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LA NOTTE DI SAN GIOVANNI AL MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE – IL FUOCO DI LUIGI ARGENTIERI


LUNEDI’ 23 GIUGNO dalle 19,30 in poi a Torrevecchia Teatina (Chieti) presso il Museo della Lettera d’Amore nel Palazzo Valignani
e nel Parco dei giovani “Giovanni Paolo II” si svolgerà la prima edizione della “Festa dell’Amore” – in occasione della notte di San Giovanni.
Il programma prevede:
– Visita guidata al Museo della Lettera d’Amore a cura del Direttore artistico Massimo Pamio;
– “Simbologia del solstizio d’estate e meraviglie di Madre Terra”, dott.ssa Roberta Medoro, terapeuta secondo natura;
– Cena dell’Amore;
– “Ritualità di San Giovanni: magia dell’Acqua, del Fuoco e dell’Amore”, rito per trovare l’anima gemella e cerchio magico, a cura di Katia Granata e Roberta Medoro;
– Interventi musicali tra il sacro ed il profano di Andrea Diletti, musicista e cantautore, voceterapeuta ed esperto di canto sacro;
– Danze e balli per cerebrale la gioia di vivere;
– Lancio delle lanterne cinesi.
Ci saranno numerosi stand di libri, oggettistica varia e altro sul tema dell’amore.
L’iniziativa è curata dalle Associazioni – Alveare – Avventure Culturali e dall’Associazione Culturale Abruzziamoci, con il patrocinio del Comune di Torrevecchia Teatina guidato dal Sindaco Avvocato Katja Baboro.
PER L’OCCASIONE, PUBBLICHIAMO UN BREVE SAGGIO SULLA NOTTE DI SAN GIOVANNI DEL PROFESSORE INGEGNER LUIGI ARGENTIERI.
LA VIA DEL FUOCO
DI LUIGI ARGENTIERI
Tutti conoscono i tradizionali fuochi rituali che si accendono a giugno, o nei mesi invernali, ma quale ne fu l’origine o il senso? Gli antropologi citano notizie storiche che riportano a ritualità dionisiache, ma certamente anche quelle facevano riferimento ai due solstizi: quello d’estate (che il cristianesimo celebra con S. Giovanni Battista), e quello d’inverno (S. Giovanni Evangelista). Risaliamo, dunque, a tempi assai anteriori a Dioniso, quanto meno a ritualità e conoscenze risalenti al tempo delle Ziggurrat sumeriche, o delle Mastabe egizie. Siamo a circa 5000 anni fa, ed alcune di esse mostrano di aver avuto, oltre che funzioni religiose, anche fini astronomici. Stonehenge, la costruzione tra le più misteriose e possenti di questo genere, rappresenta un vero osservatorio solare che permetteva lo studio dell’orbita apparente del Sole, verificando il momento dei solstizi: un vero orologio cosmico che funziona ancora e che ha permesso di misurare e cadenzare gli anni con grande precisione: siamo all’ivenzione del calendario! Già da allora, dunque, si era compresa la valenza cosmica della vita terrena, valenza di cui i nostri lontanissimi antenati presero coscienza agli albori della civiltà. E’ da allora che si ebbe contezza, non solo dell’esistenza di leggi cosmiche scandite dagli astri, ma dell’essere indissolubilmente soggetti a quelle leggi. Sole, Luna e pianeti furono certamente studiati per primi, sia per la scansione del tempo (il Sole, per i giorni; la Luna per i mesi), sia per il loro rapporto con la stessa esistenza (calore, luce … ).
Certamente l’homo sapiens sapiens ha seguitato, per decine di millenni, a porsi il problema della misteriosità del la fiamma che emana calore. Cos’è il fuoco? E quello cosmico è diverso dal fuoco del fiammifero? Serve solo a scaldare e a dare vita?

Ebbene, soltanto da pochi decenni cominciamo a capire cos’è il “fuoco”, e che il primo fu “acceso” quando il Grande Architetto “soffiò” tutta la immane energia necessaria a far nascere l’universo …. Era il “tempo zero” del Big-Bang. Era un “fuoco complesso”, di centinaia di milioni di gradi, ed oggi sappiamo che la storia dell’Universo nel suo insieme risulta come quella della progressiva espansione, e raffreddamento, della iniziale sfera di fuoco .
L’uomo è nato sulla Terra quando essa si era già raffreddata alla temperatura attuale, e non poteva sapere né delle particelle che lo costituiscono, né – tanto meno – poteva sapere che, per formare la Terra, sarebbe stato necessario l’ulteriore esplosione di una stella pesante almeno quattro volte il nostro astro luminoso. Solo così, ancora con il Fuoco, ma questa volta di una supernova, a milioni di gradi e con un vampata pari a quella di miliardi di Soli, si sarebbe potuta formare la materia necessaria per far nascere, prima il nostro sistema planetario, e poi, dopo ulteriori miliardi di anni, la vita, e l’uomo. Siamo figli, dunque, di una supernova, e, anzi, dobbiamo la vita al suo sacrificio, alla sua morte!
Ma che poteva sapere, l’uomo antico, delle supernovae e di quella sua nascita? Né poteva pensare che l’avrebbe saputo grazie al fuoco. Eppure … è così: la strada verso la “grande conoscenza” gliel’avrebbe indicata, pian piano, nel corso di diecine e diecine di millenni, proprio il fuoco, facendolo risalire lungo le strade della sua energia. In fondo, ora lo capiamo, l’uomo è fatto di quel fuoco, … visto che è fatto proprio di quei “mattoni” elementari della materia originata dal Grande Soffio. E, se è “fatto” di quel fuoco … è naturale pensare che egli l’abbia sempre “sentito” nel profondo. Insomma, anche se inconsciamente, abbiamo sempre percepito questa energia vitale e pensata la sua provenienza, altrimenti come spiegare la costante, ostinata volontà di ricerca delle nostre radici? Inutili gli infiniti tentativi di proporci altre Verità: l’ostinazione a capire, ad andare avanti, (che altro non è che una manifestazione della evolutività dell’Essere) ci ha permesso di ri-percorrerle all’inverso seguendo la via del fuoco, come si trattasse di seguire un filone d’oro in una miniera. Così siamo giunti al Big-Bang, all’Inizio. Lì affondano le nostre radici. Divine, dunque, e l’uomo l’ha scoperto, sia intuitivamente, sia seguendo quel misterioso richiamo, sia risalendo le vie della scienza con macchine sempre più potenti, inventate da lui, ma costruite grazie all’energia resa disponibile dal “fuoco”.

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GIOVEDI’ 8 AGOSTO CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELLA XIII EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERA D’AMORE


Giovedì 8 agosto 2013, alle ore 21.00, a Torrevecchia Teatina (CH), presso il Parco dei Giovani “Karol Wojtyla” del Palazzo Valignani, si terrà la CERIMONIA DI PREMIAZIONE della XIII EDIZIONE del CONCORSO INTERNAZIONALE LETTERA D’AMORE, organizzata dall’Associazione AbruzziAMOci e dalle Edizioni Noubs con il patrocinio del Comune di Torrevecchia Teatina e della Regione Abruzzo – Assessorato alla Cultura.

 

 

 

Durante la cerimonia, presentata da Marina Moretti e Giancarlo Zappacosta, verranno letti brani tratti dalle lettere d’amore vincenti dalle attrici Alba Bucciarelli e Giuliana Antenucci.

 

 

 

I vincitori di questa XIII edizione sono, nell’ordine: Chiara Schettini, Giovanni Di Iacovo, Samantha Pantalone, primi ex aequo, Elena Fanucci e Rita Pelusi, seconde, Mariangela Costantino e Mauro Barbetti, terzi. Premi speciali della giuria andranno alla classe IV A della Scuola primaria “G. Mazzini” di Avezzano, insegnante Emma Francesconi; a Fabio Muccin, Luciana Piccirilli, Rosanna Di Iorio, Sabatino Ciocca.

 

Segnalati: Daniela Basti, Azzurra Boldrin, Maria Brachetta, Gabriella Cocciglia, Francesca Dandolo, Giulia D’Angelo, Anna De Francesco, Silvana De Vincentiis, Francesco Di Rocco, Graziella Fenotti, Giampiero Margiovanni, Fantino Mincone, Albertina Minissa, Maria Paolini, Ludovica Pasi, Gennaro Pezone, Susanna Polimanti, Irma Radica, Pierbruno Ricci.

 

La giuria, composta dal presidente Vito Moretti, e da Massimo Pamio, Chiara Fiori, Massimo Avenali e Giuseppina Verdoliva, ha ritenuto di attribuire altresì un premio speciale alla carriera allo scrittore e giornalista di Rai Uno Franco Di Mare e un premio per l’impegno civile a Maria Teresa Letta, vicepresidente nazionale della Croce Rossa Italiana,i quali saranno ospiti della manifestazione.

 

 

 

FRANCO DI MARE nasce a Napoli il 28 luglio 1955. Giornalista professionista, è inviato in aree di crisi da venti anni. Lavora alla Rai dal 1991; inizia in cronaca al TG2, per poi passare subito agli esteri dove segue la crisi dei Balcani come inviato di guerra. Bosnia, Croazia, Kosovo, per 5 anni è inviato nella ex Jugoslavia; ma anche in Mozambico, in Somalia, nella regione dei Grandi Laghi in Africa, Rwanda, Burundi, nello Zaire, oggi repubblica democratica del Congo, dove segue gli spaventosi scontri interetnici tra Tutsi e Hutu. Segue anche falliti colpi di stato in America Latina e disastri naturali come l’uragano Mitch che devasta Honduras, Guatemala e Nicaragua.

 

È autore di inchieste giornalistiche sulla mafia dell’Europa dell’Est, sulla guerra in Kosovo, in Bosnia, in Rwanda, sulle elezioni presidenziali e politiche in molti paesi del mondo, dagli Stati Uniti alla Francia, dalla Bulgaria all’Algeria. Realizza inchieste sul terrorismo in Giappone, Russia, Medio Oriente, Africa Orientale. Segue la guerra in Afghanistan e in Iraq (la prima e la seconda), la guerra tra Eritrea ed Etiopia e quella a Timor Est.

 

Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi premi, tra cui due oscar della televisione per i suoi reportage, il Premio Città di Fiumicino, il Premio Cimitile, il premio Europeo per il filmato di guerra e il Premio personalità europea dell’anno e il premio Sebetia Ter.

 

Nel 2003 inizia la sua carriera di conduttore con UnoMattina Estate, esperienza che prosegue con UnoMattina week end.

 

Per Rizzoli pubblica nel 2009 “Il cecchino e la bambina”, nel 2011 il suo primo romanzo “Non chiedere perché”, finalista al premio Bancarella 2011 e nel 2012 “Il paradiso dei diavoli”.

 

 

 

 

 

MARIA TERESA LETTA, da sempre nel volontariato cattolico, entra in Croce Rossa nel 1985. Dapprima, presso il Comitato Locale di Avezzano e con il Nazionale, organizza la famosa “Nave della Pace”. Sono anni di servizio attivo con il Comitato Femminile durante i quali partecipa alla “campagna freddo” del 1989 del Nazionale e risponde alle numerose richieste di tutto il territorio Marsicano.

Diventata Presidente di Comitato nel 1994 apre numerose Delegazioni e Gruppi  CRI  costituendo una rete di Ambulanze di soccorso in Convenzione con la Asl. Nel 1997 è nominata Consigliera Speciale per l’Abruzzo dal Commissario Nazionale. Nel 1998, con l’istituzione dei Comitati Regionali, diventa Presidente per la Regione Abruzzo che nei primi tempi ha gestito con un’unica impiegata facendo di tutto per “creare” il Comitato regionale che ha poi difeso da direttori ed impiegati non all’altezza del compito loro affidato.

Dopo la terribile esperienza del sisma ha ristrutturato la sede CRI di L’Aquila, ha portato il Centro Raccolta Sangue di L’Aquila alla certificazione di qualità ed ha sovrainteso a tutti i lavori realizzati nella zona con i fondo raccolti dalla CRI nazionale, alla quale ha relazionato e rendicontato puntualmente l’operato e le spese pubblicati nel Report annuale della CRI.

Ha dotato il Centro di una moderna Autoemoteca che va in tutta la regione ed ha stipulato una convenzione con le caserme e la Asl. Ha trasformato la Scuola di Chieti  che aveva dimenticato  di essere CRI. Dal 2004 al 2009 ha compiuto numerose missioni umanitarie in nome e per conto della Cri come Delegata per i Balcani. Ha aperto un Ambulatorio antitubercolare ed un laboratorio analisi all’ospedale di Pec (Kosovo) restaurato dalla CRI ed ha sovrainteso all’asfaltatura dei piazzali e dei viali della zona.

In Bosnia ha costruito un edificio chiamato “750 mq di speranza” dove ha attivato una scuola professionale con mensa, un consultorio per le donne violentate durante la guerra, ed un centro giovanile. Ha portato aiuti, Ambulanze e presidi sanitari in Albania, Romania, Serbia, Bulgaria e Montenegro. Ha  sovrainteso alla partenza di un aereo di aiuti  per l’Afganistan e di aiuti per Togo, Etiopia Eritrea e Brasile. È stata in Niger a portare aiuti.

Dal 2005 è a capo della Commissione Motorizzazione CRI che ha elaborato il Testo Unico e sovraintende ai Corsi per Formatori ed Istruttori di Scuola Guida CRI e per i Responsabili dei procedimenti patenti, fuori uso ed immatricolazione dei mezzi CRI.

Ha elaborato una serie di progetti per il Servizio Civile dotando la Regione Abruzzo e la provincia di L’Aquila in particolare di un bel numero di volontari.

 Nel gennaio 2013 è stata eletta Vice Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana.

 

 

 

IL MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE, unico al mondo e situato nello storico Palazzo Valignani di Torrevecchia Teatina (CH), è filiazione diretta del Premio Internazionale Lettera d’Amore, promosso dal Comune di Torrevecchia Teatina, dall’associazione culturale AbruzziAMOci e dalle Edizioni Noubs. Ad esso hanno partecipato autori con circa diecimila lettere d’amore, molte delle quali sono esposte al pubblico. Tutte verranno catalogate e inserite in un archivio informatico che le renderà consultabili.

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                                                                                                                                                                                    FRANCO DI MARE

 

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NULLA ANDRA’ PERDUTO – MONS. GIOVANNI D’ERCOLE di Massimo Pamio


Alice, una giovane ragazza, scrive un’e mail a Mons. Giovanni D’Ercole in questi termini: “Mi chiamo Alice e ho diciannove anni. Ti scrivo solo due righe. Sono stanca di vivere e non ho più niente da chiedere a questa vita di merda!”

Mons. D’Ercole sente dal messaggio risuonare le note di un appello corale, un collettivo grido di dolore che si alza nel nostro Paese da più parti, di giovani. Di là, dall’altra parte della casa, vicino a noi qualcuno grida. Vicino a noi, una soglia, un limite cui ci si deve protendere come verso un abisso.

La voce di una giovanissima donna – non è la sola – non può rimanere inascoltata, anche se il mondo è sordo.

In una notte egli risponde. E come può rispondere un uomo di fede? Gesù diceva: “Io sono la verità e la vita”.

La via è quella, la verità. La verità è la vita.

Mons. D’Ercole in una notte decide di intraprendere e di portare a compimento un’opera quantomai impegnativa, straordinaria, una fatica d’Ercole!

Si appresta a raccontare la sua vita. 

Impresa rischiosa, irta di spine. Egli avverte – davanti a quella soglia, di fronte a quell’abisso – di dover mettere in campo tutte le sue forze, tutto se stesso: sceglie allora di porre sul piatto del gioco la propria vita, di rischiare tutto per riuscire a comunicare con Alice.

Pone in gioco se stesso, e tutta la sua verità: salvare una persona significa mettere in pericolo la propria vita per riuscire a trarla fuori dal gorgo del fiume in cui si dibatte.

Nel leggere questo libro, siamo chiamati come testimoni oculari ma anche come giudici, nella vita di Mons. Giovanni.

Siamo coinvolti e assistiamo al suo sacrificio: egli mette a nudo la verità, la sua vita, la sua persona.

Se il libro ci piacerà, significa che ci sarà piaciuta la sua vita, ovvero il senso della sua vita, la via verso la quale si è incamminato e ha proseguito, sempre, nella certezza di aver impegnato un’esistenza affinché nulla si perdesse, di intentato. Protagonista della sua vita, spogliato di tutti i fronzoli, riuscirà con l’essenziale a coinvolgerci?

Se il libro parlerà al nostro cuore, sarà perché la vita di Mons. D’Ercole ci avrà coinvolto e ci avrà, in parte, salvati.

Devo confessare che il libro mi ha affascinato, mi ha trascinato, ha tratto anche me dal gorgo.

Il racconto è semplice, umile, ma appassionato e vibrante. La vita che si snoda e si svela davanti a noi lettori è quella di un uomo teso alla conquista del cuore delle cose, in un susseguirsi di vicende che coinvolgono direttamente il lettore, chiamato a dire la sua. Nelle battaglie che si ingaggiano e si conducono la vittoria si conquista solamente con l’amore, con l’amore di Gesù.

La vita è uno schiudersi di altre vite, è il luogo in cui si scambiano vite, affinché tutti possano essere parti degli altri, sodali dell’avventura terrena.

Come Giovanni, l’apostolo dell’Amore, Mons. D’Ercole ha trovato dentro di sé, nella sua vita, la forza dell’amore per comunicare con il prossimo, ed è riuscito a farlo in un modo che coinvolge, appassiona, commuove: che muove insieme con lui, con il suo sentire, con il suo rispetto creaturale, con il suo amore, con l’amore di Colui che vuole stringere tutti per mano.

Il libro di Mons. D’Ercole risponde al grido di aiuto con “un grido di speranza”, con un presentare la propria vita come una finestra da dove poter osservare quanto sia straordinaria e inimitabile l’esistenza di ciascuno di noi: del più piccolo, del minimo, come del più grande, dell’uomo importante, poi che quel che li assimila e li rende l’uno simile all’altro, l’uno fratello dell’altro, l’uno dipendente dall’altro è la vita, dono gratuito che non possiamo non accogliere e non sostenere se non con la gioia più profonda, con la volontà di esprimere il nostro esserci, con la volontà di nutrire fiducia e rispetto in se stessi e negli altri, nel più alto riconoscimento per chi l’ha elargita beneficamente, avendo capito che il proprio fine è l’amore.

La vita di Mons. Giovanni è un contenitore di vite, di testimonianze: perché la nostra vita è testimonianza, ed è un porto meraviglioso, dove si incontrano viaggiatori provenienti da mondi diversi, dai mondi che ciascuno reca con sé.

Forse oggi la tecnologia sembra incantare, offrire con i propri mezzi tutti gli universi di cui si ha bisogno. Invece, ciascun uomo è portatore (sano) di un patrimonio che bisogna scoprire, che tiene magari ben nascosto, ma è molto più ricco di verità e di conoscenze di ogni enciclopedia virtuale o cartacea.

Ogni uomo è un’isola, e basta raggiungerla, con mezzi forse molto più difficili di quelli di una semplice pressione esercitata da un dito su di un tasto mediante cui è possibile accedere a film o libri o videogiochi. Bisogna riuscire a raggiungere quell’isola: quale sorpresa quanti misteri e quante esperienze derivano dal dialogo con un’altra persona, quanti insegnamenti molto più coinvolgenti di quel che ci può offrire la moderna tecnologia!

Oggi la comunicazione passa attraverso i computer, afferma Mons. Giovanni. Se non si comprendono le possibilità offerte dalla comunicazione, si resta isolati.

Eppure, la comunicazione è un mezzo, e non un fine: il fine è sempre raggiungere l’altro uomo, il fine è sempre scoprire tramite l’amore la verità dell’altro.

Questo libro di Mons. D’Ercole ci invita a conoscere con impegno rinnovato il desiderio di conoscere, di comprendere, di amare.

Di aver speranza in noi stessi, prima che in quello di cui il mondo ci circonda, forse insufficiente per la nostra umanità, per la crescita dell’individuo e della sua personalità.

Il mio incontro con il libro è stato preparato da un incontro ben più importante, l’incontro che posso definire della mia vita. Ho conosciuto Mons. Giovanni D’Ercole, proprio nel corso del giorno della presentazione di “Nulla andrà perduto” presso il Museo della “Lettera d’Amore” a Torrevecchia Teatina. Una persona pacata, serena, che ascolta l’altro. Che vuole sentire l’altro, che desidera che l’altro si apra, e sia capace di dire la propria verità.

Mons. Giovanni accoglie l’altro. Già dal suo sguardo profondo e sereno, egli ti invita a parlare, ad aprirti. Ad avere il coraggio di non celarti dietro le maschere che la società e l’esperienza ti hanno imposto.

Una persona che è testimone, il Testimone dell’Amore di Gesù.

Che cosa succede ad Alice, si chiedono tutti.

Alice apprezza il libro, forse con altri ragazzi scriveranno tutti insieme un libro, con Mons. Giovanni. Alice torna a sperare, in questo paese delle meraviglie che è la vita.

E’ inutile dire che consiglio la lettura di questo libro a tutti, il mio augurio è che sia diffuso nelle scuole come negli ambienti di lavoro, per ridare non solo una speranza ma un senso alla nostra quotidianità, che costituisca un impegno radicale, non una sequenza da riempire sempre più spesso da schermate multicolori per sfuggire alla noia. Chi ama il prossimo non si annoia mai, non si ferma mai, sorretto dalla serenità, dalla gioia.

Perché nulla andrà perduto.

Perché nessun evento negativo deve farci rassegnare o disperare.

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MARTEDI 16 OTTOBRE APRE LA SALA GIOVANNI PAOLO II NEL MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE A TORREVECCHIA TEATINA (CHIETI)


Concerti, letture di lettere d’amore, l’inaugurazione del Parco della Gioventù “Giovanni Paolo II”, il parco più grande d’Europa dedicato a Karol Woytjla,  l’apertura della sala “Giovanni Paolo II” nel Museo della Lettera d’Amore, che esporrà 1500 testimonianze dei fedeli, e  la banda musicale, e migliaia di partecipanti. E tanta gioia, dalle 9 del mattino alle 2 di notte, non stop.

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/news/dettaglio-articolo/articolo/giovanni-paolo-ii-john-paul-ii-juan-pablo-ii-18758/

 

 

http://www.jornaldamidia.com.br/2012/10/09/cartas-para-joao-paulo-ii-ficarao-expostas-em-museu-na-italia/

 

http://www.jornalbrasil.com.br/?pg=desc-noticias&id=56873&nome=Museu%20ir%E1%20expor%20cartas%20para%20Jo%E3o%20Paulo%20II

 

http://www.intereconomia.com/blog/semilla/museo-para-cartas-juan-pablo-ii-20121010

 

http://www.radioitaliana.com.br/content/view/9726/39/

 

http://www.catolicismoromano.com.br/content/view/1983/33/

 

 

http://www.ilmondo.it/attualita/2012-10-06/wojtyla-abruzzo-museo-lettere-dedicate-al-papa_108523.shtml

 

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/wojtyla_giovanni_paolo_ii_vaticano_abruzzo_museo/notizie/224729.shtml

 

http://www.zenit.org/rssitalian-33120

 

https://noubs.wordpress.com/2012/09/21/il-museo-della-lettera-damore-apre-nuove-sale-il-16-ottobre-dedicate-a-papa-giovanni-paolo-ii/

 

http://it.notizie.yahoo.com/video/caro-papa-ti-scrivo-le-080413463.html

 

http://www.chietitoday.it/eventi/programma-eventi-torrevecchia-14-16-ottobre-2012-papa-giovanni-paolo-II.html

 

http://www.dailymotion.com/video/xuapi7_caro-papa-ti-scrivo-le-lettere-a-giovanni-paolo-ii-in-un-museo-l-iniziativa-a-torrevecchia-teatina_news

 

http://www.lastampa.it/2012/10/13/blogs/san-pietro-e-dintorni/wojtyla-i-papaboys-e-l-abruzzo-YjMyk6FfyjfyN4iOS1TZEO/pagina.html

 

http://abruzzoinarte.it/cultura/in-abruzzo-nasce-museo-con-lettere-dedicate-a-papa-wojtila

 

http://uk.lifestyle.yahoo.com/video/channel-24776510/caro-papa-ti-scrivo-le-lettere-a-giovanni-paolo-ii-in-un-museo-30857101.html

 

http://www.mister-x.it/notizie/ultime_oggi.asp?id=1791464&ultime_notizie=Chieti.%20Giovanni%20Paolo%20II%20accende%20l?Abruzzo:%20sport%20e%20cultura%20per%20ricordare%20il%20Papa%20polacco&category=News#.UHxCjIV3WUY

 

 

http://www.rete8.it/it/cultura-e-spettacolo/2828-in-abruzzo-le-lettere-a-papa-wojtila

 

 

http://www.laprimapagina.it/2012/10/giovanni-paolo-ii-accende-labruzzo-sport-e-cultura-per-ricordare-il-papa-polacco/

http://www.giulianovanews.it/2012/10/chieti-giovanni-paolo-ii-accende-l%E2%80%99abruzzo-sport-e-cultura-per-ricordare-il-papa-polacco/

http://www.giornaledimontesilvano.com/cultura/34-cultura/15970-wojtyla-gli-occhi-del-mondo-puntati-sulla-citta-di-torrevecchia-teatina-chieti.html

http://www.allnewsabruzzo.it/articolo.asp?id=10003

http://www.ilgiornale24.it/page/rubrica/id/314/giovanni-paolo-ii-accende-labruzzo-sport-e-cultura-per-ricordare-il-papa-polacco.html

http://www.ilprimato.eu/eventi/10-eventi/6600-gli-occhi-del-mondo-puntati-su-torrevecchia-teatina.html

http://www.inabruzzo.com/?p=139555

http://www.chietiscalo.it/eventi/152-varie/17600-gli-occhi-del-mondo-puntati-sulla-citta-di-torrevecchia-teatina-chieti-giovanni-paolo-ii-accende-labruzzo-sport-e-cultura-per-ricordare-il-papa-polacco.html

 

 

http://ilcentro.gelocal.it/regione/2012/10/09/news/lettere-in-ricordo-di-wojtyla-nel-museo-di-torrevecchia-1.5834530

 

http://www.museoletteradamore.it/

 

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/torrevecchia-teatina-apre-museo-con-lettere-su-morte-wojtyla/494780-1/

 

http://papale-papale.it/2012/ottobre/8/giovannipaolo.html

 

 

http://it.paperblog.com/il-museo-delle-lettere-d-amore-a-chieti-e-dei-parassiti-a-tokyo-674164/

 

https://noubs.wordpress.com/2012/06/11/pagina-del-centro-sul-museo-della-lettera-damore/

 

 

http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2012/06/10/CT2CQ_CT201.html

 

http://www.italiani.ca/index.php?pr=z11081204

 

 

 

 

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IL MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE APRE NUOVE SALE IL 16 OTTOBRE DEDICATE A PAPA GIOVANNI PAOLO II


“Le lettere a Papa Giovanni Paolo II sono la testimonianza che è possibile, per l’uomo, partecipare con amore al sogno dell’altro, in specie se è costituito dal desiderio di una profonda, sincera condivisione ecumenica e fraterna; ebbene è con gioia che queste lettere sono accolte nel Museo della Lettera d’Amore, perché il Museo vuole essere proprio questo: un luogo dove i sogni degli uomini si incontrano, alla luce dell’amore e dei segni delle incisioni dei grafemi che li rendono immortali, affinché noi tutti si possa essere l’infinito corrispondere di slanci appassionati, vibratili in uno, nell’Unità che ci ricompone e ci redime, se è vero che il nostro corpo e la nostra anima sono mutilazione, come scrive David Grossman”. (Massimo Pamio, direttore artistico del Museo).

Le nuove sale dedicate a Giovanni Paolo II saranno inaugurate martedì 16 ottobre p.v. a Torrevecchia Teatina. Ecco il programma della giornata:

Martedi 16 ottobre                            TORREVECCHIA TEATINA

MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE – PALAZZO VALIGNANI – PARCO

 


 

ore 9-12                                               visita scolaresche al Museo

 

ore 10                                                   entrano in azione i graffitisti – per realizzazione murales

ore 15-19                                              FESTAMORE Prima edizione della festa dei giovani artisti

           d’Abruzzo – concerti musicali non stop di giovani solisti, 

           di band, gruppi musicali, ecc.

ore 15-16,30                                       Lettura lettere d’amore

ore 16,30                                             Taglio del nastro e inaugurazione del Parco “Giovanni

                                                             Paolo II”

ore 17,30                                              Annullo filatelico

ore 17,30-19                                         Lettura lettere d’amore

ore 18                                                   S. Messa

 

ore 19-20                                             Buffet

ore 23-2                                               Adunanza eucaristica

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PAGINA DEL CENTRO SUL MUSEO DELLA LETTERA D’AMORE


Sul quotidiano d’Abruzzo “Il centro” articolo sul Museo della Lettera d’Amore,

http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2012/06/10/CT2CQ_CT201.html?ref=search

Il Sindaco di Torrevecchia Teatina Katja Baboro e il cantante Giò Di Tonno il giorno dell'inaugurazione

Il Sindaco di Torrevecchia Teatina Katja Baboro e il cantante Giò Di Tonno il giorno dell’inaugurazione

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In difesa dell'articolo 9

cuoreruotante

Le cose belle hanno il passo lento

Le mille e una Tavola

Autobiografia culinaria

pagine che amo

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Poeti d'Abruzzo

Focus Po-etico sul territorio abruzzese

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le passioni infernali mai conosciute prendono fuoco nella casa vicina.

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Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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