’autore: umiliano la poesia, la letteratura, l’arte. Allo stesso modo i grandi editori che pubblicano i libri scopiazzati di Fabio Volo o chiedono di scrivere cento pagine a Flavia Vento: uno schiaffo a mano aperta a tutti i giovani che con impegno versano inchiostro e inchiostro e inchiostro, sporcando tonnellate di carta bianca, con la speranza e il sogno di condividere con un pubblico i propri pensieri, ideali, riflessioni. Per questo ho apprezzato ciò che avete detto durante l’incontro: perché siete sembrati, e credo siate davvero, una casa editrice diversa, che se crede in un autore premia il suo lavoro. Solo se crede davvero in questo autore.

Anche la scrittrice, Chiara, mi è piaciuta. Da quanto mi è sembrato di capire siamo coetanei. Mi è piaciuto il suo modo di intendere la nostra generazione, pur avendo io una visione del tutto opposta. Io non riesco a giustificare i giovani come me, non riesco a discolparli: io sono cinico e senza compassione su alcuni temi. Per me quando si arriva all’età della maturità ognuno è protagonista di se stesso: mi sembra un alibi incolpare sempre e soltanto i genitori, l’ambiente, la società. Peppino Impastato era nato in una famiglia di mafiosi ed ha combattuto contro la sua famiglia stessa: dove ha raccolto i suoi ideali? Rita Atria lo stesso ed entrambi, in modi diversi, hanno pagato con la vita il meraviglioso peso di questi ideali. Giuseppina Pesce, che ha denunciato tutta la sua famiglia affiliata alla ‘ndrangheta.
Tuttavia, da buon ammiratore di De André, non posso che rimanere affascinato da chi, al contrario mio, indaga e scopre la pietà anche nell’ultimo degli uomini, si interroga sul perché abbia agito in quel modo, si chiede dove abbiano sbagliato famiglia, ambiente, società. E’ un lusso questo che non credo di avere e di cui faccio merito a questa ragazza che avete scoperto e che con piacere, appena avrò la possibilità di comprare il libro, leggerò.

Complimenti anche al ragazzo e alla ragazza che sono intervenuti a mediare l’incontro, mi sono piaciute le domande del ragazzo, del tutto non banali ed ho subito il fascino della cultura letteraria e della capacità espressiva della ragazza. Di tutti ho apprezzato la sincerità: non si respirava quella sufficienza solita delle presentazioni per cui dietro la scrivania tutti sorridano forzatamente, sperando che assecondando il pubblico questo compri il libro.

In ultimo, vi dico che anche soltanto essere stato contattato da voi mi riempie di orgoglio.

Vi ringrazio dell’attenzione e mi scuso perché mi rendo conto che sono stato lunghissimo!

Antonio Di Carlo

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CHIARA ZACCARDI A FELTRINELLI A PESCARA


Chiara Zaccardi con il suo romanzo d’esordio “I peggiori” (Edizioni Noubs) allo Spazio Feltrinelli di Pescara, con relatori Federica D’Amato, Massimo Avenali e Massimo Pamio. Attacco frontale di Massimo Pamio al mondo culturale italiano sempre più disattento e dipendente dal mercato. Il 99% dei libri che escono sono pura immondizia, afferma. Roberto Melchiorre, scrittore e docente, replica dicendo che i tempi non sono molto cambiati, se Leopardi con le “Operette morali” fu sconfitto a un concorso letterario. Federica D’Amato alle solite banalità espresse da un uditore che parla del problema della famiglia odierna in cui  scompare la figura del padre, replica da par suo dimostrando come la società sia cambiata e come oggi il mondo vada visto con gli occhi di Lacan e non con quelli di Freud. Masimo Avenali rivolge domande all’autrice, interpellata anche dal pubblico. Un incontro vivace e denso di notazioni e implicazioni letterarie, sociologiche, etiche.  Chiara conclude in bellezza due giornate intense di incontri molto fruttuosi e culturalmente ricchi.

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CHIARA ZACCARDI INCONTRA GLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO DA VINCI DI PESCARA


Grazie al lavoro infaticabile della prof.ssa Giuseppina Moriconi, cordiale, generosa, amabile, grazie alla sua predisposizione all’ascolto dei giovani, grazie alla sua competenza e passione professionale, grazie agli altri docenti del Liceo Scientifico Da Vinci di Pescara, incontro indimenticabile per la presentazione del libro “I peggiori” di Chiara Zaccardi tra l’Autrice e gli studenti che, interessati, attenti, hanno partecipato numerosissimi, rivolgendo poi domande pertinenti e profonde alla scrittrice. Grazie a tutti e complimenti al Preside!

 

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I PEGGIORI di CHIARA ZACCARDI – ESORDIO NARRATIVO DI UN TALENTO


A giugno in libreria “I peggiori” di Chiara Zaccardi, esordio narrativo di un giovane talento, di cui anticipiamo per i nostri  lettori più affezionati, un capitolo. Il libro sarà presentato in anteprima nazionale a Torino il 28 maggio.

POLLYANNA
Polly è in bilico. Sta cercando di fare due cose in una volta e nessuna le viene bene. È seduta sul davanzale della finestra, con il viso rivolto verso la luce del primo pomeriggio. Vuole abbronzarsi. Ma abbronzarsi è una cosa noiosa, e lei non ce la fa a cuocere per ore immobile su una sdraio o un lettino. L’ultima volta che ci ha provato si è addormentata, e quando Lola, la domestica, l’ha svegliata, la sua pelle chiara si era già bruciata come uno spiedino su un barbecue.
Vuole anche dipingere, ma nella sua scomoda posizione non è facile. Si arrotola i pantaloncini di jeans più su sulle cosce bianche, e la tela le scivola dalle gambe, puntando dritta verso il giardino, due piani più sotto. Polly la riagguanta per un angolo e torna a posizionarsela sulle ginocchia.
La sua Chrysler riluce davanti al cancello di casa. Ha quasi finito di disegnarla, e le è venuto un gran mal di collo, a forza di guardarla di sbieco dall’alto, eppure non è soddisfatta del risultato.
«La macchina è fantastica, ma più che un quadro, questo sembra la pubblicità di un concessionario» riflette, indecisa sul contorno.
La sua auto le piace un sacco: in origine, quando un anno prima sua madre gliel’aveva regalata, era di un anonimo color bianco panna e lei, invece di usarla, l’aveva chiusa in garage per una settimana, lavorandoci giorno e notte. Ha riprodotto e mischiato sulla carrozzeria particolari di opere famose, completando il tutto con la scritta “art on the street” sulla fiancata. È venuta talmente bene che ora, quando arriva a scuola, tutti la riconoscono.
Sulla tela vuole creare un’ambientazione particolare a fare da sfondo alla sua creazione, ma le vengono in mente solo cose banali come la Route 66 o scenari spaziali.
Sudare sotto il sole non la aiuta a concentrarsi. Ha bisogno di una pausa. Con un salto scende dal davanzale, atterra sul letto e lascia il disegno per terra ad asciugarsi. Fa partire dallo stereo La grotta di Fingal di Mendelssohn e si siede alla scrivania, adocchiando il suo ultimo acquisto con interesse.
«Straordinariamente precoce, Picasso esordì a sedici anni, dopo un breve periodo di studi nelle accademie di Barcellona e Madrid, con opere vigorosamente realistiche…» legge Polly dal libro ancora mezzo incellofanato «…Ecco, lo sapevo! Rispetto a lui sono già in ritardo di un anno, e non sono ancora mai stata in Europa!»
Scova una freccetta dal mucchio di fogli e matite sulla scrivania:
«Maledizione!»  esclama  con  disappunto,  lanciandola  contro  il bersaglio appeso alla porta della stanza, proprio nel momento in cui sua madre l’apre.
«Uah!» la signora Patter abbassa la testa e la freccetta le sfiora i capelli, andando a perdersi nel corridoio alle sue spalle.
«Scusa, ma’» sbuffa Polly, tornando a concentrarsi sul libro.
«Pollyanna, cosa stai facendo?»
«Studio».
«Davvero, cara? La scuola ha mandato una lettera in cui c’è scritto che i tuoi voti nell’ultimo trimestre sono molto calati» la mamma rimane sulla porta, alzando la busta che tiene in mano per dare maggiore enfasi alle sue parole.
«Infatti sto cercando di recuperare».
«Alcune insegnanti lamentano il fatto che non hai nemmeno i quaderni necessari. Com’è possibile? Ti ho dato soldi più volte per comprarli».
«A volte li dimentico a casa. Tutto qui» bofonchia la ragazza, strappando dalla copertina del volume che ha davanti gli ultimi residui di cellophane per nasconderli nel pugno.
La signora Patter si avvicina alla scrivania della figlia e nota la fotografia della Natura morta verde.
«Non è in arte che devi recuperare, lo sai. Perché non ti dedichi un po’ alla geografia, alla matematica o alla biologia?»
«Va  bene,  mamma»  Polly  alza  sulla  madre  occhi  di  fuoco
«Cominciamo dalla geografia. Perché non mi permetti di andare a Londra, così potrò prendere il massimo nel prossimo compito sull’Inghilterra?»
«Pollyanna, ne abbiamo già parlato e ti prego di non chiedermelo più devi prima finire il liceo. Questi viaggi-studio ti farebbero perdere troppi giorni di lezione, è meglio rimandarli a quando sarai diplomata».
«Non me ne importa un accidenti delle lezioni, le lezioni servono alle persone che non sanno cosa vogliono fare nella vita, mentre io lo so. Voglio dipingere. Perché ti riesce così difficile capirlo? A Londra, tra un mese, si terrà un importantissimo seminario interattivo sulla pittura astratta contemporanea».
«Cara, sai quante migliaia di persone hanno o hanno avuto le tue stesse ambizioni? Tu leggi di persone famose, come Picasso, Dalì o Monet, e ti sembra tutto facile. Ma non è così, potresti restare delusa o non raggiungere i tuoi scopi. E a quel punto come vivresti? Devi tenerti aperte più strade, in modo da poter fare qualcos’altro se il tuo sogno non si realizzasse».
«Grazie mille per l’incoraggiamento».
«Ti sto solo esortando ad essere più assennata e responsabile».
«Ah, quindi tu eri assennata e responsabile quando a diciotto anni sei scappata di casa per andare a vivere con un produttore che tipermettesse di lavorare come attrice?»
«Io ero povera, Pollyanna, e non avevo comunque molte altre alternative. Sono stata incosciente e ho avuto fortuna. Il mio è stato un colpo di testa andato a buon fine, ma non permetterei mai a mia figlia di fare la stessa cosa. Esistono soluzioni più sicure e meno pericolose».
«La verità è che tu hai solo paura che diventi come papà!» sbotta Polly, stizzita dalla predica.
«Adesso non essere maleducata, Pollyanna. Pensa positivo: con una maggiore cultura apprezzerai di più le bellezze dei tuoi prossimi viaggi».
«Anche tu pensa positivo: quando scapperò di casa perché troppo stanca delle tue scuse potrai comunque essere fiera del fatto che ho seguito le tue orme!»
«Vedi di comprare il materiale scolastico, Pollyanna, o non avrai più nemmeno un centesimo per il resto» conclude la signora Patter con un’occhiata eloquente al libro su Picasso. Esce dalla camera chiudendo la porta e Polly ci lancia contro un pennello.
Passa il dito sulla fotografia di Guernica, poi richiude il libro con un colpo sordo.
«Nelle  biografie  nessuno  parla  mai  dei  rapporti  tra  artisti  e famigliari…» pensa «Eppure sarebbe interessante sapere se anche
i grandi abbiano avuto gli stessi problemi di noi comuni mortali…
Chissà, magari anche la madre di Picasso era ottusa come la mia…»
Pabliuccio sii realista, non diventerai mai nessuno con quei pochi colorini che usi…
Mamma sta’ zitta, sono nel mio periodo rosa…
Ma Pabliuccio caro, non credi che il rosa sia un colore un po’ troppo
femminile? Non vorrei che poi la gente pensasse male…Dove hai messo i soldi che ti ho dato per comprarti la tavolozza?
Li ho spesi per farmi di crack e raggiungere l’ispirazione.
E questa tela confusa cosa rappresenta, figlio mio caruccio?
Ufficialmente il bombardamento su Guernica, ma in realtà sono io che
cerco di trattenermi dallo sgozzarti, mammina!
«No» riflette Polly dopo un momento «Sono sicura che la madre di Pabliuccio fosse più comprensiva della mia… E lui più elegante». Tutto ciò non cambia la situazione: non reggerà un altro anno alla noiosissima Kennedy High School. E siccome non conosce nessun pezzo grosso disposto a finanziare il suo tour artistico, non le resta che una cosa da fare: vendere.
Srotola i pantaloncini, riportandoli alla loro lunghezza originale,
sotto il ginocchio, infila un paio di vecchie Nike, il berretto da baseball
di suo padre e prende dall’armadio una grossa cartella gialla. Scende le scale in silenzio, per evitare nuove ramanzine, e sguscia fuori.
Ecco un’altra cosa che le piace della sua macchina: ha il tetto apribile, cosa che facilita enormemente l’operazione di buttare lacartella sul sedile posteriore. S’immette in quella che lei chiama Volgar Street, per le stupide sfilate dei ricchi davanti ai negozi più costosi della città, e pensa al luogo migliore in cui avviare i suoi affari. Non che ci voglia una grande riflessione, Cles è una piccola città costiera della California del sud con poche alternative.
Esclude il Viale degli Artisti per la troppa concorrenza e la poca attenzione  dei  visitatori:  di  giorno  il  Viale  è  la  meta  preferita degli skater, dei pattinatori, dei surfisti, degli amanti della corsa e dei  maniaci  dell’abbronzatura,  perché  conduce  direttamente alla spiaggia. È bello passarci in macchina ascoltando i Good Charlotte, ma non fermarsi per sistemarvi palchetti e cavalletti, che i ragazzetti sfreccianti possono facilmente travolgere. O sfottere. Lì fanno fortuna soltanto gli artisti di break dance e i giocolieri di strada, perché eseguono qualche numero e se ne vanno; chi vuole esporre qualcosa deve reggere ore sotto al sole e viene costantemente ignorato in favore di un carretto dei gelati o delle bibite. Di sera i caricaturisti o i ritrattisti riescono a tirare su qualche soldo con i turisti che passeggiano, ma quello non è il suo stile: è troppo timida per riuscire a scrutare il viso di qualcuno per mezz’ora, mentre un gruppetto di curiosi si ferma alle sue spalle e giudica il suo lavoro. Soprattutto, trova  sia  i  ritratti sia  le  caricature  rappresentazioni troppo banali delle persone, che ama più riprendere di sorpresa o in pose grottesche e un po’ folli.
Esclude anche l’Austin Park, su a Roosevelt Street: tranquillo e pulito, la domenica è l’ideale per le famiglie che vogliono fare un pic- nic o per i ragazzi desiderosi di studiare e rilassarsi all’aria aperta, ma durante la settimana è popolato esclusivamente da impiegati frettolosi e da vecchietti con il cane, a cui non interessano le storie di giovani squattrinati.
Lascia perdere la stazione degli autobus e le fermate della metropolitana: troppo sporche, troppi individui loschi. Sono come la zona industriale: ci transita una marea di gente, ma nessuno si ferma più del tempo strettamente necessario, per evitare che il degrado circostante si attacchi alla pelle come una zecca fastidiosa.
Svolta in Gardenia Avenue e decide per il centro commerciale: si chiama Cinque Stelle, nome che fa facilmente pensare ad un albergo di lusso; invece è un impianto di centoventicinque negozi e quattordici sale cinematografiche, su tre piani, aperto 24 ore su 24. È una costruzione molto moderna, tutta specchi, vetrate e fontane, ed è anche il luogo più frequentato dei dintorni, da persone di ogni età.
Polly riesce a parcheggiare a circa due miglia dall’entrata, in mezzo ad una distesa di auto che luccicano sotto il sole aspettando che i loro proprietari finiscano lo shopping o la spesa, mentre tante altre vagano alla ricerca di un posto libero. C’è un ampio spiazzo davanti alle porte a vetri del Cinque Stelle, dove la gente sosta per fumare, per distribuire volantini o per fare quattro chiacchiere, e Polly sceglie di allestire la sua vetrina artistica davanti ad un’aiuola colorata. Sistema le tele e i disegni per terra, sopra un grosso telo bianco che usa a casa per non sporcare il pavimento, poi si siede sul muretto che circonda l’aiuola, in attesa di possibili clienti. Non espone i prezzi nella speranza che qualcuno, attratto dai suoi lavori, si avvicini per chiederle informazioni.
Cerca di ricordare come passano il tempo quelli che stanno sul Viale degli Artisti. Chiacchierano con chi passa? No, lei non vuole essere considerata una rompiscatole. Leggono? Non si è portata niente, nemmeno il libro su Picasso, che le avrebbe donato un’aria intellettuale e professionale. Accidenti. Fumano? Non è abituata. A parte osservare le persone che le passano intorno, senza degnarla di uno sguardo, che cosa può fare? Guarda l’orologio: sono trascorsi appena cinque minuti.«Cavolo, che noia mortale… Chissà come se la cavava Picasso in    momenti    come    questo?»    pensa,    mordendosi    un’unghia
«Probabilmente cercava idee per i suoi prossimi capolavori…» alza la testa «Forse se mi metto a disegnare attirerò di più l’attenzione». Prende dal fondo della cartella il suo album da disegno e una matita.  Niente  banalità  come  ritratti pietosi  di  poveri  vecchietti con in mano gli sconti per l’acqua minerale. Un’artista non deve solo guardare, deve vedere l’anima che c’è dietro, perciò Polly si
concentra sui particolari: il bordo di una maglietta, un collo coperto da un foulard, occhi velati dalle lenti degli occhiali da sole, scarpe consunte sull’asfalto, monetine cadute a terra, una bocca rosso fuoco piegata all’ingiù, pantaloncini striminziti, un piercing all’ombelico… Scrutando i clienti del centro commerciale ruba parti del loro corpo, senza essere notata, e li racchiude sulla carta, rappresentandoli tutti insieme, senza una logica, seguendo un andamento a spirale che mostra quei particolari staccati come un’unica scia spumeggiante, le  cui  dimensioni  vanno  riducendosi  man  mano  che  i  cerchi  si restringono verso il centro del foglio.
«Scusa, tesorino!»
Un’esclamazione fa sobbalzare Polly, e la matita le scivola dalla mano, cadendo a terra con un tic tic tic. La ragazza alza la testa e vede una signora con uno sgargiante tailleur color salmone sorriderle con impazienza, mostrando i denti sporchi di rossetto.
«Buongiorno!»
Polly appoggia l’album sul muretto e salta in piedi. Una cliente! La prima cliente!
«In che cosa posso esserle utile?»
«Ho visto che qui hai delle cosine carine, tesorino» squittisce la donna dando un’occhiata generale per terra «Hai mica un po’ di frutta, per caso?»
«Un po’ di… cosa?»
«Ma sì, uno di quei quadri con la frutta nel cestino… Sai, piacciono tanto a mia sorella, ma nei negozi costano un occhio della testa!»
«Intende una natura morta?»
«Sì, brava tesorino, soprattutto pere e ciliegie… lei va matta per le pere…»
«Ho una cosa di questo tipo…» si sposta di lato e solleva dal telo un piccolo quadro raffigurante una ciotola trasparente su un tavolo, piena di frutta marcia fatta a pezzi, che ha ironicamente intitolato Macedonia. Esprime abbastanza chiaramente il suo odio per le nature morte.
La signora si avvicina alla tela fino a sfiorarla con il naso: «Qui non vedo pere. Non hai qualcosa con le pere?»
«Beh no, però ho tanti altri soggetti interes…»
«Oh no, no, non posso spendere per altre inezie… Grazie lo stesso!»
la donna si volta e se ne va senza aspettare risposta, traballando sui tacchi rosa.
Polly resta per un attimo a fissare lo spazio rimasto vuoto davanti a lei. Qualcosa con le pere?
Qualcosa con le pere?!
Deve ricordarsi di scrivere al governatore e chiedergli di abbassare gli standard per il manicomio.
«Eehi, Patter!» una voce acuta la fa smettere di boccheggiare.
Riprende il controllo sulla sua indignazione (…).

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