AMANDA GORMAN’S POEM


The Hill We Climb

Amanda Gorman’s powerful and historic poem “The Hill We Climb,” read at President Joe Biden’s inauguration.

On January 20, 2021, Amanda Gorman became the sixth and youngest poet to deliver a poetry reading at a presidential inauguration. Taking the stage after the 46th president of the United States, Joe Biden, Gorman captivated the nation and brought hope to viewers around the globe. Her poem “The Hill We Climb: An Inaugural Poem for the Country” can now be cherished in this special gift edition. Including an enduring foreword by Oprah Winfrey, this keepsake celebrates the promise of America and affirms the power of poetry.

Amanda Gorman is the youngest presidential inaugural poet in US history. She is a committed advocate for the environment, racial equality, and gender justice. Amanda’s activism and poetry have been featured on The Today Show, PBS Kids, and CBS This Morning, and in The New York TimesVogueEssence, and O, The Oprah Magazine. In 2017, Urban Word named her the first-ever National Youth Poet Laureate of the United States. After graduating cum laude from Harvard University, she now lives in her hometown of Los Angeles. The special edition of her inaugural poem, “The Hill We Climb,” will be published in March 2021. Her debut picture book, Change Sings, and the breakout poetry collection The Hill We Climb and Other Poems will be published in September 2021.

The hill we climb

When day comes, we ask ourselves where can we find light in this never-ending shade?
The loss we carry, a sea we must wade.
We’ve braved the belly of the beast.
We’ve learned that quiet isn’t always peace,
and the norms and notions of what “just” is isn’t always justice.
And yet, the dawn is ours before we knew it.
Somehow we do it.
Somehow we’ve weathered and witnessed a nation that isn’t broken,
but simply unfinished.
We, the successors of a country and a time where a skinny Black girl descended from slaves and raised by a single mother can dream of becoming president, only to find herself reciting for one.

And yes, we are far from polished, far from pristine,
but that doesn’t mean we are striving to form a union that is perfect.
We are striving to forge our union with purpose.
To compose a country committed to all cultures, colors, characters, and conditions of man.
And so we lift our gazes not to what stands between us, but what stands before us.
We close the divide because we know, to put our future first, we must first put our differences aside.
We lay down our arms so we can reach out our arms to one another.
We seek harm to none and harmony for all.
Let the globe, if nothing else, say this is true:
That even as we grieved, we grew.
That even as we hurt, we hoped.
That even as we tired, we tried.
That we’ll forever be tied together, victorious.
Not because we will never again know defeat, but because we will never again sow division.

Scripture tells us to envision that everyone shall sit under their own vine and fig tree and no one shall make them afraid.
If we’re to live up to our own time, then victory won’t lie in the blade, but in all the bridges we’ve made.
That is the promise to glade, the hill we climb, if only we dare.
It’s because being American is more than a pride we inherit.
It’s the past we step into and how we repair it.
We’ve seen a force that would shatter our nation rather than share it.
Would destroy our country if it meant delaying democracy.
This effort very nearly succeeded.
But while democracy can be periodically delayed,
it can never be permanently defeated.
In this truth, in this faith, we trust,
for while we have our eyes on the future, history has its eyes on us.
This is the era of just redemption.
We feared it at its inception.
We did not feel prepared to be the heirs of such a terrifying hour,
but within it, we found the power to author a new chapter, to offer hope and laughter to ourselves.
So while once we asked, ‘How could we possibly prevail over catastrophe?’ now we assert, ‘How could catastrophe possibly prevail over us?’

We will not march back to what was, but move to what shall be:
A country that is bruised but whole, benevolent but bold, fierce and free.
We will not be turned around or interrupted by intimidation because we know our inaction and inertia will be the inheritance of the next generation.
Our blunders become their burdens.
But one thing is certain:
If we merge mercy with might, and might with right, then love becomes our legacy and change, our children’s birthright.

So let us leave behind a country better than the one we were left.
With every breath from my bronze-pounded chest, we will raise this wounded world into a wondrous one.
We will rise from the golden hills of the west.
We will rise from the wind-swept north-east where our forefathers first realized revolution.
We will rise from the lake-rimmed cities of the midwestern states.
We will rise from the sun-baked south.
We will rebuild, reconcile, and recover.
In every known nook of our nation, in every corner called our country,
our people, diverse and beautiful, will emerge, battered and beautiful.
When day comes, we step out of the shade, aflame and unafraid.
The new dawn blooms as we free it.
For there is always light,
if only we’re brave enough to see it.
If only we’re brave enough to be it.

La collina che scaliamo

Quando arriva il giorno, ci chiediamo dove possiamo trovare una luce in quest’ombra senza fine?
La perdita che portiamo sulle spalle è un mare che dobbiamo guadare.
Noi abbiamo sfidato la pancia della bestia.
Noi abbiamo imparato che la quiete non è sempre pace,
e le norme e le nozioni di quel che «semplicemente» è non sono sempre giustizia.
Eppure, l’alba è nostra, prima ancora che ci sia dato accorgersene.
In qualche modo, ce l’abbiamo fatta.
In qualche modo, abbiamo resistito e siamo stati testimoni di come questa nazione non sia rotta,
ma, semplicemente, incompiuta.
Noi, gli eredi di un Paese e di un’epoca in cui una magra ragazza afroamericana, discendente dagli schiavi e cresciuta da una madre single, può sognare di diventare presidente, per sorprendersi poi a recitare all’insediamento di un altro.

Certo, siamo lontani dall’essere raffinati, puri,
ma ciò non significa che il nostro impegno sia teso a formare un’unione perfetta.
Noi ci stiamo sforzando di plasmare un’unione che abbia uno scopo.
(Ci stiamo sforzando) di dar vita ad un Paese che sia devoto ad ogni cultura, colore, carattere e condizione sociale.
E così alziamo il nostro sguardo non per cercare quel che ci divide, ma per catturare quel che abbiamo davanti.
Colmiamo il divario, perché sappiamo che, per poter mettere il nostro futuro al primo posto, dobbiamo prima mettere da parte le nostre differenze.
Abbandoniamo le braccia ai fianchi così da poterci sfiorare l’uno con l’altro.
Non cerchiamo di ferire il prossimo, ma cerchiamo un’armonia che sia per tutti.
Lasciamo che il mondo, se non altri, ci dica che è vero:
Che anche nel lutto, possiamo crescere.
Che nel dolore, possiamo trovare speranza.
Che nella stanchezza, avremo la consapevolezza di averci provato.
Che saremo legati per l’eternità, l’uno all’altro, vittoriosi.
Non perché ci saremo liberati della sconfitta, ma perché non dovremo più essere testimoni di divisioni.

Le Scritture ci dicono di immaginare che ciascuno possa sedere sotto la propria vite e il proprio albero di fico e lì non essere spaventato.
Se vorremo essere all’altezza del nostro tempo, non dovremo cercare la vittoria nella lama di un’arma, ma nei ponti che avremo costruito.
Questa è la promessa con la quale arrivare in una radura, questa è la collina da scalare, se avremo il coraggio di farlo.
Essere americani è più di un orgoglio che ereditiamo.
È il passato in cui entriamo ed è il modo in cui lo ripariamo.
Abbiamo visto una forza che avrebbe scorsso il nostro Paese anziché tenerlo insieme.
Lo avrebbe distrutto, se avesse rinviato la democrazia.
Questo sforzo è quasi riuscito.
Ma se può essere periodicamente rinviata,
la democrazia non può mai essere permanentemente distrutta.
In questa verità, in questa fede, noi crediamo,
Finché avremo gli occhi sul futuro, la storia avrà gli occhi su di noi.
Questa è l’era della redenzione.
Ne abbiamo avuto paura, ne abbiamo temuto l’inizio.
Non eravamo pronti ad essere gli eredi di un lascito tanto orribile,
Ma, all’interno di questo orrore, abbiamo trovato la forza di scrivere un nuovo capitolo, di offrire speranza e risate a noi stessi.
Una volta ci siamo chiesti: “Come possiamo avere la meglio sulla catastrofe?”. Oggi ci chiediamo: “Come può la catastrofe avere la meglio su di noi?”.

Non marceremo indietro per ritrovare quel che è stato, ma marceremo verso quello che dovrebbe essere:
Un Paese che sia ferito, ma intero, caritatevole, ma coraggioso, fiero e libero.
Non saremo capovolti o interrotti da alcuna intimidazione, perché noi sappiamo che la nostra immobilità, la nostra inerzia andrebbero in lascito alla prossima generazione.
I nostri errori diventerebbero i loro errori.
E una cosa è certa:
Se useremo la misericordia insieme al potere, e il potere insieme al diritto, allora l’amore sarà il nostro solo lascito e il cambiamento, un diritto di nascita per i nostri figli.

Perciò, fateci vivere in un Paese che sia migliore di quello che abbiamo lasciato.
Con ogni respiro di cui il mio petto martellato in bronzo sia capace, trasformeremo questo mondo ferito in un luogo meraviglioso.
Risorgeremo dalle colline dorate dell’Ovest.
Risorgeremo dal Nord-Est spazzato dal vento, in cui i nostri antenati, per primi, fecero la rivoluzione.
Risorgeremo dalle città circondate dai laghi, negli stati del Midwest.
Risorgeremo dal Sud baciato dal sole.
Ricostruiremo, ci riconcilieremo e ci riprenderemo.
In ogni nicchia nota della nostra nazione, in ogni angolo chiamato Paese,
La nostra gente, diversa e bella, si farà avanti, malconcia eppure stupenda.
Quando il giorno arriverà, faremo un passo fuori dall’ombra, in fiamme e senza paura.
Una nuova alba sboccerà, mentre noi la renderemo libera.
Perché ci sarà sempre luce,
Finché saremo coraggiosi abbastanza da vederla.
Finché saremo coraggiosi abbastanza da essere noi stessi luce.

La Dea Inanna / Ishtar


Iridediluce

Inana (sumero) / Ištar (accadico) è tra le divinità più importanti e la dea più importante del pantheon mesopotamico. È conosciuta principalmente come la dea dell’amore sessuale, ma è altrettanto importante quanto la dea della guerra. Nel suo aspetto astrale, Inana / Ištar è il pianeta Venere, la stella del mattino e della sera.

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Funzioni

Inana / Ištar è di gran lunga la più complessa di tutte le divinità mesopotamiche, mostrando tratti contraddittori, persino paradossali ( Harris 1991 ; vedi anche Bahrani 2000 ). Nella poesia sumera, a volte è ritratta come una ragazza timida sotto l’autorità patriarcale (sebbene altre volte come una dea ambiziosa che cerca di espandere la sua influenza, ad esempio, nel mito parzialmente frammentario Inana ed Enki ,  e nel mito Inana’s Descent to the Netherworld  ). Il suo matrimonio con Dumuzi è organizzato a sua insaputa, dai suoi genitori o da suo fratello Utu ( Jacobsen 1987: 3). Anche quando le viene dato un libero arbitrio, è…

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A verse translation of the Bhagavad-Gita


These lines from Amit Majmudar’s Godsong, a verse translation of the Bhagavad-Gita, fall at the end of Session 12, when Prince Arjuna is asking his teacher, Lord Krishna, about the highest form of devotion. As Majmudar explains in his helpful “listening guide” to this passage, “Krishna’s answer epitomizes the multiplicities of the Gita. He understands that different people have different temperaments; some like singing together in a crowd, others like ladling out soup for the homeless, while still others like reading (and translating) ancient scripture.” Majmudar notes that, unlike other scriptures that spend their time praising the divine, the Gita spends its words more often on the qualities of the ideal devotee, who will be able to change her life through yoga practice, working for just causes, or pure focus on Krishna’s ideals. As Krishna concludes his lesson, Majmudar tips his hat to Abraham Lincoln’s second inaugural address, borrowing the phrase “With malice toward none,” and connecting disparate cultures across time in his search for the healing word.



from Godsong, “Session 12”

With malice toward none,
Friendly and compassionate,
Neither selfish nor self-serving,
The same in pain and pleasure, patient,

A yogi constantly content
Is self-controlled and rooted in resolve.
His mind and intellect to me entrusted,
My devotee is dear to me.

The world does not repulse him,
And he does not repulse the world.
Freed of glee and pique, of fright
And worry, he is dear to me.

Expecting nothing, pure, adroit,
Sitting apart, his trembling gone
And all initiatives relinquished,
My devotee is dear to me.

He doesn’t rejoice, he doesn’t hate,
He doesn’t mourn, he doesn’t yearn.
Letting go of good and bad,
Full of devotion, he is dear to me.

The same to enemy and friend,
The same in honor and dishonor,
In heat and cold and pain and pleasure
The same, free of attachment,

Alike when praised or censured, silent,
Content with anything at all, at home
Anywhere, steady-minded: Such a man,
Full of devotion, is dear to me.

I speak this sweet, immortalizing
Dharma. Those who honor it,
Offering faith, exalting me—
They are extremely dear to me.

MARGE PIERCY: A POEM


What happiness looks like
Some things are ordinary but perfect:
drinking coffee on summer mornings
with you as the cats laze about, fed,
on you or on me or curled together
in the bay window on a sunny pillow.
Outside the weeping beech stirs
in the wind, leaves hanging down
like just washed long tresses.
We talk softly of the pending day.
This is all I would need of heaven
that I don’t believe in, but this
I believe.

Francesco Sassetto


il giardino dei poeti

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“La poesia di Francesco Sassetto è la testimonianza di una strenua resistenza al dilavamento interiore umano reso dall’assunzione abituale di un mondo che s’impone per gelida grettezza, paradosso, ingiustizia. Attraverso la parola, l’autore, dona voce a un campionamento rilevato in campo quotidiano, fatto di lotta per la sopravvivenza. Intimista e colloquiale, il poeta si lascia avvicinare attraverso immagini malinconicamente attive che s’infiltrano nel lettore come dosi omeopatiche di un veleno attivato alla denuncia, comunque propulsore di speranza reattiva. Lo sguardo parte dal sé per posarsi sulla folla di sentimenti che uno a uno ci riguardano tutti e che, attraverso i suoi versi, trovano strada per non essere eternamente riconsegnati a un altrove fatto di coscienza distratta e latente solitudine.” Doris Emilia Bragagnini

“Che Francesco Sassetto fosse una delle voci più forti della poesia civile contemporanea, intesa nel senso migliore del termine, era già emerso con chiarezza dalle precedenti raccolte Ad…

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Veneto, Italy


Wanderlustnetic

Brody Gross
#travel, #italy, #europe, #landscape

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SENTIRSI SENTIRE. Che cos’è il pensare


SENTIRSI SENTIRE. CHE COS’E’ IL PENSARE di Massimo Pamio

Edizioni Mondo Nuovo

Un testo di divulgazione scientifica in cui per la prima volta si affronta il tema del pensare da più punti di vista. L’autore cerca di rispondere alla domanda “che cos’è il pensare” a partire da un’ipotesi fisico-matematica riguardante un’affermazione di una eroina da romanzo, Teresa, la cui soluzione sarà sciolta alla fine del libro.
Seguendo linee narrative chiare e coinvolgenti, l’Autore accompagna per mano il lettore alla scoperta del problema del pensare, in base alle ultime acquisizioni scientifico-matematiche, questione poi affrontata dal punto di vista chimico-biologico, indi da quello filosofico; successivamente si giunge ad affrontare il busillis dell’autocoscienza.
In un capitolo vengono compendiate tutte le ipotesi su che cosa sia il pensare. Per finire, si analizza il tema dal punto di vista dell’archeologianeurocognitiva, prospettando una visione originale.
In appendice, interventi su che cosa sia il pensare di giovani scienziati e ricercatori e divulgatori italiani affermati, opere pittoriche sul tema realizzate dai maggiori artisti italiani viventi.

Contributi di: Andrea Bucci, Sara Buson, Sarah Caronni, Valentina Cauda, Marcello Chieppa, Bruna Corradetti, Maria Giovanna Dainotti, Antonio D’Amore, Ilaria Decimo, Matteo Dell’Acqua, Veronica De Rosa, Maria Enrica Di Pietro, Simone Di Plinio, Igor Di Varano, Manuela Girotto, Gabriele Greco, Veronica Grieco,  Numero cromatico (Dionigi Mattia Gagliardi, Salvatore Gaetano Chiarella, Manuel Focareta, Giulia Torromino, Marco Marini),Camilla Pacifici, Loredana Puca, Eugenio Salvatore, Antonella Santuccione Chadha e Maria Teresa Ferretti, Clementina Sasso, Simona Scollo, Agnese Irene Telloni, Anna Tenerani, Giorgio Vacchiano.

Opere di Agostino Arrivabene, Greta Bisandola, Simona Bramati, Nicola Caredda, Pierluca Cetera, Valentina D’Amaro, Fulvio Di Piazza, Simone Fazio, Pasqualino (Lino) Frongia, Ester Grossi, Maurizio L’Altrella, Barbara Nati, Sergio Padovani, Jacopo Scassellati, Nicola Samorì, Marta Sesana, Chiara Sorgato.

CON TESTO A FRONTE IN LINGUA INGLESE (Traduzione di Antonella Perlino e Catherine Hawtin).

Collana: Pigmalione
Numero collana: 2
Formato: 15 x 21
Pagine: 232
Prezzo: € 16,00
ISBN: 978-88-32115-18-5
Uscita: 10 settembre 2020

Salviamo l’Ambiente con Nuove Abitudini!


Come la penso io!

Salvare-ambiente - Il Ponte

Il surriscaldamento globale è una realtà in atto ormai innegabile, ed esso è causato dall’uomo e dalle sue attività; quali gli allevamenti intensivi, l’industria tessile, le pratiche agricole e la combustione di fonti fossili per produrre energia.

Vediamo già degli effetti negativi sul nostro pianeta del surriscaldamento globale: aumenti di temperatura, scioglimento dei ghiacci, propagazione di incendi nelle foreste e boschi, e l’incremento di specie a rischio con diminuzione della fauna e della flora.

Non solo i grandi colossi della politica e dell’economia possono migliorare la situazione, ma anche noi dobbiamo nel nostro piccolo ridurre la nostra impronta ambientale e inquinare il meno possibile cambiando le nostre scelte da consumatori.

Ecco delle buone abitudini che potremmo acquisire con il tempo aiutando l’ambiente:

1.Usiamo meno acqua: chiudendo il rubinetto mentre ci laviamo i denti, facendo la doccia invece che la vasca e privilegiando il bere dal rubinetto, che dalla…

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Petr Válek


valek2Se frequentate i social, soprattutto se siete iscritti a qualche gruppo di musica (non solo) sperimentale, vi sarete imbattuti sicuramente in qualche video di un certo Der Marebrechst alle prese con una particolare e bizzarra forma di musica noise.
Molti hanno sorriso, altri si sono scandalizzati ma c’è anche chi lo ha definito “genio” e, per quanto possa sembrare strano, nessuno ha torto perché lo scopo di Der Marebrechst è proprio quello di ottenere queste reazioni.
In realtà si tratta dell’incarnazione di un personaggio messo in scena un certo Petr Válek, nato nel 1976 in un comune della Repubblica Ceca chiamato Loučná nad Desnou, che nella sua biografia ufficiale dichiara di essersi formato come scalpellino e di aver lavorato come infermiere in una casa per anziani. valek3
Válek è un artista concettuale che fin da piccolo si è applicato con una certa veemenza a svariate attività creative come pittura, disegno…

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DAY OF POETRY – SPRING


Jill Bialosky’s book-length lyric sequence, Asylum.

& then we laughed so hard—what else could we do—

we scared the birds. We kept coming back, knowing

the flap of a butterfly wing, for instance, ripple of a storm,

invisible society of connected roots beneath the ground

(if you break one, you break the other) could change everything.

Ancient Village, Montalcino, Tuscany, Italy


Wanderlustnetic

Nicolas Ellis
#Ancient Village, #Montalcino, #Tuscany, #Italy

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Utrecht: il murales che ricrea una libreria


Fools Journal

Gli street artist olandesi Jan Is De Man e Deef Feed hanno recentemente realizzato un meraviglioso murales a Utrecht, in Olanda, in cui la parete di un normalissimo palazzo è diventata una bellissima libreria. Suddivisi in tre diversi scaffali, i libri dipinti non sono stati scelti a caso: alcuni sono le opere preferite dei due artisti, altri sono completamente inventati. We love it!

http://janisdeman.com/
https://www.facebook.com/deeffeedartist

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La nuova James Simon Galerie


berlino101

Non succede tutti i giorni di veder aprire una nuova galleria sull’Isola dei Musei. Per questo il 13 luglio del 2019 è stato un giorno speciale.

IMG-20190713-WA0004

La nuova James Simon Galerie ospita al suo interno la nuova biglietteria e il nuovo ingresso de Pergamon Museum e del Neues Museum (quello di Nefertiti, per intenderci).

IMG-20190713-WA0005 Il primo palo su cui fu fundata l’isola dei musei, ritrovato durante i lavori

La galleria è dedicata a un grande mecenate berlinese, James Simon, che finanziò, tra l’altro, lo scavo con il quale fu trovato, e ceduto a Simon stesso, il meraviglioso busto di Nefertiti.

IMG-20190713-WA0006

James Simon, imprenditore nel settore tessile, non si limitò a finanziare spedizioni archeologiche e collezionare opere d’arte. Usò anche i propri guadagni per aiutare la popolazione di Berlino, quando gli operai berlinesi vivevano in condizioni spesso miserevoli.

IMG-20190713-WA0008

In particolare si devono a Simon la costruzione di bagni con docce…

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Lake Como, Italy


Aga Khan Award for Architecture 2013: una scuola italiana in Afghanistan tra i finalisti


ItalianoContemporaneo

Rehabilitation of Tabriz Bazaar, Tabriz, Iran / ICHTO East Azerbaijan Office © AKAA / Amir Anoushfar Rehabilitation of Tabriz Bazaar, Tabriz, Iran / ICHTO East Azerbaijan Office © AKAA / Amir Anoushfar

Non di solo Pritzker vive il mondo dell’architettura contemporanea. Tra i premi più prestigiosi e interessanti a livello mondiale esiste infatti anche l’ Aga Khan Award, istituito nel 1977, dall’Aga Khan IV, il Principe Shah Karīm al-Husaynī, imam dei musulmani ismailiti e fondatore dell’Aga Khan Development Network, una delle più importanti organizzazioni private di promozione dello sviluppo sociale, economico e culturale nel sud del mondo e nel medio oriente.

Il premio, associato all’Aga Khan Trust for Culture, è conferito ogni 3 anni a progetti ritenuti significativi per il raggiungimento di nuovi standard di eccellenza nell’architettura, nelle pratiche di pianificazione urbana, di restauro e conservazione del patrimonio storico ed artistico, nella valorizzazione del paesaggio.  Il premio cerca di individuare ed incoraggiare concezioni architettoniche in grado di rispondere con successo ai bisogni e alle aspirazioni delle…

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