PROGRAMMA FESTIVAL LETTERATURA BERLINO


Il programma

COSPLAYER, RESTAURATORE DELL’UNICITA’ (di Massimo Pamio)


COSPLAYER, RESTAURATORE DELL’UNICITA’

di Massimo Pamio

Restaurare significa ridare vita alle forme. Significa ripristinare il giusto colore, la originaria consistenza, la palpabilità, l’energia di un movimento, ricostruirne e assecondarne la direzione: in qualche modo ritoccare per riportare alla perfezione unica e originaria, e come l’Angelus Novus di Klee nella lettura di Benjamin, significa osservare il passato per essere presenza a se stessi e compimento del mondo; riportare a nuova vita la nascita, l’istante dello sprigionarsi della prima meraviglia e dello svelarsi dell’opera, per aiutare la creazione a perpetuarsi, riconoscendole una effimera eternità.

Un’azione simile a quella dei restauratori la compiono i cosplayer.

Cosplayer è parola formata dalla fusione delle parole inglesi costume (“costume”) e play (“gioco” o “interpretazione”) che indica la pratica, oggi molto in voga, lanciata tanto tempo fa poi ripresa e diffusa dal Giappone, di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire; spesso i costumi sono fatti a mano dagli stessi attori improvvisati, che partecipano a sfilate in cui si raccolgono migliaia di appassionati del genere. Spesso sono eroi del fumetto, dell’animazione, ma anche del cinema o del romanzo e delle serie televisive..

I cosplayer, sensibili alle forme, – un mio libro reca il titolo “Sensibili alle forme. Che cos’è l’arte” (Mimesis, 2019) – esprimono un sentimento molto nipponico che tiene viva la tradizione sposandola col moderno nell’ineffabile emozione del kawaii, del carino (ka, permesso, e ai, amore), in cui si nasconde una filosofia complessa di vita, nel possedere oggettini carichi di forme e colori che inneggiano all’infanzia. L’importanza delle piccole cose che contano veramente, delle dolcezze, della gioia minuta che solo un bambino sa provare. Restaurare il mondo dell’infanzia nel proprio presente tramite gli eroi dell’infanzia. Il moderno è artificiale, bene, ficchiamoci dentro e vediamo che cosa succede. Intanto ci sono i colori magari fluorescenti, ma vivaci e gioiosi, del Giappone più futuribile, infuturato.

Indossare l’anima dei propri eroi fino a farne carne della nostra carne, fino a incarnare l’infanzia della nostra meraviglia, il sogno di eroicizzare il mondo personale. Diventare capaci almeno per un giorno di un gesto eroico, di fare nostre le proiezioni di un’immaginazione fervida, di riconoscerci in noi stessi quali eroi delle nostre fantasie.

Resta una attitudine mimetica che rende capaci di trasformare le proprie risorse e il proprio talento, adattandoli alle diverse situazioni, sfoggiando sempre la gioia, il sorriso. Tutto questo però -il travestimento gioioso e mitomaniacale- dura per un’effimera eternità, quella della momentanea riproduzione, ovvero dell’istantanea interpretazione, autentica e rinnovante la perfezione originaria, di uno spettacolare fenomeno. È il fenomeno che si conquista e di cui si ricalca la manifestazione e di cui si sposa la malinconica transitorietà.

Lo sprigionarsi di un’adesione che si vive concretamente nella gioia, nella perfezione e nel colore. Ogni cosa può rinnovarsi e rivivere, sia nell’azione del restauro, sia nell’azione del cosplayer.  Eroismo di un singolo, che vende caro il suo talento per vestire, per fare dell’altro il proprio abito, per imbibire della vita dell’altro il proprio corpo, per indossare dell’impermanenza dell’altro la propria gloria, prt mascherare sé stessi nell’altro di fronte alla propria fantasmagorica eternità.

A ciò che passa viene concesso il ritocco di una seconda eternità, nel colore, nella veste più bella di una ulteriore opportunità, di una riproduzione che non è mai fine a sé stessa e che non produce opera, ma un’azione, una seconda vita senza più l’ansia della perfezione. Quel che è passato non deve più lottare, per quello basta un ritocco, una riproduzione e la sua sofferenza finalmente si libera in una giocosa esplosione, che non è quella del mondo malinconicamente ingessato del web, dove ciò che si ripete è obbligato a perpetuarsi nel gesto anodino del copia e incolla, come semplice dato e non come vivificata memoria.

cosplayer-1

Nuove recensioni dall’Oriente


Penne d'Oriente

Buongiorno lettori!

Come state? Io sono quasi tornata in pista dopo una piccola pausa forzata di salute, ma ora sto benone. La lettura non si ferma mai, per cui sono qui per ricordarvi che sulla mia pagina facebook Penne d’Oriente sono uscite diverse recensioni nei giorni scorsi : )

Torniamo alle vecchie abitudini, parliamo di libri giapponesi, cinesi e coreani, romanzi, saggi, raccolte di racconti. Tutto ciò che ci aiuti a trasportarci in quei mondi che tanto amiamo. Come vi annunciavo, sto provando un nuovo format per permettere a me di gestire meglio il tempo e a voi di leggere comunque recensioni interessanti. Su facebook vi propongo articoli più brevi e precisi, il mio giudizio finale non mancherà mai. Fatemi sapere se queste nuove recensioni vi piacciono o preferivate quelle più lunghe e articolate qui nel blog. Aspetto un vostro consiglio/parere..per me è fondamentale ❤️.

Su facebook Penne d’Oriente potete…

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PICCOLI MUSEI CRESCONO


Si è tenuta a Torrevecchia Teatina, il 7 agosto 2020, nella sala consiliare del Palazzo Valignani,  nell’ambito della XX edizione del Festival della Lettera d’Amore, una tavola rotonda nel corso della quale è stato promosso un progetto che unisce i piccoli Musei di Marche e Abruzzo.

È intervenuta Alessandra Carulli, tour operator del Consorzio Riviera del Sole, che ha esposto le premesse di un pacchetto che orienterà uno specifico flusso turistico alla scoperta di un patrimonio locale poco conosciuto e non ancora debitamente valorizzato.

Sono intervenuti l’Assessore alla Cultura Mauro Febbo, il Dirigente della Regione Giancarlo Zappacosta, Francesco Seccia (Sindaco di Torrevecchia Teatina); Leo Castiglione (Sindaco di Ortona), Angelo Radica (Sindaco di Tollo), Amerino Clementi (Direttore Museo del Cappello e Vicesindaco di Montappone (FM), Gabriele Schiavoni (Direttore Museo del Giocattolo antico di Senigallia (AN), Francesco Stoppa (Museo del Costume Tradizionale di Torrevecchia Teatina); Sergio Mariotti (Presidente Museo Navale di Francavilla al Mare); Tito Vezio Viola (Direttore Museo della Battaglia di Ortona); Massimo Pasqualone (Direttore Enomuseo di Tollo), Elena Turchi (curatrice Museo del giocattolo antico).

È stato compiuto il primo passo dell’unione dei Musei del Medio Adriatico con la proposizione di un biglietto unico che prevede doni per i visitatori che si recheranno presso tutti i musei.

L’Organizzazione ha inteso assegnare un premio speciale al Sindaco di Aielli Enzo Di Natale, eletto “miglior Sindaco dei borghi d’Abruzzo” e “per l’impegno civile” all’Azienda De Thomasis, produttrice di abiti su misura, che si è profusaa nella creazione di mascherine lavabili, bloccando un settore della sua attività.

img_4838.thumbMassimo Pamio Direttore MLA, Mauro Febbo Assessore alla Cultura Regione Abruzzo, Francesco Seccia, Sindaco di Torrevecchai Teatina

img_4839.thumb.jpgMassimo Pamio, Giancarlo Zappacosta Dirigente Regione Abruzzo, Francesco Seccia

img_4859.thumb.jpgMassimo Pasqualone Direttore Enomuseo di Tollo, Angelo Radica Sindaco di Tollo, Massimo Pamio

img_4897.thumb.jpgFrancesco Seccia premia il Sindaco di Aielli Enzo Di Natale

PROGRAMMA XX EDIZIONE FESTIVAL LETTERA D’AMORE


Dal 6 al 9 agosto a Torrevecchia Teatina siu svolgerà la XX edizione del Festival della Lettera d’Amore. Si ricorda che in base alla normativa i posti sono limitati e bisogna prenotare al 3279960722.

I VINCITORI DELLA XX EDIZIONE DEL PREMIO LETTERA D’AMORE


La giuria composta da Tonita Di Nisio, Massimo Pamio, Massimo Pasqualone, Lucilla Sergiacomo, Giuseppina Verdoliva, idealmente presieduta dal prof. Vito Moretti in memoriam, ha nominato i vincitori della XX Edizione del concorso “Lettera d’Amore” promosso dall’Associazione AbruzziAMOci con il patrocinio del Comune di Torrevecchia Teatina. Al primo posto  Stevka Smitran, al secondo si classificano ex aequo Laura D’Angelo, Renata Di Sano e Olivetta Gerometta, al terzo ex aequo Maria Fabia Simone e Irene Zavaglia. Menzioni speciali per: Mauro Barbetti, Amalia Cavorso, Barbara De Filippis, Assunta Di Cintio, Gabriele Di Giorgio, Gloria Venturini. Premi della giuria per: Giulia Caroletti, Giuliana Cicchetti Navarra, Alessandra Nepa, Monica Scarpari, Il Vento, Tiziana Gabrielli. Sono stati segnalati per il loro valore letterario i testi di: Daniela Basti, Paolo Bianco, Roberta Bellantuono (Scritture Laterali, gruppo composto da: Alessandra Ulisse, Sandra Di Giacomo, Dusca Farinelli, Natasha Volpone, Sabina Di Nino, Marianna Minichini, Rina Almonti, Marianna Melchiorre), Liliana Capone, Silvia Caramellino, Ilaria Celiani, Yuleisy Cruz Lezcano, Claudia D’Angelo, Ilaria Di Francesco, Antonio Di Marino, Salvatore Di Sante, Michele Di Virgilio, Anna Maria Gaglioli, Monica Giusto, Flora Alberta Lembo, Giovanni Lufino, Lorenza Negri, Maria Piera Pacione, Diana Pagliara, Irma Radica, Simona Rea, Alice Valente, gli studenti Milen Annibale (Liceo economico sociale “De Titta-Fermi” di Lanciano), Paula Doko (Istituto Biotecnologico sanitario di Guardiagrele), Martina Giangiulio (“De Titta-Fermi” di Lanciano), Asia Lella (“De Titta-Fermi” di Lanciano), Giuditta Marchesani (ITBS di Guardiagrele), Virginia Primante (ITBS di Guardiagrele), Dajana Primomo (“De Titta-Fermi” di Lanciano), Simone Rosica (ITBS di Guardiagrele), tutti allievi della professoressa Monica Ferri.

La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 8 agosto alle ore 20 e 30 presso il Parco “San Karol” del Palazzo Valignani di Torrevecchia Teatina, alla presenza del Sindaco dottor Francesco Seccia.

Venerdì 7 agosto alle ore 19 premiazione del concorso fotografico “Spedisco la mia lettera d’amore”, promosso dal MLA, Museo della Lettera d’Amore, nella sala consiliare comunale del settecentesco Palazzo Valignani. Le vincitrici sono: Simona Rea, prima classificata davanti ad Anna Maria Gaglioli e ad Alessandra Nepa. Riceverà inoltre un riconoscimento Cinzia Maria Rossi, eletta “Cuore di mamma”, per una lettera d’amore dedicata ai figli.

logo_mla

 

 

 

SIMONA REA VINCE IL CONCORSO FOTOGRAFICO “SPEDISCO LA MIA LETTERA D’AMORE”


Tantissime concorrenti e tantissimi concorrenti per il concorso fotografico più… dolce dell’anno: “Spedisco la mia lettera d’amore”, promosso dal MLA, Museo della Lettera d’Amore, con il patrocinio del Comune di Torrevecchia Teatina. Venerdì 7 agosto alle 19 si terrà la premiazione nella sala consiliare comunale del settecentesco Palazzo Valignani, alla presenza del Sindaco Dottor Francesco Seccia. La manifestazione rientra nell’ambito delle iniziative che si svolgeranno dal 6 al 9 agosto per celebrare il ventennale della edizione del Concorso Internazionale e il novennale del’istituzione del Museo della Lettera d’Amore.  Le vincitrici sono: Simona Rea, prima classificata davanti ad Anna Maria Gaglioli e a Alessandra Nepa.

REA SIMONAFotografia lettera d'amorefoto di Simona Rea

GAGLIOLI ANNA MARIA

foto di Anna Maria Gaglioli

NEPA

foto di Alessandra Nepa

 

Pada Segores Waktu


kampungmanisku

pada segores waktu yang kita lalui
tanpa penanda catatan buku harian
kalender membiarkan abai begitu saja
tak ada yang mengabadikan dalam bingkai
cerita-cerita yang tak pernah direncanakan
tak ada tagihan rekening karena tak ada janji
kita lalui juga pada hiruk pikuk jalan raya
memburu waktu takut tak kebagian kursi
menjelang kepulangan, mendekati lebaran
pikiran lebih cepat di kampung halaman
tinggalkan sejenak pening ilmu eksak
lerai pada siang pengamen jalanan
tembang jawa mengalun pelan
sambung menyambung tiap perhentian
caping gunung hingga shalawatan
sampai kenal stasiun balapan
jalur selatan tinggal kenangan

juni 2020

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PRIMA ROSA DEI FINALISTI ALLA XX EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE LETTERA D’AMORE


La Giuria della XX edizione del Premio Internazionale Lettera d’Amore, composta da Tonita Di Nisio (saggista, l’ultima opera “Poesia. Istruzioni per l’uso. Dizionario di termini della critica letteraria”, 2013), Massimo Pamio (scrittore e saggista, l’ultima opera “Sensibili alle forme. Che cos’è l’arte”, 2019), Massimo Pasqualone (critico letterario e d’arte, l’ultima opera: “La metafora della ciammaichella, – Parole, Persone e Storie d’Abruzzo”, 2019), Lucilla Sergiacomo (saggista, l’ultima opera “L’assoluta libertà del fantastico. Un viaggio nella fantasia da Omero a Calvino”, 2018) Giuseppina Verdoliva (segretaria con diritto di voto). dopo aver constatato la flessione del numero delle opere in concorso dovuta alla pandemia, ha concordemente apprezzato l’enorme valore delle opere in concorso, tra le quali moltissime meritevoli di attenzione critica, provvedendo a determinare una prima rosa dei finalisti. All’interno di questi nominativi saranno scelti i premiati (vincitori, premi speciali della giuria, segnalazioni):

Salvatore Di Santo, Ilaria Di Francesco, Giovanni Lufino, Roberta Menichini, Silvia Caramellino, Monica Giusto, Mauro Barbetti, Flora Alberta Lembo, Ilaria Celani, Michele Di Virgilio, Maria Giovanna Scavone, Alice Valente, Marisa Marconcini, Maria Fabia Simone, Irma Radica, Giulia Caroletti, Gloria Venturini, Assunta Di Cintio, Gabriele Di Giorgio, Paola Sacco, Daniela Basti, Maria Piera Pacione, Roberta Bellantuono (Scritture laterali), Simona Rea, Laura Ficco, Liliana Capone, Olivetta Gerometta, Giuliana Cicchetti Navarra, Irene Zavaglia, Amalia Cavorso, Monica Scarpari, Gennaro Riccio, Daniele Poto, Diana Pagliara, Yuleisy Cruz Lezcano, Renata Di Sano, Alessandra Nepa, Anna Maria Gaglioli, Stevka Smitran, Egidio Manna, Rosamaria Brambilla, Paolo Bianco, Claudia D’Angelo, Antonio Di Marino, Lorenza Negri, Simone Rosica, Virginia Primante, Martina Giangiulio, Paola Doko, Asia Lella, Barbara De Filippis, Tiziana Gabrielli, Il Vento (pseud.), Laura D’Angelo, Dajana Primomo, Giuditta Marchesani, Milen Annibale.

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MARCIANI E IL DIALETTO FRENTANO (di Massimo Pamio)


Marcello Marciani, uno dei poeti più notevoli e versatili dei nostri giorni, un vero bricoleur della parola, si esprime con la stessa intensità sia in lingua sia che in vernacolo, scegliendo di volta in volta la lingua con cui comunicare. Nell’ultima pubblicazione, si affida al dialetto frentano.

La chiave interpretativa dell’opera ce la restituisce il titolo stesso, Revuçégne, tradotto come rovistamenti, declinazione sostantivale in dialetto di un verbo rivuscinare, rivuscicare. Sostantivale e non avverbiale, perché in dialetto abruzzese non esiste declinazione avverbiale, in verità la traduzione letterale di revuscigne sarebbe dovuta essere i rovistati, i rimestati, o la voce verbale rovisti, seconda persona singolare indicativo del verbo rivuscinà.

La parola revuçégne compare per 2 volte nel testo, in accezione positiva la prima, quando si riferisce all’attività collegata al ricordo memoriale del fratello, in senso negativo la seconda, quando si afferma che il mare è privo di revuscigne, privo di ricordi. Dall’uso improprio di questo vocabolo Marciani chiarisce che è la memoria il vero oggetto del rivuscinare, del rovistare, della ricerca. Se l’inquinamento sembra cancellare la possibilità, per il mare, di conservare dentro di sé la forza della vita, allora è vero che la memoria è simbolo della forza, della vitalità, anzi, la memoria stessa costituisce la forza della vita. Viene avvertita dallo scrittore come un tesoro, come un dono della vita, naturalità, ovvero la qualità di conservare la purezza vitale. L’atto memoriale, il rovistare, si slancia verso questo distillato vitale, verso quella purezza incontaminata che è il ricordo, atto a segnare e informare il percorso esistenziale e a conferirgli senso. Si vive come viandanti che cercano nella propria memoria il senso dell’esistenza, mediante la fissazione e l’impalcatura di una memoria propria, diversa da tutte le altre, ricca di una densità che non è solo personale ma anche determinata dalla condivisione di quella degli altri (la storia) in cui si è coinvolti nel bene come nel male (in questo senso la memoria può essere intesa in accezione positiva o negativa).

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L’universo testuale sembra illimitato e capace di contenere il testo (i testi) nelle forme più diversificate. Prendiamo John Donne Poesie amorose Poesie teologiche a cura di Cristina Campo (Einaudi, Torino 1971): prendiamo non i testi di Donne (tra l’altro dati nella lingua e nella versione originale), ma la traduzione e (è questo che qui m’interessa) […]

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La peculiarità più energica e costante nell’ampia produzione letteraria di Cristina Annino è una lingua “in tensione”, che non si ripete mai, ma che si rinnova come attraverso mutazioni genetiche: sarcastica, irriverente, camaleontica, affabulatoria. L’estro inventivo che anima la nostra poetessa la porta a produrre una sorta di lingua autosufficiente nella sua legislazione anomala. Cristina […]

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di Tomaso Montanari Inaugurando gli Stati Generali al Casino del Bel Respiro ( uno dei capolavori dell’architettura barocca), Giuseppe Conte ha detto di aver scelto quel luogo in “omaggio alla bellezza italiana”, affermando quindi che “nell’ambito di questo progetto rientra anche l’investimento nella ‘ bellezza’ del nostro Paese”.

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Suggestiva scala dalla forma ellittica, caratterizzante un antico palazzo ubicato in Via Emanuele De Deo, civico 33, fulcro dei Quartieri Spagnoli. Un indirizzo, che rappresenta il cuore pulsante del tessuto narrativo del libro.Un disegno, quello della scala, che insieme all’intero palazzo, pare faccia parte di un progetto realizzato nel 1900, a nome del’architetto Francesco De […]

via Perduti nei Quartieri Spagnoli, Heddi Goodrich. Dalla recensione del libro, alla storia artistica,urbanistica, nonchè musicale,del reticolato più famoso di Napoli. — Le parole insieme ai fiori

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