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PREGHIERA E LODE NELLA POESIA DI VITO MORETTI di Massimo Pamio


Personalità tra le più attive ed eclettiche del mondo letterario dell’Italia Mesoadriatica, saggista, narratore, poeta dialettale, poeta in lingua, Vito Moretti, punto di riferimento della vita culturale dei nostri giorni, nella ultima opera “Dal portico dell’angelo” (Edizioni Tracce, 2014), che raccoglie la sua ultima produzione poetica in lingua, conferma la sua predilezione per l’afflato poematico e per un discorso colloquiale e intimo, peraltro scosso da frequenti riferimenti simbolici e di alcune allegorie facenti capo a campi semantici attinenti a paradigmi e orizzonti personali che penetrano a volte in modo ruvido e dissonante nel tessuto semantico, rendendolo volutamente scabro e aspro nella sua rigorosità, stemperando l’impatto lirico nel fervore di una scintillante prosa poetica.

Il tono è affidato alla confidenzialità con cui Moretti si rivolge alla parola, forse da lui fin troppo inquisita e rivoltata in tutte le sue sfumature ed accezioni, per cui ci si accorge che l’autore la tratta come una sorella, una fedele ancella, a volte come una sposa; Moretti la impalma continuamente perché la sente talmente vicina da poterla considerare propria, o addirittura sua creatura, e che cos’è il poeta se non un facitore di parole? Pure spicca in Moretti l’amore per la parola, la confidenza con cui la tratta è dovuta non solo al suo conoscerla fino in fondo, ma anche alla sua passione, al suo rispetto e alla devozione che nutre nei confronti di quella; la parola è a volte allegoria di Marta, talaltra di Maria, e comunque Moretti le si rivolge sempre con piena, assoluta partecipazione. Il logos è dunque già di per sé Allegoria della Fedeltà che ci vive accanto, di una Fedeltà familiare e divina nello stesso tempo, che richiede però costantemente l’attenzione di chi la enuncia.

Vito Moretti, Massimo Pamio, Ascanio Celestini

Vito Moretti, Massimo Pamio, Ascanio Celestini, Marina Morettoi al premio Lettera d’Amore XII edizione

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SUCCESSO DI CRITICA E PUBBLICO LA PREMIAZIONE “LETTERA D’AMORE”, 2012, CON ASCANIO CELESTINI


Un pubblico nutrito e attento ha assistito giovedì 8 Agosto 2012 alla premiazione del concorso “Lettera d’Amore”, presso il Parco del Palazzo Ducale Valignani di Torrevecchia Teatina (CH), giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione. La serata è stata subito inaugurata dall’ospite d’onore, Ascanio Celestini, che ha recitato le dolce-amara poesia “Tutte le lettere d’amore” di Fernando Pessoa, ripresa nell’omonima canzone di Roberto Vecchioni, performance seguita dalle note del cantautore Paolo Fiorucci, che ha intervallato la premiazione con virtuose ed eleganti rivisitazioni musicali di pezzi storici della musica d’autore italiana. La conduzione ironica e frizzante dei giornalisti Marina Moretti (Rete8) e Peppe De Micheli, ha condotto la platea prima alla proclamazione dei testi segnalati di: Grazia Di Lisio e Stefano Sprecacenere, lettere che hanno vibrato con pathos e trasporto grazie alle voci di Federica D’Amato e Giovanni Adriani. Successivamente è stata la volta di vincitori dai nomi prestigiosi: al primo posto ex aequo Maria Jatosti e Manfredo Di Biasio, al secondo ex aequo Antonella Ortolani e Walter Lazzarin, al terzo posto ex aequo Maria Rosaria Perilli e Mariateresa Stella, le cui lettere di volta in volta sono state commentate dalla giuria, composta dal prof. Vito Moretti e dal poeta Massimo Pamio, direttore del Museo Lettera d’Amore, unitamente alla presenza sul palco del sindaco di Torrevecchia Teatina, Katja Baboro. La serata si è conclusa con un’ampia intervista ad Ascanio Celestini, che non ha mancato l’occasione per riconfermare la forte carica umana della sua gentile presenza, donando una lettera d’amore inedita al nostro Museo.

nella foto Vito Moretti, Massimo Pamio, Ascanio Celestini e Marina Moretti

 

Per saperne di più sul concorso clicca QUI

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LETTERA D’AMORE XII EDIZIONE – I VINCITORI – ASCANIO CELESTINI PREMIO INTERNAZIONALE – TUTTI AL MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE


Mercoledì 8 Agosto 2012, alle ore 21.00, presso il Parco del Palazzo Ducale Valignani di Torrevecchia Teatina (CH), alla presenza del Sindaco Katja Baboro, si svolgerà la cerimonia di premiazione delle lettere vincitrici la XII edizione del Concorso internazionale “LETTERA D’AMORE”, promossa e organizzata dall’Associazione Culturale “AbruzziAMOci” con il patrocinio del Comune di Torrevecchia Teatina. La giuria composta da Massimo Avenali, Chiara Fiori. Vito Moretti, Massimo Pamio, Giuseppina Verdoliva, ha reso noto i nominativi dei premiati.

Al primo posto ex aequo Maria Jatosti e Manfredo Di Biasio, al secondo ex aequo Antonella Ortolani e Walter Lazzarin, al terzo posto ex aequo Maria Rosaria Perilli e Mariateresa Stella. Segnalati i testi di: Grazia Di Lisio, Antonio Di Carlo, Antonella Iacoli, Giulia Valsecchi, Marisa Tolve, Crescenzo Invigorito, Stefano Santosuosso,  Giuseppe Mandia, Vanes Ferlini, Stefano Sprecacenere. Presenzierà in qualità di ospite d’onore Ascanio Celestini, attore, regista, scrittore e drammaturgo romano, che riceverà il Premio Internazionale “Lettera d’Amore”, che la giuria ogni anno assegna a una figura illustre del mondo culturale italiano e straniero.

In tale occasione, il giovane cantautore teatino Paolo Fiorucci, con la sua band, si esibirà nell’esecuzione di brani e cover inedite tratte dal suo repertorio. Presentatori della serata i giornalisti Marina Moretti e Giuseppe De Micheli. La lettura dei testi sarà a cura di Federica D’Amato e di Giovanni Adriani.

Sarà visitabile gratuitamente il Museo della Lettera d’Amore.

I vincitori della XII edizione del Premio Lettera d’amore:

Maria Jatosti è scrittrice romana, autrice di 6 romanzi -il primo, “Il confinato”, è stato finalista al Premio Viareggio nel 1961- e di 4 raccolte di poesia.

Manfredo Di Biasio è poeta di Fondi (Latina), autore di ben dieci raccolte di poesia, e di due di prosa.

Ospite d’onore, cui sarà assegnato il Premio Internazionale “Lettera d’Amore” è:

Ascanio Celestini (Roma, 1º giugno 1972) è un attore teatrale, regista cinematografico, scrittore e drammaturgo italiano. È considerato uno dei rappresentanti della seconda generazione del cosiddetto teatro di narrazione: i suoi spettacoli sono fatti di storie raccontate e sono preceduti da un lavoro di raccolta di materiale lungo e approfondito. L’attore-autore fa quindi da filtro, con il suo racconto, fra gli spettatori e i protagonisti dello spettacolo. L’attore in scena rappresenta se stesso, anche quando parla in prima persona: è qualcuno che racconta una storia.

Quasi tutti i suoi spettacoli sono diventati libri, ma in particolare Storie di uno scemo di guerra (premio Bagutta, Premio Fiesole Narrativa Under 40 e votato libro dell’anno dagli ascoltatori del programma Fahrenheit di Rai Radio 3 e La pecora nera (premio Anima) nascono come veri e propri romanzi. Nel 2006 partecipa al film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti. Nel 2007 gira il documentario Parole Sante che racconta la vicenda di un collettivo autorganizzato di lavoratori precari d’Atesia, del più grande call center italiano situato a Cinecittà Due, nella periferia di Roma. Anche questa opera fa parte del progetto che da due anni lo vede impegnato nel tentativo di raccontare cosa significa la lotta di classe in un tempo nel quale si riesce con difficoltà a intuire che esista ancora una coscienza di classe; viene presentato al Festival internazionale del film di Roma nella sezione Extra. Contemporaneamente esce il suo primo disco, anch’esso intitolato Parole sante, dove sono raccolte le canzoni presenti negli spettacoli, nel documentario e alcuni inediti. Il disco ha ricevuto nel 2007 il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci “Dalla parte Buona della Musica”. Un grande successo ha avuto il libro pubblicato da Einaudi Io cammino in fila indiana. Nel 2009 gli sono stati assegnati il premio Cultura dell’incontro e il Premio Volponi dedicato alla letteratura d’impegno civile, nonché premio speciale Dessì. Dal suo libro La pecora nera è stato tratto un film che ha vinto il Ciak d’Oro come miglior esordio e il Premio della giuria ad Annecy, e Celestini ha vinto il premio come migliore interpretazione maschile al Sulmona Cinema Festival. Tra gli ultimi spettacoli teatrali, Pro Patria, del 2011.  Ha partecipato alla trasmissione televisiva The show must go off, condotto da Serena Dandini.

Il Museo della Lettera d’Amore

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