Archivi tag: Poesia

TONINO GUERRA, DIARIO DI UN POETA


Ci giunge felice la segnalazione da parte dell’Associazione Tonino Guerra della mostra-evento “Tonino Guerra, diario di un poeta”, inaugurata il 3 Dicembre 2011 e attiva sino al 26 Febbraio 2012.

Il seguente link vi dà la possibilità di scaricare il programma completo (.pdf) degli eventi collaterali.

Chi può vada!


TONINO GUERRA

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POESIA DI SACHA ROSEL TRATTA DA “CARNE E COLORE”, NOUBS 2008


Oggi per voi una poesia di Sacha Rosel, autrice Noubs, traduttrice e poetessa di talento.

Sacha Rosel si occupa di traduzione e consulenza editoriale. Attualmente è insegnante. Ha tradotto Sara Gran, Dan Simmons, Anne Perry, Stuard Hoods, e la trilogia fantasy di Warcraft. Fa parte della redazione di Thriller magazine. Carne e colore, raccolta di poesia edita da Noubs nel 2008, “è una profonda riflessione sulla creazione e sul miraggio dell’assoluto. La poesia “è tirannia azzurra che sfiora continuamente l’assoluto” ha scritto Sacha Rosel indicando le volontà, i desideri e le necessità del suo dire poetico e in parallelo dichiarando la propria adesione al gioco che fu caro ad un grande scompositore del sistema sintattico della poesia: Stephane Mallarmé (Alfonso Amendola).

STAIN/STEIN

Sentire il peso della morte,

conscious time,

la fluidità del pensiero.

È il respiro quello che conta.

Dovrei cercare di trattenerlo,

incamerare

(I will try not to breathe)

uno scoppio,

una frequenza esplosa

nell’interruttore centrale.

Linee lasciano affogare la superficie dalle mie mani

Tunnel. Nel tunnel.

Mi ritrovo a dover chiedere al mio corpo

di tornare in vita,

di esclamare,

la vita.

Chiudo.

SACHA ROSEL


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NUOVO PROGETTO-CONCORSO “AUTOANTOLOGIA DEI GIOVANI POETI D’ITALIA”, leggi il bando


La Noubs Edizioni bandisce il

 

PROGETTO PERMANENTE

“AUTOANTOLOGIA DEI GIOVANI POETI D’ITALIA”

bando scaricabile da www.noubs.it

Le Edizioni Noubs intendono sottoporre all’attenzione della letteratura nazionale il patrimonio costituito dai nuovi scrittori per iniziare a definire in modo obiettivo le nuove linee e tendenze della ricerca letteraria italiana, evitando giochi di potere e simpatie di curatori e di scuderie.

Nutriamo l’impressione che la nuova poesia sia ancora sconosciuta, a causa dei gusti personali di critici e scrittori che tendono a sottolineare le opere di coloro che in qualche modo sono legati al loro mondo o al loro modo di scrivere, in tal modo provocando inconsapevolmente l’emarginazione di voci isolate e originali che corrono il rischio di essere scoperte in ritardo o addirittura di essere sopraffatte e escluse da ogni giuoco. Per tanto, l’iniziativa offre una possibilità unica e irripetibile proprio a queste voci inascoltate per vari motivi, perché controcorrente o non in linea con i tempi o con le dinamiche stilistiche e logiche dei “grandi”, dei maggiori poeti viventi, fuori dal “canone” poetico predominante.

Grazie a questa iniziativa, saranno gli stessi autori a proporsi.

 ESSI DOVRANNO: 

1) Non aver superato i 31 anni alla data del 1.1.2012 (bisogna accludere fotocopia di documento di riconoscimento – possono partecipare i nati dopo il 1.1.1981);

2) Aver pubblicato un libro o avere una raccolta inedita che dovranno essere inviati in copia cartacea (anche in fotocopia) alle Edizioni Noubs specificando sulla busta: Concorso autoantologia dei poeti- c/o Edizioni Noubs, Via Ovidio 25 – 66100 Chieti;

3) Scegliere dal libro o dalla raccolta inedita due liriche per la pubblicazione nell’antologia;

4) Accludere una presentazione dei propri scritti o una nota di un critico letterario;

5) Stilare una breve personale nota biobibliografica (possibilmente simpatica, divertente o originale);

6) Redigere una dichiarazione in cui si autorizzano gratuitamente le Edizioni Noubs alla pubblicazione dei testi nell’antologia.

 Le composizioni, la nota di presentazione, la biobibliografia saranno inserite nella prima autoantologia dei giovani poeti d’Italia previa una selezione che sarà effettuata dai giovani partecipanti che esprimeranno la loro “antologia ideale” e da una giuria di critici collaboratori delle Edizioni Noubs.

 

Sarà possibile inviare il materiale ENTRO E NON OLTRE IL 30 GIUGNO 2012.

 

Per informazioni scrivere a concorsi@noubs.it

 

WWW.NOUBS.IT

noubs.wordpress.com

 

 

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Una poesia inedita di Silvia Molesini, II parte


Torniamo a regalarvi l’altro valore letterario delle poesie di Silvia Molesini. Dopo A Sylvia, pubblicato sul nostro blog nella sezione “Poesia”, ecco A S. Giovanni.

Buona lettura con la bellezza…

A S. Giovanni

 

Bisogna abitare gli occhi al buio

che il buio ha dentro agli occhi

il volto oscuro:

pizzican fiammelline

farfallette in fascino

ma il volto oscuro

lo stracannato domani

ignora. Diano

la sequenza algebrica

il futuro Mercurio

rubedo rubedo

l’argento pomeriggio:

diano la pietra!

Nella coppa del dio settimo

sangue, dall’incendio demone

il fuoco freddo

che non rischiara.

Bisogna abitare gli occhi al buio,

l’alba è una maschera che sbava.

 

Silvia Molesini, nata a Bussolengo (Vr) il 14 luglio 1966, vive e lavora come psicoterapeuta a Costermano. Ha pubblicato le raccolte Nuova noia (Ibiskos ed. 1987), L’indivia (Campanotto ed. 2001), Il corpo recitato (I figli belli ed. 2004), Lezioni di vuoto (Liberodiscrivere ed. 2006). Ha partecipato al romanzo a rete Rifrazioni scomposte su corpo 12 e, per circa due anni, membro fondatore, al progetto Karpòs. È presente in diverse antologie e in qualche rivista letteraria (Le voci della luna, Filling Station, L’ortica, Critère, Niedergasse) ed è stata segnalata in concorsi di poesia (nel 2008 : con Esanimando al Premio Montano e al premio Mazzacurati/Russo con Cahiér corpo piccolo ). Collabora con www.absolutepoetry.com, zeropoetry e viadellebelledonne. Cahiér de doléances, raccolta inedita 1995-2000 è collocata su www.inedito.it.

Work in progress e sito di riferimento: Nascita e morte (titolo provvisorio).

Letture su www.myspace.com/molesini (Alle quattro e venti circa). Dulcis in fundo, 13 algebriche mistiche.

 

SILVIA MOLESINI

 

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ANCHE LA NOUBS “FIRMA” PER PIERLUGI CAPPELLO


Parallela alla petizione “Salviamo casa Merini”, che tenta di strappare alle ruspe un pezzo di storia culturale italiana, segnaliamo con partecipazione l’appello lanciato da Repubblica ai fini della concessione al poeta friulano PIERLUIGI CAPPELLO dei privilegi previsti dalla Legge Bacchelli, in passato già beneficio di personalità quali Anna Maria Ortese, Alda Merini, Alida Valli, etc.

Rimandiamo all’articolo completo presente sul sito Repubblica.it per i dettagli PETIZIONE PIERLUIGI CAPPELLO.

E condividiamo con voi la bellezza tersa dei suoi versi…

 

Piove

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, luccicante sorella,
nel cerchio del tempo buono, nell’ora indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero di matita
da me a te né dopo né dove, amore, nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l’albero è capovolto, la radice è nell’aria.

(fonte: www.crocettieditore.com)

 

 

PIERLUIGI CAPPELLO

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FEDERICA D’AMATO SUL MITO IN CESARE PAVESE


Per gentile concessione dell’autrice, Federica D’Amato, vi riportiamo un articolo di critica letteraria (già apparso su Ipercritica) che affronta il tema del mito e del doppio nei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese.

UN FATTO DOLCE ATROCE

La Bestia pavesiana

a cura di Federica D’Amato

Quel che si intende esperire con la seguente lettura focalizzata è la ricchezza di un’opera solitaria – perché assoluta – di un autore ebbenesì italiano: i Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese. Per chi scrive il malcontento, la polemica sono già innescate; non è necessario dire chiaramente che Pavese oggi è letto poco e male, che la memoria dei veri classici novecenteschi è andata perduta anche da chi quel fuoco lo ha attraversato, che un pettegolezzo ha vinto la volontà di un uomo che aveva chiesto solo di non fare pettegolezzi. Ma andiamo avanti, o meglio indietro.

I Dialoghi con Leucò, insieme a Feria d’Agosto e alla Luna e i falò sostanziano “l’ultimo guizzo della candela”,[1] la triade raccolta intorno all’esplorazione del mondo antico, del primitivo del selvaggio ovvero del mito; l’arco di tempo è quello che va dal ’45 al ’47. Pavese si sarebbe arreso nel ’50.

I Dialoghi, è ampiamente risaputo ma ben poco compreso, consistono in una serie di 26 raccontini in forma dialogica tra personaggi mitologici, còlti nella loro versione minoica, che mirano appassionati a palesare il Mito come unico accesso alla tematizzazione dell’origine in quanto destino. Testimoni il sostrato concettuale espresso nelle riflessioni private (vedi Il Mestiere di vivere, MV) e i numerosi interventi di un Pavese “giornalista” con l’Unità ,dedicati al mito come poetica.

Difficile, scomoda la lettura dei Dialoghi. Contrariamente a quanto afferma l’autore nella presentazione all’edizione di debutto, non vien voglia di sbadigliarci alcun sorriso sui propri totem e tabù, i selvaggi e gli spiriti della vegetazione, l’assassinio rituale, il culto dei morti, lo spargimento di sangue e il sesso violento che fonda il mondo; o se proprio bisogna sorridere, allora lo si farà in modo arcaico perché Pavese ci pone davanti al destino dell’uomo, alle sostanze che lo informano e lo consumano, alla legge “cui bisogna ubbidire”[2], e l’inganno occidentale vacilla, il progresso sbanda, una orribile sacertà erompe da e verso noi stessi. Ci soffermeremo proprio su quel sorriso arcaico, prendendolo come principio rabdomantico nella lettura de La belva, che sospettiamo essere il dialogo più intenso della raccolta.

Se “arcaico” è αρχαῖος, “antico”, da “arché” (ἀρχή) come principio / fondamento / legge, allora il nostro sorriso non potrà che scaturire da ciò che era all’origine e costante, beffandosi dell’adolescenza della nostra corteccia cerebrale, di-svela una nudità che è tutto il nostro bagaglio.

Ne La belva troviamo Endimione e uno straniero, non potrebbero dialogare che su Artemide. Questa l’introduzione:

Noi siamo convinti che gli amori di Artemide con Endimione non furono cosa carnale. […] Il carattere non dolce della dea vergine – signora delle belve, ed emersa da una selva d’indescrivibili madri divine del mostruoso Mediterraneo – è noto. Altrettanto noto è che uno quando non dorme vorrebbe dormire e passa alla storia come l’eterno sognatore.

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UNA POESIA DI LORENZO LEPORATI


Una perfezione che fa le veci dell’assoluto

La tensione che dimora nella poesia di Lorenzo Leporati si risolve in un equilibrio di versi perfetti, conclusi, inappellabili, dietro i quali si nasconde sempre un koan, che il lettore illumina e risveglia: un richiamo all’assoluto, alla perfezione, all’indistinzione con il tutto.

LORENZO LEPORATI

da “Interno con Holderlin”

2

Da giorni mi dedico all’attesa,

all’incontro con il mio carnefice.

Io so che il dolore non è che

attenzione.

57 gradini sopra la croce pala

di Duccio non ci si aspetta un dormitorio

maschile ma il cielo stellato.

e in questo cielo stellato

mi figuro all’atteso,

all’artefice delle mie carni.

Quattro euro per la cena

e 14 per la lettura,

la libraia in via della sapienza

mi truffa.

I libri si scollano,

appartenevano. Recano dediche,

dispacci che dovevano durare.

Strappo via le pagine, le brucio,

i miei libri sono il mio bestiame.

Li marchio, faccio la conta,

come tori sacrali li conduco al pascolo.

I miei occhi vigilano la mandria.

le mie dita annotano su di essa:

nacqui di venerdì, di cinque chili e mezzo.

La mia possanza piacque all’ispirazione

quando rovescia gli occhi sul tacere.

Chiesi permesso, mi stancai nella natura.

Il volto deposto sulle gravi stelle,

improprio come i mondi celesti.

Lorenzo Leporati, abruzzese, vive a Siena. E’ stato Premio Montale. Della sua scrittura si sono interessati i maggiori poeti e critici italiani. Numerose le sue pubblicazioni, alcune di pregevole fattura artigianale. L’ultima raccolta, “Il canto delle pescatrici” sarà edita da Noubs nel 2012.

 

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Il “cartiglio d’ombra” del poeta Maurizio Landini


Segnaliamo questo intelligente spazio votato al cielo della poesia e delle immagini:

http://cartigliodombra.blogspot.com/

Il suo ideatore nonché curatore è Maurizio Landini, nato ad Ancona nel 1972. Ha scritto le sue prime poesie nel 1986, ispirandosi a un disco di Jean Michel Jarre. Poi si è appassionato a un sacco di cose come la musica elettronica, la fantascienza, i soldatini e l’antropologia culturale, senza rinunciare alla mania di scrivere. La sua prima silloge, “Permanenze Lontane” (Edizioni della Sera), è del 2011. Nello stesso anno ha creato il progetto di poesia e immagine e “Versigrafìe”.

 

MAURIZIO LANDINI

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QUADRO METAFISICO II, una poesia del carissimo FRANCESCO IENGO


Una figura come quella di Francesco Iengo raramente è di passaggio sulla Terra, ma quando accade il cuore di chi tocca si scioglie in pura gratitudine.

Considerato che l’anno 2012 bisogna iniziarlo necessariamente bene, dati i tempi, oggi vi doniamo molta poesia: che il suo occulto mantra possa aiutarci?

A voi la lettura, a voi il giudizio…

FRANCESCO IENGO
Quadro metafisico II

Quando chi ci sovrasta ode gli astanti
ostare ad alte grida ad ogni arresto
e detestare ogni constatazione
di colpa, sosta un attimo finché
insofferente di restare inerte
uccide tutti e seguita in eterno
a stare.

Se continua così, sottostaremo
sempre più a sottoposti, resteremo
riposti, arresteremo posizioni
ostative (magari sovrapponendo
astanze ad opposizioni), ed infine
sovrasteremo a deposti cui consta
che apporre stia al detestare, ahimé, come
comporre al nulla. Emaneremo istanze.

Francesco Iengo, nato a Udine nel 1938, morto a Chieti nel 2000, docente tra i più amati dell’Università di Chieti, ha pubblicato numerosi saggi in volume e anche poesie, tra cui queste tratte da Variazioni Goldberg 1995-1996, Noubs.

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Il nostro invito per il 2012 alla bellezza: Madrigale a Nefertiti, Vittorio Sereni


Che la dolcezza serena di un madrigale vi accompagni, vi dia forza e soprattutto la variabile bellezza della luce. Proprio quella degli inizi.

 

Vittorio Sereni per voi.

VII. Madrigale a Nefertiti, da Stella Variabile, 1982

Dove sarà con chi starà il sorriso
che se mi tocca sembra
sapere tutto di me
passato futuro ma ignora il presente
se tento di dirgli quali acque
per me diventa tra palmizi e dune
e sponde smeraldine
– e lo ribalta su uno ieri
di incantamenti scorie fumo
o lo rimanda a un domani
che non m’apparterrà
e di tutt’altro se gli parlo parla?

 

 

 

VITTORIO SERENI

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Poesia inedita di SILVIA MOLESINI


Silvia Molesini, nata a Bussolengo (Vr) il 14 luglio 1966, vive e lavora come psicoterapeuta a Costermano. Ha pubblicato le raccolte Nuova noia (Ibiskos ed. 1987), L’indivia (Campanotto ed. 2001), Il corpo recitato (I figli belli ed. 2004), Lezioni di vuoto (Liberodiscrivere ed. 2006). Ha partecipato al romanzo a rete Rifrazioni scomposte su corpo 12 e, per circa due anni, membro fondatore, al progetto Karpòs. È presente in diverse antologie e in qualche rivista letteraria (Le voci della luna, Filling Station, L’ortica, Critère, Niedergasse) ed è stata segnalata in concorsi di poesia (nel 2008 : con Esanimando al Premio Montano e al premio Mazzacurati/Russo con Cahiér corpo piccolo ). Collabora con www.absolutepoetry.com, zeropoetry e viadellebelledonne. Cahiér de doléances, raccolta inedita 1995-2000 è collocata su www.inedito.it.

Work in progress e sito di riferimento: Nascita e morte (titolo provvisorio).

Letture su www.myspace.com/molesini (Alle quattro e venti circa). Dulcis in fundo, 13 algebriche mistiche.

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A SILVIA

di SILVIA MOLESINI

A Sylvia (in nome di Nicholas)

Ciao Silvia nella tua pietrificata

esistenza sul

mondo ricamato degli altri oggi

è il giorno che ti rileggo, frastornata

e mi sovviene l’eterno che abbaia

penso alla stanza di una statua

e ad una cosa troppo vasta per

amarci che niente basta a amarla

la tua camera buia seppellita

l’isola sfolgorante degli insonni

la sciarpa di Isadora strozzata.

Ciao triste forte potente parola

tutti innamorammo davvero

tutti ci uccidemmo per te scritta

nel deserto mai abbastanza vero

e a descrizione attenta e a

veleno non letterale ma scolpito

a miele d’occhio d’uva e a occhio

di ragno, una visione austera

visto tutto: l’esilità del luogo portante

la maschera obbligata dell’incontro

i desideri che si catafrattano

e un gesto monco sulla pelle delle ossa.

Silvia Molesini

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USCIRE VARCARE RAGGIUNGERE: AUGURI da casa Noubs!


Sempre aperto teatro è uno struzzo poetico datato 1999, parto felice di colei che non ha bisogno di presentazioni, Patrizia Cavalli.

In questo sempre aperto teatro di epigrammi del cuore, con le sue stragi, i voli, l’azzurro terso della tradizione e un riso sottile che nutre le radici del mondo, Noubs ha trovato l’augurio con cui inaugurare il maledetto(?) 2012: resa o condanna? Ascesa o caduta? Bianco o nero? Vita o resurrezione? Andata o ritorno?

Staremo a vedere, certo non passivi.

Leggete bene ciò che vi proponiamo, in queste parole vi è speranza senza aggettivi. Vi è speranza umana.

Intanto a voi, cari lettori, auguri belli!

_______________________________________________________________________

Ma voi siete cristiani?

Allora siate cristiani.

La sera si potrebbe.

E’ per questo potere che è la vita,

questo ritardo. Questi mazzi di fiori

non portati, poi in un sol colpo

in morte consegnati. Quanti fiori!

Eppure si potrebbe.

Uscire, varcare, raggiungere.

Patrizia Cavalli, Sempre aperto teatro, Einaudi 1999

 

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Estratto di MASSIMO PAMIO, dalla silloge poetica Amormorio


L’anima del mondo pare riposi, si tormenti, evapori nei versi dell’ultima raccolta di Massimo Pamio, Amormorio, Edizioni Noubs 2010.

Ne riportiamo un estratto, per donarvi la bellezza che meritate.

XLVI

Si perde, l’amore fedele:

si perde e s’annulla, poi che il mio verso

non resta. Brucia ogni voce, se brucia

il silenzio. Quando di tutto

sarà appena un rigo di lacrima

XLVII

augurio

rose cresciute nel deserto

son diciassette

il diciottesimo è l’augurio

del cuore della mente

per tutto il mondo che potrai avere

e che nessuno ha mai avuto

per tutto ciò che potrai essere

e che nessuno mai è stato.

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Valentina Faricelli ci segnala…


La nostra amica giornalista Valentina Faricelli ci ha segnalato un Magris imperdibile, visitabile presso il Corriere.it

La scienza esatta del presente? La poesia… Seguite il link!

http://www.corriere.it/cultura/eventi/2011/secolo-poesia/notizie/magris_poesia_c5db2222-3075-11e1-8f40-f15d26f90444.shtml

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