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ANDREA MARCHESI CON “NODI” (NOUBS) vincitore finalista al premio internazionale Bella Achmadulina


Rossiyskaya Gazeta, pagina 13

2 aprile 2013

“E alla fine ti dirò” – Il premio intitolato a Bella Achmadulina sarà consegnato per la prima volta ai poeti russi e italiani

Ieri è stata pubblicata la short list del premio Bella, istituito nel 2012 in memoria della grande poetessa russa del Novecento, Bella Achmadulina. Il progetto è stato promosso da suo marito, il noto artista Boris Messerer. La lista dei candidati è stata presentata in una delle prime ville liberty di Mosca che all’inizio del secolo scorso apparteneva al direttore d’orchestra e divulgatore musicale Serghej Kusevitskyj. Tenendo conto delle radici italiane di Bella Achatovna, e in generale il suo amore per l’Italia (reciproco, poi!), è stato deciso di istituire un premio congiunto per i due Paesi.

 

Le condizioni del premio sono queste: viene assegnato a giovani autori (sotto i 35 anni) di opere poetiche, russi e italiani, nonché agli autori di brevi saggi sulla poesia. La nomination “Poesia russa” è destinata ai poeti russi, “Poesia italiana” a quelli italiani. In più, “un saggio di critica letteraria o bibliografico sulla poesia contemporanea”. I vincitori riceveranno 3000 euro.

La parte italiana non ha nominato nessuno per il saggio, per questo il numero dei loro candidati è ammontato a cinque poeti: sono Carlo Carabba, Matteo Munaretto, Oliver Scharpf, Andrea Marchesi e Alessandro Rivali.

 

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ASCANIO CELESTINI OSPITE D’ONORE ALLA PREMIAZIONE “LETTERA D’AMORE” ED. 2012


E’ con gioia che annunciamo la partecipazione al concorso “LETTERA D’AMORE”, EDIZIONE 2012, di ASCANIO CELESTINI, in qualità di ospite d’onore durante la cerimonia di premiazione che si terrà l’8 Agosto 2012, a Torrevecchia Teatina (Chieti).

Cogliamo l’occasione di tale annuncio per invitarvi ad inviare le vostre lettere entro e non oltre il 31 Giugno 2012.

Il bando è scaricabile dal nostro sito, www.noubs.it, sezione “Concorsi”.

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Ciò che resta della città de L’Aquila nelle parole di Anna Ventura


C’è un libro in cui L’Aquila vive ancora, teneramente: La Città, di Anna Ventura, èdito dalle Edizioni Noubs nel 2007.

Ve ne offriamo un momento…

Tutti saremo interrogati

Forse non è una colpa

essere nati in un paese in cui

l’inverno è lungo, la primavera

ha spallette di glicini

su muri screpolati. L’orgoglio

e il pregiudizio consigliano di dire

che non è amore, è solo

un capriccio della fantasia,

un’emozione incontrollata. Eppure

è dolore questa cosa che sta nascosta

dietro i grappoli viola,

dietro il fogliame verde

che sfonda il grigio delle pietre.

Questo per San Giovanni della Croce,

perché – dice lui –

tutti saremo interrogati sull’amore.

Anna Ventura

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GLI E-BOOK DELLE EDIZIONI NOUBS!


Le Edizioni Noubs hanno pubblicato i primi e book a un prezzo bassissimo! Edizioni Noubs: libri per tutte le tasche e tutti i “supporti”. 

Su http://www.smashwords.com/profile/view/noubs potrai vedere quali titoli sono in vendita.

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PUBBLICATA LA GIOVANE POESIA ITALIANA: MARCHESI&D’AMATO CON IL CONTRIBUTO DEL FOTOGRAFO BRUNO IMBASTARO


Un editore, qualsiasi editore, prova sempre un moto di stupore misto a commozione nel vedere realizzati i propri progetti editoriali: ieri sono arrivati Poesie a Comitò di Federica D’Amato e Nodi di Andrea Marchesi con le copertine metafisiche del grande fotografo Bruno Imbastaro. La passione per il nostro mestiere è ciò che abbiamo di più caro.

 

 

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“Marzo”, poesia inedita di Federica D’Amato


Poesia inedita di Federica D’Amato per il blog delle Edizioni Noubs.

Continuate a seguirci! Altri inediti, in poesia e prosa, per voi…

Buona lettura

 

Marzo

E’ l’animale a sentire la corsa vegetale del cielo

se io quando cammino sospendo la strada

a furia di mangiarne la lunga gioia dell’arrivo

se io non so finire di aspettare lo scoppio

diluito in equatore di queste vampe anticipate

di sole sul verso estatico di Marzo

se io appartengo alla schiera dei poveri

e dei cantori a giornata troppo corta

molto rosa per una gola incendiata

se io questa bellezza non so dirla

che postuma ma mitragliata dentro

la budella animella mia piccola bambina.

 

Federica D’Amato

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LA NEVE, uno scritto (inedito e a tema) di Massimo Pamio


LA NEVE, FINALMENTE

di Massimo Pamio

È caduta copiosa, per giorni siamo rimasti isolati a contemplare questo ostinato minuto fragile esercito di fiocchi che si disperdeva ovunque, distribuendosi in modo uniforme, equilibrato, egualitario su tutto quel che c’era nello spazio attorno a noi, che scendeva lieve e soave con una continuità, un’affabilità, una generosità proprie del dono a cui non si può rinunciare, ma che in tante ore notturne si è trasformato in una vera e propria gabbia capace di rinchiuderci senza la possibilità di una via di fuga, impedendoci le uscite di sicurezza, nascondendo sentieri e cielo, rendendoci simili a topi ai quali sono state sbarrate le tane in cui rifugiarsi. Eppure al mattino sebbene ci sentissimo soffocati privi di aria affogati di luce, abbiamo compreso che tutto era stato trasfigurato nel biancore del ricamo dell’arabesco della filigrana sottile d’argento con cui anche le brutture costruite dagli uomini e i suoi manufatti più orridi, erano stati impreziositi nella parola che solo la neve, forse, può vantare di creare: la Bellezza. Ammantando ogni superficie, la neve aveva immacolato e impreziosito ogni elemento, lasciandolo differente in virtù della sua essenza, costituendolo in modo assoluto nella sua forma.

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INTERVISTA A VINCENZO LATRONICO – LA COSPIRAZIONE DELLE COLOMBE (Bompiani 2011)


Questa volta le Edizioni Noubs, per le cure di Massimo Pamio, intervista VINCENZO LATRONICO, una delle giovani voci della narrativa italiana più promettenti, ma soprattutto, unitamente ad Alcide Pierantozzi, una delle menti più colte e raffinate.

Vincenzo Latronico è nato a Roma nel 1984. Ha pubblicato due romanzi con Bompiani (Ginnastica e rivoluzione, nel 2008, e La cospirazione delle colombe, nel 2011). Ha tradotto opere di Max Beerbohm, Hanif Kureishi e P.G. Wodehouse, e sta lavorando per minimum fax a una nuova traduzione di Tenera è la notte di F. S. Fitzgerald. Scrive di arte contemporanea per Domus, frieze e Rolling Stone.

Buona lettura!

CONTRO LA LETTERATURA DI CONTRABBANDO

Intervista a Vincenzo Latronico

a cura di Massimo Pamio

1) Vincenzo, intanto ti faccio i nostri complimenti perché, così giovane, hai già composto due romanzi di tutto rispetto, Ginnastica e rivoluzione e il recente La cospirazione delle colombe.  Ci vuoi accennare brevemente al primo romanzo? Quale è stata la tua palestra di scrittura: dove, come, quando hai compiuto le tue prime prove letterarie?

In realtà, non vorrei accennare al primo romanzo. È strano – ci ho messo tutto me stesso, quale ero allora, e il risultato gli assomiglia: agitato, ansioso, sovraccarico, impreciso, tutto sbalzi e strattoni e picchiate senza un bersaglio, o con un bersaglio che si rivela essere un ologramma, un fantasma, un fuoco di prisma. Se ci ripenso, cosa che mi sforzo il più possibile di non fare, mi intenerisce e mi imbarazza e mi fa venire voglia di pensare ad altro, come le lettere d’amore non spedite del liceo. Quando provo a rileggerlo trovo delle cose che mi piacciono, ma smetto subito. Parlava di cinque ventenni che vivevano a Parigi, volevano andare al G8 di Genova nel 2001 e alla fine non ci andavano, per colpa della polizia, di uno spacciatore messicano, di un anziano miliardario, e loro.

2) La cospirazione delle colombe, ambientato nel mondo dell’economia vissuto attraverso le esperienze di giovani bocconiani, è narrato in terza persona, senonché, sorprendentemente, a pagina 77, fa irruzione l’io narrante, un personaggio di secondo piano, ma, visto che viene chiamato in causa, si suppone che possa essere il vero motore occulto della storia, che segue gli avvenimenti senza farsi notare, ma che tutto inquadra dal buco della serratura. Una trovata hitchcockiana. Che sia un romanzo a tesi, e che ci sia qualcuno che voglia far passare una sua concezione del mondo, grazie alle leggi di una personale categoria morale…

In origine l’intenzione era un po’ il contrario: per me – da lettore – i romanzi che vogliono contrabbandare una tesi sono quelli che fingono oggettività (“in terza persona”, appunto). Inserire me stesso era proprio un tentativo di antidoto a questo contrabbando: dicendo dove sono io nella storia, come la vedo e perché, relativizzo o tento di relativizzare questa tesi – mettendola in bocca, fra l’altro, a un personaggio minore, marginale, che magari capisce poco di quello che succede. Ma forse è solo un alibi per una forma neanche troppo implicita di protagonismo.

3) In questo senso ti vedo come un nuovo Calvino, ovvero come quello scrittore che, partendo da un teorema per dimostrare qualcosa, alla fine giunge a una agnizione che però, potrebbe smentire le premesse date…

A farci ben caso, il libro contiene due teoremi, che sono diametralmente opposti l’uno all’altro. In questo senso – ovviamente non posso non sentirmi lusingato per il paragone – ma mi pare che quasi sempre Calvino sia troppo controllato, troppo limpido, troppo passeggiatore fischiettante nel fuoco incrociato della trincea. Il suo libro che amo di più – e che giudico davvero un capolavoro – è Il barone rampante, proprio perché secondo me lì il controllo gli sfugge, e il libro ha una tesi chiarissima che però è molto difficile da mettere a fuoco e si trasforma costantemente nel proprio opposto (c’è chiaramente una lotta fra “la ragione” e qualcosa d’altro: ma chi rappresenta la ragione? Cosimo, o gli altri?). In questo senso è un libro malriuscito, un po’ infetto, un po’ slabbrato (è anche quello con la trama più artificiosa, giustapposta): e questo, a mio parere, è un bene.

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MARE NERO DI GIANNI PARIS, UNA LETTURA DI CATERINA FALCONI


Caterina Falconi ci concede una lettura penetrante e commossa di Mare Nero, Gianni Paris, Edizioni dell’Arco, 2006.

Vi consigliamo caldamente la lettura della seguente recensione e di conseguenza del libro.

Ringraziamo con l’usuale calore Caterina per il suo prezioso contributo.

Partono con una busta di plastica bianca: dentro un po’ di pane, delle mele, una bottiglia d’acqua. Alcuni hanno una maglia annodata alla vita. Pochissimi una coperta. I disperati di Paris sono descritti così, nelle prime pagine di un romanzo che cambia per sempre lo sguardo del lettore: una torma di abbacinati dalla speranza, giovani e bambini, stipati in una baracca buia in attesa di partire. Fuori, i trafficanti, i traghettatori, con dei fucili in mano.

Ricordo i miei due anni in Benin, i villageois erano animati dalla cognizione del presente. Ogni sforzo, immane, nel condurre la vita un passo avanti, si concentrava sul pasto del giorno, sul bacile d’acqua attinto al fiume. Del domani non v’era certezza, e non in senso poetico. Domani, un attacco di malaria, il morso di un serpente, ti potevano ammazzare. Questi novanta martiri non fanno eccezione, ripongono la loro speranza di sopravvivere in una patetica busta di plastica con provviste per qualche giorno. Eppure sono mossi dal titanico e quasi epico sogno di cambiare la propria esistenza, e Paris li descrive come l’Africa che si muove. La voce narrante è quella di Nacer, un trentenne marocchino contaminato dalla lunga consuetudine alla lettura, taciturno e coraggioso, in cui a guardare bene si intravedono delle caratteristiche dello scrittore, come l’entusiasmo e un tratto di intelligente malinconia.

La scena è pronta, sapientemente tratteggiata da un Paris che fa un uso disinvolto e personalissimo delle parole, combinandole in metafore indelebili,come bucare il mare…

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RETABLI DI MARILIA BONINCONTRO


Marilia Bonincontro ha il dono dell’assenza: sistematica, ostinata, orgogliosa.

Un dono tanto prezioso ché le sue delicate apparizioni, i suoi slanci di presenza hanno tutto il gusto di capovolgere il mondo ed aprirlo alla festa del colloquio, mai banale mai scontato, alla festa della mente.

Noi Abruzzesi abbiamo una Cristina Campo nostrana e non lo sappiamo.

Non lo sappiamo proprio a causa di questa sua volontà di essere sempre assente. Ma è lì, con una magia di montaliana memoria, che si invera l’incanto di Marilia: grazie a questa assenza la Bonincontri passa la sua vita tra i libri, in un’architettura fatta di carta, immagine e somiglianza del magnifico edificio della sua mente.

Oggi vi doniamo tre poesie tratte da Retabli, Noubs 2006 (link per catalogo), nella speranza che la magia di cui vi parliamo catturi anche voi.

MARILIA BONINCONTRO

Retablo di Paul Celan
Ancora martella –
la parola – nel nudo
cratere di cenere.
Ancora incalza
l’invito dell’Ombra –
sprich auch du –
il coro dei morti
dalla terra bruciata.

Retablo di Cristina Campo
Da San Michele in Bosco
all’Aventino – infanzia
e addio. Icona
 dell’Altrove – fiaba
e mistero – e lievi mani
d’angelo bizantino.

Retablo di Greta Garbo
Come Piccarda – luce
nella luce svanita –
così Anna – Mata –
Greta – uscita
dallo specchio – Cristina
infinita – vi ritorna.

Marilia Bonincontro è nata e vive in Abruzzo, dove è stata insegnante. Ha pubblicato, raffinata esteta, numerosi testi di poesia, spesso pensati come libri-oggetto preziosi, realizzati con artisti, ed inoltre saggi e traduzioni. Le poesie qui riporate sono tratte da Retabli, Noubs, 2006.

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ACCETTATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE IL REFERENDUM PRESENTATO DALLE EDIZIONI NOUBS!


Per la nostra solita serie “Se sono sani non li vogliamo”, quella che insomma ci ha resi famosi in tutta Italia (ahinoi),

oggi vi presentiamo un incredibile stalker che da mesi riempie innamorato la nostra casella di posta…

Ecco quanto ci ha inviato: a voi un giudizio (siate spietati…)!

ACCETTATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE IL REFERENDUM PRESENTATO DALLE EDIZIONI NOUBS!!!!

Dopo aver raccolto milioni di firme con sedioline e tavolini prestati da bar di tutta Italia che ringraziamo per la loro collaborazione, la Corte Costituzionale ha accettato la proposta di referendum delle Edizioni Noubs: “Popolo italiano, è CRESCENZO INVERIGO il nuovo Bukovski italiano?”
Potete votare con un semplice “mi Piace” o “Non mi piace”. Noi ve lo presentiamo. La sua faccia ricorda Bukovski, il suo atteggiamento nei confronti della vita pure. La sua scrittura… Giudicate voi.

CRESCENZO INVERIGO
IL NUOVO BUKOVSKI ITALIANO (COSI’ ARDITAMENTE SI DEFINISCE)

MARINAIO

Avevo una donna in ogni porto.
Il porto è morto
perché sulla banchina
non ci aspettano più donne.
Ognuna aveva un filo di perle
ora hanno fili del telefono.
Il router per navigare
alla ricerca di un marinaio
che non abbia navigato molto.

 

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CON REMOTTI ALLA RICERCA DI DIO, NOUBS 2009


Oggi ripeschiamo dal nostro catalogo un libro di un uomo eccezionale, nostro autore ma soprattutto nostro carissimo amico. Parliamo di REMO REMOTTI, l’immarescibile Remo Remotti, che da anni ormai riempie la nostra segreteria telefonica di chicche indicibili escogitate, espresse con un’arte che è tutta, non può esser altro che remottiana.

Proponiamo Con Remotti alla ricerca di Dio, un libro pubblicato da Noubs nel 2009 che mostra al grande pubblico un Remo inedito e sapiente… Buona lettura!

Estratto dalla Prefazione di Aurelio D’Ingiullo, Con Remotti alla Ricerca di Dio, edizioni Noubs, Chieti, 2009

Fra due secchioni per l’immondizia.

Lì ho incontrato la prima volta Remo.

La sua andatura era incerta nel fare prostatico. Ricordo che teneva tra le mani un bastoncino d’incenso fumante. Vestito con uno studiatissimo abbigliamento casual-schic, da viaggiatore teo-comunista, con in più un vezzoso cappellaccio da bancarella cinese […]. L’unicità di Remotti è così evidente in questo suo lavoro proprio per l’apparente contraddizione degli argomenti trattati. Remo analizza il Cristianesimo e le altre religioni monoteiste. Si legge di bioritmi, dei Chakra, di Maestri filosofi come Osho, S. Krishnamurti. Si ricorda la psicosintesi di Roberto Assagioli. E tanto ancora. Insomma, con questa opera Remorri ci consegna un personale ed interessante compendio degli innumerevoli viggi intrapresi dall’Uomo. Non risulta importante sapere si quale treno vogliate salire. Abbandonate la fretta. Se il treno è fermo, è la stazione che parte…

 

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POESIA DI SACHA ROSEL TRATTA DA “CARNE E COLORE”, NOUBS 2008


Oggi per voi una poesia di Sacha Rosel, autrice Noubs, traduttrice e poetessa di talento.

Sacha Rosel si occupa di traduzione e consulenza editoriale. Attualmente è insegnante. Ha tradotto Sara Gran, Dan Simmons, Anne Perry, Stuard Hoods, e la trilogia fantasy di Warcraft. Fa parte della redazione di Thriller magazine. Carne e colore, raccolta di poesia edita da Noubs nel 2008, “è una profonda riflessione sulla creazione e sul miraggio dell’assoluto. La poesia “è tirannia azzurra che sfiora continuamente l’assoluto” ha scritto Sacha Rosel indicando le volontà, i desideri e le necessità del suo dire poetico e in parallelo dichiarando la propria adesione al gioco che fu caro ad un grande scompositore del sistema sintattico della poesia: Stephane Mallarmé (Alfonso Amendola).

STAIN/STEIN

Sentire il peso della morte,

conscious time,

la fluidità del pensiero.

È il respiro quello che conta.

Dovrei cercare di trattenerlo,

incamerare

(I will try not to breathe)

uno scoppio,

una frequenza esplosa

nell’interruttore centrale.

Linee lasciano affogare la superficie dalle mie mani

Tunnel. Nel tunnel.

Mi ritrovo a dover chiedere al mio corpo

di tornare in vita,

di esclamare,

la vita.

Chiudo.

SACHA ROSEL


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Una poesia inedita di Silvia Molesini, II parte


Torniamo a regalarvi l’altro valore letterario delle poesie di Silvia Molesini. Dopo A Sylvia, pubblicato sul nostro blog nella sezione “Poesia”, ecco A S. Giovanni.

Buona lettura con la bellezza…

A S. Giovanni

 

Bisogna abitare gli occhi al buio

che il buio ha dentro agli occhi

il volto oscuro:

pizzican fiammelline

farfallette in fascino

ma il volto oscuro

lo stracannato domani

ignora. Diano

la sequenza algebrica

il futuro Mercurio

rubedo rubedo

l’argento pomeriggio:

diano la pietra!

Nella coppa del dio settimo

sangue, dall’incendio demone

il fuoco freddo

che non rischiara.

Bisogna abitare gli occhi al buio,

l’alba è una maschera che sbava.

 

Silvia Molesini, nata a Bussolengo (Vr) il 14 luglio 1966, vive e lavora come psicoterapeuta a Costermano. Ha pubblicato le raccolte Nuova noia (Ibiskos ed. 1987), L’indivia (Campanotto ed. 2001), Il corpo recitato (I figli belli ed. 2004), Lezioni di vuoto (Liberodiscrivere ed. 2006). Ha partecipato al romanzo a rete Rifrazioni scomposte su corpo 12 e, per circa due anni, membro fondatore, al progetto Karpòs. È presente in diverse antologie e in qualche rivista letteraria (Le voci della luna, Filling Station, L’ortica, Critère, Niedergasse) ed è stata segnalata in concorsi di poesia (nel 2008 : con Esanimando al Premio Montano e al premio Mazzacurati/Russo con Cahiér corpo piccolo ). Collabora con www.absolutepoetry.com, zeropoetry e viadellebelledonne. Cahiér de doléances, raccolta inedita 1995-2000 è collocata su www.inedito.it.

Work in progress e sito di riferimento: Nascita e morte (titolo provvisorio).

Letture su www.myspace.com/molesini (Alle quattro e venti circa). Dulcis in fundo, 13 algebriche mistiche.

 

SILVIA MOLESINI

 

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UNA POESIA DI LORENZO LEPORATI


Una perfezione che fa le veci dell’assoluto

La tensione che dimora nella poesia di Lorenzo Leporati si risolve in un equilibrio di versi perfetti, conclusi, inappellabili, dietro i quali si nasconde sempre un koan, che il lettore illumina e risveglia: un richiamo all’assoluto, alla perfezione, all’indistinzione con il tutto.

LORENZO LEPORATI

da “Interno con Holderlin”

2

Da giorni mi dedico all’attesa,

all’incontro con il mio carnefice.

Io so che il dolore non è che

attenzione.

57 gradini sopra la croce pala

di Duccio non ci si aspetta un dormitorio

maschile ma il cielo stellato.

e in questo cielo stellato

mi figuro all’atteso,

all’artefice delle mie carni.

Quattro euro per la cena

e 14 per la lettura,

la libraia in via della sapienza

mi truffa.

I libri si scollano,

appartenevano. Recano dediche,

dispacci che dovevano durare.

Strappo via le pagine, le brucio,

i miei libri sono il mio bestiame.

Li marchio, faccio la conta,

come tori sacrali li conduco al pascolo.

I miei occhi vigilano la mandria.

le mie dita annotano su di essa:

nacqui di venerdì, di cinque chili e mezzo.

La mia possanza piacque all’ispirazione

quando rovescia gli occhi sul tacere.

Chiesi permesso, mi stancai nella natura.

Il volto deposto sulle gravi stelle,

improprio come i mondi celesti.

Lorenzo Leporati, abruzzese, vive a Siena. E’ stato Premio Montale. Della sua scrittura si sono interessati i maggiori poeti e critici italiani. Numerose le sue pubblicazioni, alcune di pregevole fattura artigianale. L’ultima raccolta, “Il canto delle pescatrici” sarà edita da Noubs nel 2012.

 

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