sono tutti convinti di rendere migliore il mondo.
La tua mancanza non mi ha migliorata, sei il tramonto di ogni personaggio
shakesperiano, un porto di barche chiuse di notte dove mi siedo e torno a pensare
vibra in un museo il tuo nome che chiama lettere e pubblica in una antologia
di me e te, noi, tu sei fuori dall’ovvio del mondo
una linea di Kandinskij che leggevo in bus a La maddalena
nasco ancora nelle tue occasioni in paesaggi ispirati allo studio degli anni visitandoci
come bicchieri pieni del mio talento e del tuo uniti in un solo pasto una musica
pulsante che include il tuo ricordo e il mio.
Tutto ciò che era dietro la distanza non lo conosci.
I giochi di abbandoni con la poesia, i vari amplessi.
Le pigne colada, le noci di cocco, le lettere ai testi.
So che tagli questa mela, e mi restituisci tutto il pianto,
e parlo al mondo rischiarato, queste nuvole non chiamano altezze
le trame sono cadute, le lettere chiuse in bottiglie,
dietro la distanza degli anni mi cambio ancora, solo per te.